TRENTINO ALTO ADIGE: VERGOGNA TUTTA ITALIANA 12 FEBBRAIO 2016.

EVA KLOTZ  “SPUTA” SULLA NOSTRA BANDIERA MA NON SPUTA SUI SOLDI ITALIANI E SI PRENDE QUASI UN MILIONE DI EURO DI VITALIZIO ALLA FACCIA NOSTRA E ALLA FACCIA DELLA SUA PELOSA COERENZA: AUSTRIACI PER OPPORTUNITA’ E ITALIANI PER CONVENIENZA. Eva klotz, figlia del terrorista altoatesino Georg Klotz, è attualmente consigliera regionale per il Trentino Alto Adige dei Freiheitlichen, partito indipendentista della Provincia Autonoma di Bolzano.

Aldo Rossi

“TRENTINO” 12 febbraio 2016 pag.34

Volantino elezioni 2010: bandiera austriaca e scopa che spazza via il Tricolore! “Il Sudtirolo può fare a meno dell’Italia”

12 giugno 1961 Saltano in aria 37 tralicci dell’alta tensione e alcuni piloni ferroviari.

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IL CAIRO. MORTE DI GIULIO REGENI – 8 febbraio 2016.

UN’OPINIONE IN CONTROTENDENZA

La morte del giovane ricercatore friulano Giulio Regeni ha colpito tutti profondamente e anche noi c’inchiniamo con rispetto al grande dolore della famiglia. L’accadimento di un fatto così grave c’impone, però, anche una profonda e meditata riflessione. Appena si è diffusa la notizia del ritrovamento del cadavere, il leviatano mediatico della sinistra italiana, si è subito attivato con la sua abituale, “zanzaresca”, e lugubre azione propagandistica mirante unicamente a distrarre l’attenzione della “gaudente” massa degli italiani, dai reali problemi che affliggono il nostro bel Paese:  l’Italia ha sospeso immediatamente gli incontri economici con il Cairo. Giulio era un ricercatore che rappresentava un’eccellenza accademica ed era particolarmente apprezzato per i suoi studi sui movimenti sindacali in Egitto ed è stata anche confermata la sua collaborazione con la redazione esteri del quotidiano comunista “il Manifesto”. Durante la sua permanenza al Cairo, sembra che Giulio abbia svolto delle ricerche accademiche mirate e fatto delle interviste su temi molto attuali in Egitto. Per questi motivi è entrato nel mirino dei servizi di sicurezza con l’aggravante d’essere uno straniero particolarmente interessato ai problemi interni egiziani (n.d.r. posizione dei sindacati all’interno della Società egiziana). Il grande entusiasmo e la grande generosità di Giulio l’hanno, però, forse indotto a sottovalutare la pericolosità di un’azione così delicata, condotta in un momento così difficile per quel lontano Paese dove, non di rado, gli stranieri sono considerati spie. Anche gli amici a lui più vicini, lo avevano consigliato di firmare i suoi articoli con uno pseudonimo, giacché in Egitto si respirava e si respira, un’atmosfera di terrore. Giulio non è stato ucciso per i suoi giovani e nobili ideali. Giulio è stato ucciso dalla nostra Società occidentale che si ostina a volere esportare i nostri dogmi di democraticità in Paesi che vivono ancora in sistemi feudali autoreferenti. La Storia, come del resto la Natura, NON FACIT SALTUS. La Storia ha i suoi tempi. Qualcuno a quel giovane ed entusiasta ventottenne avrebbe dovuto dirlo.

Aldo Rossi                                                                                             Trento, 7 febbraio 2016.

“CORRIERE DEL TRENTINO” 9 febbraio 2016

“CORRIERE DELL’ALTO ADIGE” 9 febbraio 2016

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NUOVO AEROPORTO DI BOLZANO: FERMIAMOCI E RIFLETTIAMO! (PRIMA PARTE) 31GENNAIO 2016.

Le grandi opere non hanno colore politico e vanno realizzate nel massimo rispetto del territorio e dei suoi “monumenti” naturali. L’imperativo è di utilizzare al meglio il denaro dei cittadini evitando sprechi e sovrapposizioni e avendo cura di attivare l’imprescindibile sinergia imprenditoriale ed economico-politica che deve mirare all’ottenimento di risultati ottimali per l’intera Comunità. Mi riferisco al previsto adeguamento dell’aeroporto di Bolzano già inserito nel piano strategico di sviluppo approvato dalla Giunta provinciale. Il tema è assai delicato anche perché coinvolge sensibilità e interessi assai diversi che alla fine dovranno comunque trovare, necessariamente, una concreta forma di accordo. Si dovranno tenere ben presente i problemi d’impatto ambientale, i costi, le peculiarità agricolo-industriali e la vocazione turistico-commerciale del territorio sotteso. Il Comitato per l’ampliamento dell’aeroporto Bolzano Dolomiti (ABD) è già attivo da qualche tempo e anche i vertici politici della Provincia Autonoma sembrano voler sostenere il rilancio di detta struttura. Nel prossimo mese di giugno è poi previsto anche un referendum popolare in merito che avrà, però, solo carattere consultivo e quindi non vincolante. Da addetto ai lavori mi permetto di proporre una riflessione. In Trentino Alto Adige esistono due realtà aeroportuali: l’aeroporto di Bolzano in zona S. Giacomo e l’aeroporto di Trento in zona Mattarello. Qual è il mio suggerimento? Le due Provincie Autonome potrebbero valutare la possibilità di costruire nella bassa atesina, fra Ora e Salorno, un nuovo aeroporto usufruibile da entrambe le Comunità, quella Altoatesina e quella Trentina. Si potrebbero così “liberare” le due attuali aree aeroportuali “pregiate” a ridosso delle città capoluogo, prevedendo per esse un utilizzo più razionale e più consono alle esigenze delle rispettive due Comunità. Fra Salorno e Ora, sarebbe così possibile costruire una pista di decollo e di atterraggio idonea anche all’utilizzo di aerei passeggeri e cargo di medie dimensioni le cui direttrici di partenza e di arrivo non sarebbero particolarmente penalizzate dagli ostacoli circostanti (montagne) e dagli insediamenti abitativi delle città di Bolzano e di Trento. La dislocazione attuale dell’aeroporto di Bolzano, ad esempio, ha un piano di rischio aeroportuale che limita notevolmente le rotte di partenza e di arrivo e gli insediamenti abitativi e produttivi a Bolzano sud. Lo stesso vale per l’aeroporto di Trento nelle vicinanze del quale, forse, potrebbe essere costruito anche il nuovo ospedale (?). Un solo aeroporto, opportunamente dimensionato, consentirebbe di collegare l’intera regione TAA con tutto il mondo e contribuire notevolmente alla diffusione e allo sviluppo delle eccellenze produttive dei rispettivi territori. Vogliamo formare un tavolo di esperti per analizzare e discutere gli aspetti strategici di medio e lungo termine correlati a una problematica così delicata e complessa? Se ogni campanile vuole il suo aeroporto, non andremo da nessuna parte. So di avere gettato un sasso in un alveare ma impiegare in modo proficuo e ottimale i denari dei cittadini è un imperativo che non ha colore politico.

Aldo Rossi (già comandante Alitalia)                                           Trento, 31 gennaio 2016

Quotidiano di Bolzano “CORRIERE DELL’ALTO ADIGE” 2 febbraio 2016

Quotidiano di Trento “CORRIERE DEL TRENTINO” 3 febbraio 2016

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NUOVO AEROPORTO DI BOLZANO: FERMIAMOCI E RIFLETTIAMO! (SECONDA PARTE) 6 FEBBRAIO 2016.

Disporre di due aeroporti in Trentino Alto Adige rappresenta un palese spreco di denaro pubblico. Vista la perenne e vibrante vis dialettica e le notevoli difficoltà burocratico-procedurali che interessano la richiesta di allungamento dell’attuale pista dell’aeroporto di Bolzano, nei giorni scorsi ho voluto presentare, ai media locali, una mia riflessione. La mia proposta riguarda la valutazione dell’opportunità di costruire, nella bassa atesina, fra Ora e Salorno, un’unica realtà aeroportuale, opportunamente dimensionata, che possa rispondere alle nuove esigenze del trasporto aereo delle due Provincie di Bolzano e di Trento. Ne potrebbe nascere una nuova realtà operativa che consentirebbe l’utilizzo di aerei passeggeri e cargo anche di media capacità e che permetterebbe di destinare ad altri usi le due attuali “limitate” realtà aeroportuali poste proprio a ridosso delle periferie delle due città capoluogo. Sulla nuova realtà aeroportuale si potrebbero anche riunire e concentrare le attività di elisoccorso, antincendio e protezione civile, mantenendo ovviamente ben separate le rispettive competenze e attribuzioni di ciascuna provincia. Un aeroporto che deve garantire la sua piena operatività nelle ventiquattro ore (H24), deve poter disporre di un numero adeguato di gestori-operatori qualificati per svolgere i vari servizi aeroportuali. Il servizio da svolgere nella torre di controllo, ad esempio, ha bisogno di almeno un operatore per ogni turno di lavoro e per la copertura adeguata H24, nel corso di un intero anno, richiede la presenza in organico di almeno sei addetti (suddivisione dei turni di lavoro, attribuzione dei previsti giorni di riposo, delle ferie, degli eventuali giorni di malattia ecc.). Altro esempio. Se l’utilizzo di un mezzo antincendio, inteso a garantire la sicurezza di tutte le operazioni di volo, richiede la presenza a bordo del mezzo di tre addetti, significa che per garantire quel servizio per ventiquattro ore il giorno (H24), avremo bisogno di un organico minimo di 3×6=18 persone qualificate.  Lo stesso vale per tutti gli altri servizi che un aeroporto deve garantire H24: il servizio amministrazione aeroportuale, il servizio sanitario e di pronto soccorso, il servizio di gestione dei voli (uffici operativi), il servizio di controllo del traffico aereo (ARO), il servizio informazioni aeronautiche (AIS), il servizio meteorologico, il servizio distribuzione e controllo dell’energia elettrica, il servizio di manutenzione e di controllo delle radio assistenze, il servizio rifornimento carburanti, i servizi passeggeri a terra (handling), il servizio catering, il servizio Security, il servizio Immigrazione e Dogana (Polizia e Guardia di Finanza) e altri. Ogni aeroporto, poi, deve poter disporre (H24) anche delle radioassistenze previste per l’avvicinamento e l’atterraggio degli aeromobili: il sistema ILS (consente atterraggi strumentali condotti in condizioni di bassa visibilità), il sistema VOR che fornisce agli aeromobili i dati di rilevamento e di distanza necessari per eseguire le procedure di avvicinamento e di atterraggio. Questi apparati (abbiamo qui riportato solo i più importanti) sono molto costosi, hanno bisogno della corrente elettrica e richiedono una continua e accurata azione di manutenzione. Per fare un esempio, oggi, sia l’aeroporto di Bolzano sia l’aeroporto di Trento hanno ciascuno il suo VOR: doppia spesa per l’acquisto, doppio consumo di corrente elettrica, doppio personale addetto al controllo e alla manutenzione… il tutto per un’utilizzazione ridottissima! Un’unica realtà aeroportuale consentirebbe di poter: 1) ridurre di quasi il 50% il personale impiegato nelle operazioni di gestione (sovrapporre dei doppioni e dare “lavoro” a persone che non servono, non significa creare posti di lavoro bensì costruire ulteriori punti di spreco); 2) disporre di una pista di decollo e di atterraggio più lunga e utilizzabile anche da aerei più grandi e idonei a voli di medio-lungo raggio; 3) concentrare le operazioni e ridurre di circa il 50% le spese di acquisto, di utilizzo e di gestione sia dei mezzi sia delle infrastrutture; 4) disporre di un consistente finanziamento europeo(?) da barattare anche con i nuovi pesanti progetti di adeguamento della linea ferroviaria del Brennero e con il prolungamento della Pi.Ru.Bi.  Un’analisi molto più accurata della mia, potrebbe essere fatta da un qualificato comitato di esperti. Io mi sono permesso di fornire solo uno spunto di riflessione che ritengo sia sufficientemente argomentato. Si sono spesi milioni di euro in consulenze, per studiare e definire le abitudini sessuali dell’orso, ma non si è mai avuta la capacità e il coraggio di una visione strategica a largo respiro per progettare, sviluppare e costruire una qualificante infrastruttura strategica utile per tutta la Regione TAA. Si è preferito, invece, “gettare” consistenti fondi nel “buco nero” dell’aeroporto di Verona e dei quali, peraltro, sarebbe utile conoscerne anche l’esatto ammontare. Come ci hanno insegnato i nostri Nonni e i nostri Padri, sarebbe stato sufficiente utilizzare solo un po’ più di buon senso e di lungimiranza. Forse siamo ancora in tempo per recuperare la situazione.

Aldo Rossi   (Già comandante Alitalia)                                              Trento, 6 febbraio 2016.

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QUANTO SPENDE LO STATO ITALIANO, OGNI ANNO, PER OGNI ABITANTE: ALTO ADIGE – TRENTINO – MEDIA NAZIONALE.

MEDIA NAZIONALE 3.600 euro

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO 8.864 euro

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO 7.638 euro

Questi numeri non li ho inventati io ma li ha forniti la Ragioneria dello Stato. A Voi le conseguenti riflessioni. Vi invito a scorrere questo articolo e se qualcuno è in grado di leggere dietro queste cifre mi aiuti a capire per favore.

Aldo Rossi

Quotidiano di Trento “TRENTINO” 01 febbraio 2016 pag.17

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VILIPENDIO AL TRICOLORE: TRENTINO ALTO ADIGE VERGOGNA TUTTA ITALIANA…! 23 gennaio 2016.

Nella nostra battaglia non siamo soli. Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano, il Procuratore Capo Guido Rispoli, definisce “eversiva” la sentenza che ha assolto EVA KLOTZ dal reato di vilipendio al Tricolore.

Aldo Rossi

Quotidiano di Trento “TRENTINO” pag.25

Quotidiano di Bolzano “CORRIERE DELL’ALTO ADIGE” PAG.5

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TRENTINO ALTO ADIGE: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA. NON BASTAVANO GLI SCHÜTZEN, ORA CI SI METTONO ANCHE I FREIHEITLICHEN. 22 gennaio 2016.

LA BANDIERA ITALIANA NEL BIDONE DELLA SPAZZATURA…?!

I fatti risalgono a ottobre 2010. Al centro del caso ci sono i manifesti della campagna promozionale secessionista lanciata dal partito di Eva Klotz* (Südtiroler Freiheit) nei quali la bandiera italiana, ovvero il nostro Tricolore, veniva rappresentato a terra, spazzato via da una scopa di saggina come si trattasse di un rifiuto da buttare nella pattumiera. Il tutto era accompagnato dallo slogan goliardico: “L’Alto Adige non ha bisogno dell’Italia”. I responsabili del fatto furono allora denunciati per vilipendio alla Bandiera, simbolo dell’Identità Italiana, e quindi condannati in primo grado. I giudici della Corte d’Appello di Bolzano, però, disattendendo anche una precedente valutazione in merito, da parte della Corte di Cassazione, hanno concesso agli interessati l’assoluzione piena asserendo che “il fatto non costituisce reato” giacché trattasi di diritto di critica politica e di espressione. Una delle poche voci che sono insorte contro questa “scandalosa” sentenza è quella del Procuratore Capo presso il Tribunale di Bolzano Guido Rispoli…ecco il link: http://www.ilgiornoaltoadige.it/?p=62837

Questi gli articoli dei quotidiani di oggi:

Quotidiano di Bolzano “CORRIERE DELL’ALTO ADIGE” 22 gennaio 2016 pag.5

Quotidiano di Trento    “TRENTINO” 22 gennaio 2016 pag.23

*EVA KLOTZ E’ FIGLIA DEL TERRORISTA ALTOATESINO GEORG KLOTZ CHE NEGLI ANNI ’60 FU CONDANNATO A OLTRE 50 ANNI DI CARCERE PER LE VICENDE COLLEGATE ALLE STRAGI IN ALTO ADIGE. ANCHE GEORG KLOTZ, PER NON SMENTIRSI, ERA UNO SCHÜTZE…! A ME NON FANNO PAURA QUESTI NEO PSEUDO TERRORISTI. MI FA MOLTA PIU’ PAURA IL SILENZIO DEI NOSTRI “GOVERNANTI” E LA RASSEGNAZIONE DEGLI ITALIANI. ITALIANI SENZA ONORE E SENZA DIGNITA’…? QUESTA, OGGI, E’ LA REALTA’ DEL TRENTINO ALTO ADIGE. FATE VOI…!

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TRENTINO ALTO ADIGE: sovraesposizione mediatica del Padre comboniano Alex Zanotelli…? Giudicate Voi!

07 GENNAIO 2016.

CORRIERE DEL TRENTINO 06 gennaio 2016. Tutti conosciamo il Padre comboniano Alex Zanotelli e tutti abbiamo apprezzato e continuiamo ad apprezzare, il suo impegno nel sociale a favore degli “ultimi”: rione Sanità di Napoli e popolazioni africane. In questi giorni ho notato, però, in ambito locale Trentino Alto Adige, una sua sovraesposizione mediatica che impone qualche riflessione. Padre Alex si dilunga e sempre più spesso tiene banco anche su questioni che, a mio avviso, ben poco hanno a che fare con lo svolgimento del suo magistero. Esprimendomi in questi termini, so benissimo di attirarmi le ire di molti benpensanti usi all’autodafé ma è bene dire, anche a Padre Alex guardandolo dritto negli occhi, che questo suo modo di “fare politica” è assai scorretto. In questi giorni, in Trentino Alto Adige, Padre Alex si schiera apertamente con i NO TAV paventando scenari apocalittici e invocando addirittura il vangelo…”se non vi convertirete perirete tutti”. Convertirsi a chi e a cosa Padre Alex? Alle sue teorie? Alle teorie della Chiesa? L’utilizzo dell’acqua per le operazioni d’innevamento delle piste da sci poste sulle nostre montagne per lei è uno spreco quasi infamante. Siamo al limite del terrorismo mediatico! Lei si schiera anche con chi non vuole il prolungamento dell’autostrada PI.RU.BI che prevede il completamento del tratto mancante per un percorso di circa 18 km tutti in galleria sotto le montagne veneto-trentine. Lei attacca anche il sistema deviato delle banche private italiane dimenticandosi, forse artatamente, degli scandali della banca vaticana che aveva quel dolce ed evanescente nome fra il serafico e l’ascetico: “Istituto Opere Religiose” (IOR). Ecco cosa intendo quando affermo che il suo modo di fare politica è assai scorretto. Lei caro Padre Alex dovrebbe guardare prima in casa sua e poi usare il pulpito per “convertire” la gente al suo pensiero. Lei è ancor più scorretto perché sa benissimo che un pulpito vale più di cento televisioni, perché lei sa benissimo che dal pulpito e dal confessionale si “manipola meglio il pensiero” delle moltissime persone deboli e ahimè indifese. Se fosse per la Chiesa cattolica, noi saremmo ancora alla teoria tolemaica. Le scuse a Galileo sono arrivate dopo quattro secoli! Lei pensa che dovremmo attendere altri quattro secoli perché un Papa porga le scuse della Chiesa Cattolica per aver mantenuto colpevolmente l’Italia nell’ignoranza e nell’arretratezza? Se lei, caro Padre Alex, vuole fare della politica, si liberi della sua veste talare, entri nell’arena e si assuma le sue responsabilità. La differenza fra lei e un vero uomo politico sta nel fatto che lei, delle sue azioni, non deve rispondere a nessuno, il politico deve rispondere, invece, alla sua Comunità e ai suoi Cittadini, almeno fino alla settima generazione.

Aldo Rossi

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TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! 7 gennaio 2016.

CORRIERE DELL’ALTO ADIGE 7 gennaio 2016

Vi invito a leggere l’articolo e a fare poi i vostri commenti e le vostre considerazioni. Apprezzatissimo e impeccabile il comportamento tenuto dal Prefetto Michele Penta, Commissario straordinario del Comune di Bolzano.

Aldo Rossi

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TRENTINO ALTO ADIGE: 3 GENNAIO 2016, NON BASTAVANO GLI SCHÜTZEN, ORA CI SI METTE ANCHE L’ARCIVESCOVO DI TRENTO ORMAI ALLA FINE DEL SUO MANDATO.

“CORRIERE DEL TRENTINO” del 2 gennaio 2016 pag.6

Basta enfatizzare la guerra” – L’arcivescovo di Trento Luigi Bressan critica il monumento alla Vittoria di Bolzano e auspica la rimozione del bassorilievo del Duce.

Monsignor Bressan ha raggiunto la fine del suo mandato e ora vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Egregio monsignore, nessuna persona del Popolo ha mai voluto la guerra e i monumenti che la richiamano sono a ricordo di caduti che non hanno chiesto di cadere. Le guerre le dichiarano i potenti non le persone umili,  questo lei lo dovrebbe sapere. Non se la prenda con i monumenti Eccellenza, se la prenda con i capi, anche con i suoi “capi”, che durante il periodo fascista andavano a braccetto con i gerarchi per benedire gli aerei che avrebbero poi bombardato altra povera gente. Perché Eccellenza auspica la rimozione del bassorilievo del Duce a cavallo posta davanti al Tribunale di Bolzano? I Patti Lateranensi, nel 1929, li ha sottoscritti Mussolini assieme ai suoi “capi”, ricorda? Sono altri i problemi dell’Italia monsignore non quelli che lei espone. Se la gente non va più a messa, la Chiesa Cattolica se ne faccia una ragione e percorra a ritroso, nella massima umiltà, i duemila anni di Storia che ci separano dalla nascita di Cristo e faccia poi un’analisi autocritica del suo comportamento nei secoli. Sotto quest’aspetto non si accettano lezioni di comportamento nemmeno dalla Chiesa Cattolica. Egregio monsignore, un dignitoso silenzio da parte sua, forse sarebbe stato preferibile. Di solito si comincia a dare buoni consigli quando si smette di dare cattivi esempi e di cattivi esempi nel corso dei secoli, la Chiesa Cattolica ne ha dati molti.

Aldo Rossi

P.s. non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi crede. Propongo solo un invito alla riflessione ben sapendo che: l’uomo non ha bisogno di conoscere, ha solo bisogno di credere.

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