Sono passati 46 anni da quel tristissimo evento. Attorno a quel caso è stato sollevato un tale polverone nel quale, anche per chi è del mestiere, è molto, molto difficile muoversi e orientarsi. Anche il drammatico caso Ustica è stato definitivamente ormeggiato nell’affollato porto delle nebbie italiano…?
ll 27 giugno 1980 alle ore 20.59, si consumava nei cieli d’Italia, una delle tragedie più angoscianti e più misteriose che, la storia del nostro Paese, abbia mai conosciuto.
Il volo Itavia IH 870 da Bologna a Palermo, aereo DC9 I-TIGI, precipitava in mare a circa 100 Km a nord dell’isola di Ustica. Alle 81 vittime di quella sciagura aerea e ai loro familiari rivolgiamo ancora un rispettoso e deferente omaggio. Molto è stato scritto in merito a questo gravissimo incidente aereo ma, purtroppo, la verità non è mai emersa.
Il lettore si chiederà perché mi permetto di rievocare ed esprimere le mie considerazioni e le mie impressioni su quei tragici accadimenti. Ebbene, il giorno 27 giugno 1980 anch’io ero in volo ai comandi di un altro aereo DC9 Itavia. Solo qualche ora prima, infatti, in rotta quasi opposta a quella dell’aereo caduto ho attraversato la stessa porzione di spazio aereo ma nulla faceva presagire l’imminente tragedia. Il Destino, cinico e baro, non si limita a colpire alle spalle ma, talvolta, si prende anche gioco di noi. Il giorno precedente, infatti, avevo effettuato ben due voli con il DC9 Itavia I-TIGI poi precipitato in mare il giorno seguente. Il secondo motivo per cui mi ritengo qualificato a esprimere le mie riflessioni su questo incidente, deriva dal fatto che per circa dieci anni, fino agli inizi del 1979, ho operato come pilota militare su velivoli Caccia Intercettori F104S. Sono, infatti, stato in forza al 22° Gruppo del 51° Stormo Caccia di stanza all’aeroporto di Istrana (Treviso) e conosco perfettamente le dinamiche del volo operativo di un aereo Caccia Intercettore e posso, quindi, parlarne con cognizione di causa.
È per me un atto doveroso ricordare ancora una volta quelle 81 vittime che, probabilmente, non avranno mai giustizia. Credetemi non so più cosa pensare in merito a quell’evento. Se quell’aereo fosse stato realmente abbattuto in volo per errore, personalmente non sentirei di escludere un’eventuale diretta responsabilità degli Americani abituati, da sempre, a fare ciò che vogliono in tutti i cieli del mondo. Gli Americani sono falsi per vocazione e bugiardi per definizione. Da un’attenta analisi di taluni eventi che si sono verificati dopo la fine della seconda guerra mondiale, il lettore potrà trovare conferma di queste mie “sentite” affermazioni. Le menzogne relative agli accadimenti nel Golfo del Tonchino che hanno dato l’innesco alla guerra in Vietnam; gli inesistenti arsenali di armi chimiche nell’Iraq di Saddam Hussein che hanno innescato la polveriera mediorientale…sono solo i due esempi più eclatanti.
Per quanto riguarda, invece, l’Aeronautica Militare Italiana, mi sento di avanzare l’ipotesi che sia stata obbligata al silenzio per una cogente e ineludibile “Ragione di Stato”. Pensate solo al fatto di dovere ammettere (nel 1980!) che un aereo del blocco Nato, aveva abbattuto per errore, un aereo civile nei cieli italiani…! La mia è solo un’ipotesi ma, dopo quasi mezzo secolo, non mi sento di escludere più nulla.
Scusate, è solo il mio pensiero.
Aldo Rossi
Ciò che avevo scritto in passato, in merito a questo evento.


A SX GLI ASSISTENTI DI VOLO PAOLO MORICI E ROSA DE DOMINICIS
A DX IL COMANDANTE DOMENICO GATTI E IL PRIMO UFFICIALE ENZO FONTANA

27.7.2026 PARAGRAFO AGGIUNTO…RIPRESO DA FACEBOOK Parla il Generale Tricarico già capo di Stato Maggiore dell’aeronautica militare e il Prof. Gregory Alegi.
Ustica, il generale Tricarico: “La politica ha avuto un ruolo decisivo nel mantenere in vita una narrazione smentita dai processi”
A quarantasei anni dalla tragedia di Ustica, il dibattito resta acceso. Secondo il generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, il principale ostacolo alla piena ricostruzione della vicenda non sarebbe soltanto giudiziario, ma soprattutto politico. “Una parte politica ben identificata – ha affermato – ha contribuito a sostenere una ricostruzione mistificata e falsa, continuando ad alimentare l’ipotesi del missile o del coinvolgimento di Stati stranieri, nonostante il processo penale abbia escluso quella dinamica. Questo ha impedito di fare piena chiarezza su una tragedia nella quale morirono 81 persone“..
L’ex Capo di Stato Maggiore ha ricordato un episodio risalente ai primi anni Duemila, quando, durante un pranzo istituzionale al quale erano presenti, tra gli altri, Prodi, il sottosegretario Enrico Letta, il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, espresse il proprio disappunto per la decisione del Governo di impugnare in Cassazione una sentenza favorevole all’Aeronautica. “Mi sentii offeso perché invece di prendere atto che una parte importante dello Stato era stata riconosciuta innocente, il Governo decise di proseguire il contenzioso”. Tricarico ha inoltre sostenuto che l’Avvocatura dello Stato avrebbe sconsigliato quell’impugnazione, ritenendola priva di prospettive.
Tra i nomi citati anche quello del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, accusato dal generale di contribuire, attraverso dichiarazioni pubbliche e il sostegno economico all’Associazione dei familiari delle vittime di Ustica, al mantenimento di una ricostruzione che considera smentita dalle sentenze penali. “Si utilizzano fondi pubblici per sostenere un’associazione che continua ad alimentare una tesi che la giustizia penale avrebbe escluso”. Secondo Tricarico, il caso Ustica rappresenterebbe anche un esempio di quella che definisce una “mala giustizia”.
A cura di Rosanna Piras
25 luglio 2026
DA UN POST SU FACEBOOK “Non sono una fottutissima pecora” postato il giorno 25.7.2026 alle ore 20.03
Strage di Ustica | Gen. Tricarico: “La politica intralcia la ricerca della verità, Romano Prodi sa ma…”
A 46 anni di distanza la strage di Ustica non è ancora stata chiarita fino in fondo perchè la politica rema contro: le parole del generale Tricarico
Si parla della strage di Ustica a Radio Radio TV ed è stato intervistato il generale Tricarico, già capo di Stato Maggiore. Secondo l’alto ufficiale dell’Aeronautica, la politica ha avuto un ruolo decisivo nella vicenda della strage di Ustica, facendo in modo che, di fatto, non si arrivasse mai alla piena verità.
Nonostante siano passati 46 anni, la questione resta ancora aperta e, secondo Leonardo Tricarico, il principale ostacolo verso la verità è rappresentato proprio da una certa classe politica. «La politica ha avuto un ruolo decisivo per arrivare al punto in cui siamo – le parole del generale in diretta radio –. Dopo 46 anni ancora non conosciamo i responsabili di questa tragedia, è una responsabilità gravissima di cui non c’è sufficiente percezione nel sentire pubblico, ma una parte politica ben identificata, senza che nessuno si sia sottratto a questo disegno, ha contribuito sostenendo una narrazione mistificata, falsa, non smentita nel processo penale, evitando che venga fatta chiarezza perché contribuisce a radicare nel sentire pubblico l’idea che questa tragedia sia stata causata da una battaglia aerea, da qualche Stato straniero».
STRAGE DI USTICA, LE PAROLE DEL GENERALE TRICARICO CONTRO LA POLITICA ITALIANA
Il generale Tricarico ci tiene a precisare che c’è «una classe politica che di fatto intralcia la ricerca della verità e, fra i nomi della politica, possiamo fare quello del presidente Prodi, che potrebbe agevolare un’inversione di tendenza verso la verità se solo si pronunciasse». Stando a quanto sostiene Tricarico, l’ex presidente del Consiglio «conosce benissimo tutto questo, sa benissimo che la sentenza penale ha individuato o escluso una determinata dinamica, però tace». Ma perché, a suo modo di vedere, il presidente Prodi conosce tutto? «Perché io stesso, nelle vesti di capo di Stato Maggiore, in un pranzo riservato dove c’erano lui, il sottosegretario Letta, l’ammiraglio capo di Stato Maggiore della Difesa e il ministro della Difesa, ho lamentato il fatto che il Governo avesse deciso di impugnare la sentenza di secondo grado in Cassazione e mi sentivo offeso, visto che anziché gioire perché un pezzo dello Stato era stato riconosciuto innocente, si riteneva di ricorrere in Cassazione».
E ancora: «Prodi mi ha chiesto scusa, mi ha detto che, essendo appena arrivati al Governo, non si erano abbastanza documentati. Ma questo non dovrebbe essere vero perché, mentre a me diceva così, Prodi con l’altra mano aveva promosso questa azione legale, nonostante fosse stato dissuaso molto caldamente e con molta determinazione dall’Avvocatura dello Stato, che gli diceva di lasciar perdere perché avevamo perso. Possiamo anche parlare del sindaco Lepore di Bologna? Anche lui, in ogni occasione in cui sia stato ritenuto opportuno e funzionale a questa idea, ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sempre nella stessa direzione, ma oggi il sindaco e il presidente della Regione stanno finanziando in maniera cospicua l’associazione dei familiari delle vittime di Ustica per mantenere in vita quella che ritengo una narrazione falsa con denaro pubblico di tutti gli italiani. Ci sono interessi economici? C’è l’impiego di denaro pubblico che viene destinato a finanziare un sodalizio che contribuisce a mantenere in vita una tesi e una pista che la giustizia penale ha giudicato falsa. È possibile tutto questo nel nostro Paese? È un quesito che, un giorno o l’altro, bisognerà porsi. Non c’è più da meravigliarsi di niente, comunque».
STRAGE DI USTICA, LE PAROLE DEL GENERALE TRICARICO SU AMATO
Il generale Tricarico, nel corso dell’intervista a Radio Radio TV, ha parlato anche di Giuliano Amato, raccontando di un pranzo avvenuto all’Eliseo nel 2000: «Giuliano Amato continua ad avere un ruolo importante nel narrare questa tragedia», ricordando che «a quel pranzo all’Eliseo del 2000 io ero in divisa, e non è un dettaglio da poco. Al termine del pranzo Amato disse a Chirac – all’epoca presidente francese – che la tragedia di Ustica era una cosa maledettamente complicata e che c’era una sola certezza: che i generali dell’Aeronautica avevano mentito; il resto era tutto da scoprire. Io ero vicino – ha continuato Tricarico –. L’Accademia mi ha insegnato l’autocontrollo e non è successo nulla, ma siamo andati molto vicini alle mani, a casa dell’ambasciatore, dopo una discussione abbastanza accesa».
E ancora: «Avete visto recentemente quanto si sia speso Amato in una conferenza stampa, dicendo cose assolutamente dimostrate come false. Il fatto che a un giurista, già presidente della Corte costituzionale, sfuggisse il valore di una sentenza penale pronunciata in Cassazione da giudici di grande spessore e che lui facesse in modo che tutto questo non esistesse, dicendo sciocchezze, è qualcosa di cui un giorno qualcuno dovrà pur chiedergli ragione. Noi abbiamo provato a farlo. Quando lui ha reso queste dichiarazioni pubbliche, alla Procura di Roma la nostra presidente, parte offesa, ha chiesto al pubblico ministero di convocare Giuliano Amato e di capire come mai l’11 dicembre 2001, sotto giuramento, avesse detto cose diverse: quindi o aveva mentito sotto giuramento oppure aveva mentito convocando una conferenza stampa e dicendo altre cose, mentendo sapendo di mentire. Questo è il contesto nel quale ci muoviamo per cercare di capire la verità», ha concluso.
Ricordiamo che la strage di Ustica avvenne nel 1980 e causò la morte di 81 persone, 81 vittime innocenti che persero la vita praticamente in un istante. Non si è mai chiarito fino in fondo cosa sia successo, fra la tesi di un conflitto aereo sopra i cieli italiani e quella di un ordigno fatto esplodere sul velivolo. Come fa notare il generale Tricarico, sembrerebbe esservi qualcuno che forse non vuole arrivare alla piena verità, anche se non è ben chiaro il perché: quale oscuro segreto ci sarebbe ancora da tenere nascosto, a quasi cinquant’anni da quei tragici eventi? Qui sotto il video con le parole di Tricarico.

