Il Segretario della Lega Nord ed eurodeputato Matteo Salvini, sottoscrive un errore strategico che ritengo avrà, per la Lega, conseguenze politiche molto gravi anche a livello nazionale. V’invito a leggere quanto riportato nel link sottostante. Forse Salvini con queste sue incaute dichiarazioni, intendeva accaparrarsi i voti della SVP (Südtiroler Volkspartei – partito popolare sudtirolese) al turno di ballottaggio fra il PD e il CENTRODESTRA per l’elezione del sindaco di Bolzano il prossimo 22 maggio. Questa, a mio avviso, rappresenta un’ingenuità grossolana e un grave errore di strategia politica che avrà, per la Lega di Salvini, conseguenze anche alle elezioni amministrative del prossimo 5 giugno a livello nazionale.
Sulle montagne del Trentino Alto Adige e su tutto il fronte della Grande Guerra sono caduti 650mila Soldati ITALIANI ai quali è dovuto il massimo rispetto anche da parte di Matteo Salvini. I veri Italiani si ricorderanno di questo ennesimo atto di disprezzo verso il sacrificio dei nostri Caduti della Grande Guerra e temo che alla Lega costerà carissimo in termini di consenso elettorale. E’ l’inizio della fine per la Lega Nord…? Altro che guida del Centrodestra. A Matteo Salvini non affiderei nemmeno la conduzione di una carriola vuota! E’ vero, c’è l’Italia ma non ci sono ancora gli Italiani. Non bastava il peloso revanscismo degli Schützen del Trentino Alto Adige, ora a sputare sulla nostra Storia, ci si mette anche l’interessata e rozza ignoranza di certi “italiani”. DIVULGATE PER FAVORE. TOGLIERE CONSENSO ELETTORALE A CHI NON SI SENTE ITALIANO E’ UN DOVERE DI TUTTI…!
Anche in Trentino Alto Adige come già sapevamo, si pratica da sempre, il voto di scambio: altro che mafia in questo “Paradiso di efficienza”…! Il consigliere provinciale/regionale e Capogruppo del PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese) della Provincia Autonoma di Trento LORENZO BARATTER eletto nella tornata elettorale di ottobre 2013, è assurto all’onore delle cronache a causa di un esposto alla Magistratura nei suoi confronti (Quotidiano “l’ADIGE” 9 aprile 2016 pag.1 e pag.16). In buona compagnia con il signor Baratter, c’è anche il signor GIUSEPPE CORONA convinto affiliato agli Schützen e già candidato alla segreteria del PATT. A completare questo lugubre trio dell’Ave Maria, c’è anche il signor PAOLO DALPRA’ capo degli Schützen del Trentino. Sembra, infatti, che in occasione delle elezioni provinciali in Trentino nel 2013, i signori Lorenzo Baratter e Giuseppe Corona, si siano impegnati con il signor Dalprà, addirittura con un contratto scritto, a versare 500 (cinquecento) euro ogni mese alla Federazione degli Schützen. Gli stessi infatti, in caso di elezione, si sarebbero fatti carico di rappresentare e sostenere in ambito politico, le istanze dei cappelli piumati sudtirolesi. QUESTO SI CHIAMA VOTO DI SCAMBIO ED E’ UN REATO. Se poi consideriamo che l’attuale presidente della Provincia Autonoma di Trento UGO ROSSI, fu allora espressione del voto di questi furbetti del PATT, a me pare ovvio che egli si dovrebbe immediatamente dimettere, senza se e senza ma. Il PATT è da sempre uno dei reggi coda degli Schützen in Trentino. Il suo presidente senatore FRANCO PANIZZA, l’avevamo già individuato ancora tempo fa, quale volontario complice degli Schützen*, allorquando presentammo a Roma le nostre rimostranze in merito alle 74 croci “abusive” poste lo scorso anno sulle cime delle nostre belle montagne, lungo tutto il vecchio confine austroungarico. Se avrete la pazienza di scorrere i post di questo sito troverete che il problema Schützen in Trentino Alto Adige, nel corso di questi ultimi due anni, lo abbiamo ampiamente spiegato e affrontato. Il post di questo sito “REVANSCISMO SUDTIROLESE IN TRENTINO ALTO ADIGE” ne è una sintesi completa ed esaustiva. Gli Schützen in Trentino Alto Adige rappresentano una potenziale BANDA ARMATA intrisa di odio verso gli Italiani. L’INTERA NOSTRA CLASSE POLITICA LOCALE E NAZIONALE DORME BEATAMENTE CON UNA BOMBA INNESCATA AI PIEDI DEL LETTO. BUONA NOTTE…!
“SÜDTIROL IST NICHT ITALIEN…!” – “L’ALTO ADIGE NON E’ ITALIA…!“
Questo è quanto scritto sul cartello di indicazione geografica posto in località PRATO PIAZZA vicino al lago di Braies, non lontano da Dobbiaco in Alta Val Pusteria. Chissà quanti sono i cartelli così, sparsi in tutto l’Alto Adige. Eva Klotz e il suo partito secessionista hanno fatto scuola. Le autorità locali e nazionali italiane sono come narcotizzate e, incapaci e succube, non reagiscono nemmeno. Ci dobbiamo difendere da soli! RIVOLGO, QUINDI, A TUTTI L’INVITO A COMPERARE SOLO PRODOTTI ITALIANI E A EVITARE DI ACQUISTARE PRODOTTI ALTOATESINI (VISTO CHE NON SONO ITALIANI…!) LATTICINI, FORMAGGI, VINI, MELE ecc. LE VOSTRE VACANZE, POI, ANDATE A FARLE IN ITALIA E NON IN ALTO ADIGE CHE, A QUANTO DICONO GLI STESSI ALTOATESINI, ITALIA NON E’…! I camerieri dei ristoranti potrebbero sputare nel vostro piatto! DIFFONDETE E DIVULGATE, da Lampedusa al Monte Bianco, l’Italia deve sapere: COMPERATE SOLO PRODOTTI ITALIANI…!
TUTTE LE SCRITTE RIPORTATE IN COLORE GIALLO-OCRA SONO INTERATTIVE E CON UN SEMPLICE CLICK E’ QUINDI POSSIBILE APRIRE O SCARICARE SUL VOSTRO DESKTOP IL DOCUMENTO SOTTESO.
IN ESTREMA SINTESI, QUESTA E’ L’ESSENZA DI QUANTO SOTTO RIPORTATO: IN TRENTINO ALTO ADIGE CI SONO MIGLIAIA DI POTENZIALI TERRORISTI ARMATI CHE ASPETTANO SOLO IL MOMENTO OPPORTUNO PER CACCIARE I TRADITORI ITALIANI! LA CONSIGLIERA PROVINCIALE ALTOATESINA EVA KLOTZ, QUALE ESEMPIO MIRABILE DI GRANDE COERENZA, NEL MESE DI FEBBRAIO 2016, HA RITIRATO DALLA SPORCA ITALIA CIRCA UN MILIONE DI EURO DI VITALIZIO: PECUNIA NON OLET…! SONO AUSTRIACI PER OPPORTUNITA’ E ITALIANI PER CONVENIENZA. I NOSTRI POLITICI, A TUTTI I LIVELLI, DORMONO. MI AUGURO CHE ALMENO TU SIA SVEGLIO. RICORDATENE QUANDO ANDRAI A VOTARE. AUGURI…!
Dopo la fine della Grande Guerra, alla Conferenza di pace di Parigi, con il Trattato di Saint Germain En Laye del 10 settembre 1919 e a seguito della creazione della nuova situazione geopolitica, l’Austria dovette cedere all’Italia anche il Trentino e l’Alto Adige fino al passo del Brennero (foto 1foto 2foto 3 scattate da mio Padre nel 1926). Seguirono anni assai difficili per quelle Terre e in Alto Adige fu condotta, dal Governo Fascista in particolare, una pesante e profonda azione di italianizzazione. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’Accordo di Parigi del 1946 De Gasperi-Gruber, è stata sancita la sovranità italiana sull’Alto Adige; è stata conferita autonomia amministrativa alle province di Trento e Bolzano con ampi ambiti di competenza e di autogoverno e furono istituite una serie di misure volte alla tutela della minoranza di lingua tedesca. In seguito, nel 1948, è nato il primo Statuto di Autonomia per il Trentino Alto Adige. Nel 1959 la questione altoatesina fu condotta e trattata anche in sede ONU al fine di trovare una soluzione alle divergenze esistenti in merito all’applicazione del Accordo di Parigi De Gasperi-Gruber. Il problema si trascinò, così, fino ai primi anni ’60 che conobbero l’acme del lugubre e nefasto terrorismo secessionista altoatesino (11-12 giugno 1961). Fra il 1962 e il 1969 nacque il cosiddetto “Pacchetto per l’Alto Adige” rappresentato da un provvedimento elaborato dai governi italiano e austriaco per l’attribuzione dell’autonomia politica e linguistica dell’Alto Adige. Nel 1972 fu prodotto il secondo Statuto di Autonomia in base al quale coesistono tutt’oggi in modo pacifico, anche se non esente da tensioni, le popolazioni di lingua italiana, tedesca e ladina. Oggi (marzo 2016), la popolazione del Trentino Alto Adige supera di poco il milione di abitanti con una leggera prevalenza numerica per gli abitanti dell’Alto Adige. Stando ai dati (2014) della Ragioneria Generale dello Stato, per ogni cittadino altoatesino lo Stato italiano spende 8864 euro all’anno; per ogni cittadino trentino l’importo annuale è di 7638euro mentre la media a livello nazionale è di circa 3600 euro anno (Quotidiano di Trento “TRENTINO” 1 febbraio 2016). Io non sono un economista ma vorrei tanto saper leggere dietro le palesi evidenze di queste cifre. Anche in passato, molti politici italiani, hanno fanno esplicito riferimento ai modelli di governo delle due Provincie Autonome di Trento e di Bolzano auspicando l’esportazione degli stessi a tutta la realtà politica italiana ma, chissà perché, questi “efficientissimi modelli esportabili” non sono mai riusciti a superare nemmeno lo snodo autostradale di Trento sud. Trentino Alto Adige oasi di pace, di serenità, di tranquillità, di benessere e di efficienza? Non è tutto oro ciò che luccica! Io vivo in provincia di Trento ma vi posso assicurare che l’aspetto burocratico-funzionale di taluni uffici provinciali richiamano alla memoria l’eccellente funzionalità della burocrazia borbonica. I numerosi U.C.A.S.(Uffici Complicazioni Affari Semplici) sparsi su tutto il territorio ne sono una dimostrazione. La grande imprenditoria trentina, come peraltro riportato anche in autorevoli ambienti, non conosce il rischio d’impresa: finti imprenditori incapaci di scelte coraggiose e di guardare oltre. I privilegi (loro li chiamano vantaggi!) e “l’assistenzialismo mirato” (loro lo chiamano solidarietà!), due tipicità inconfutabili dei suddetti modelli, si fermerebbero definitivamente non oltre la stretta di Borghetto, ovvero solo qualche chilometro a sud di Trento. Assieme ai “modelli esportabili” dovrebbero, infatti, essere trasferiti anche i due “Principi regnanti” con la loro corte di vassalli, valvassini, valvassori, giullari, menestrelli, saltimbanchi, nani, ballerine e dame di compagnia. I servi della gleba rimarrebbero necessariamente a casa. La piccola, vera e sana imprenditoria locale infatti, “antiparassitario” per eccellenza, non troverebbe posto sulle carrozze dell’allegro convoglio perché essa é completamente sconosciuta ed estranea agli “efficientissimi modelli” da esportazione. Al lettore le considerazioni e le riflessioni del caso. Dopo questa cruda e sommaria rappresentazione della realtà politico sociale del Trentino Alto Adige è doveroso introdurre, quale OGGETTO SPECIFICO DI QUESTO POST, anche la delicatissima problematica relativa al corpo paramilitare degli SCHÜTZEN che sono suddivisi in ben oltre 400 Compagnie sparse su tutto il territorio delle due Provincie Autonome di Trento e di Bolzano. Da evidenziare e stigmatizzare fermamente il fatto che ogni Schütze dispone di una carabina Mauser 98K (foto4foto5), arma già in dotazione ai militari tedeschi della Vermacht e delle più tristemente note S.S. di Adolf Hitler. Dette carabine, considerate armi di “interesse storico”, sono tutt’oggi utilizzate dagli Schützen per sparare a salve durante le cerimonie ma è sufficiente cambiare il tipo di cartuccia per trasformarle in micidiali strumenti di morte! (TGR Trentino AltoAdige 8 dicembre 2015 ore 19.35)
Per circa quattro secoli, dal 1511 al 1918, gli Schützen sono stati una milizia volontaria asburgica che aveva il compito di difendere il Tirolo. Il “Tirolo storico” comprende le Terre che oggi costituiscono il Tirolo austriaco, l’Alto Adige e il Trentino. Il Corpo degli Schützen fu riconosciuto ufficialmente nel 1700, sotto il regno di Leopoldo I d’Asburgo. Per il ruolo avuto nella Grande Guerra, specie contro i nostri Alpini, nel 1917 gli Schützen ottennero il titolo di “Bersglieri Imperiali”. Oggi gli Schützen sono suddivisi in circa 400 (quattrocento) Compagnie che, di folcroristico, hanno ben poco. Sono migliaia di uomini armati ognuno con la micidiale carabina Mauser 98K che rappresenta uno dei simboli dell’oppressione in Europa nel secolo scorso. Nei giorni 8 e 9 agosto 2015, con l’Italia in piena ipnosi ludico vacanziera, questi “signori”, hanno posizionato sulle nostre montagne, lungo tutto il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio cor-ten ad altissima resistenza (foto1 foto2), a ricordo non di tutti i caduti ma solo dei loro caduti. I giorni prescelti sono frutto di un’azione mirata e vile che ha anche potuto fruire di un silenzio mediatico pressoché totale. La verità è che con l’apposizione di quelle croci, lungo tutti i 400 km del vecchio confine austroungarico, gli Schützen hanno voluto in realtà marcare il territorio così come solitamente fanno gli animali. E’ bene ribadire che quelle croci NON sono a ricordo di tutti i caduti come qualche infido ciarlatano vorrebbe farci credere ma ricordano solo i loro caduti (targa su ogni croce). Su quelle croci, infatti, è stato scritto in modo inequivocabile e in ben quattro lingue: “IN RICORDO DEI NOSTRI STANDSCHÜTZEN TIROLESI“. Come riportava Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera il 23 maggio 2015, anche lo storico di lingua tedesca Leopold Steurer, ebbe a dire tempo fa che “Il presente degli Schützen è il loro passato mai rielaborato criticamente. I legami col nazismo mai rinnegati e sempre taciuti“. Sempre Steurer fu durissimo con coloro che rifondarono le compagnie nel secondo dopoguerra: “La maggior parte di quella generazione aveva combattuto da volontario nell’esercito hitleriano. Erano tutti pluridecorati con croce di ferro di prima e di seconda classe” e rincarando ancora la dose, aggiunse anche: “Per tutti gli anni ’80 gli Schützen sono stati in prima fila ai raduni neonazisti“. Le compagnie Schützen sono, quindi, delle vere e proprie pericolose bande armate filo-austriache, con evidenti simpatie paramilitari filo-naziste e finanziate, lautamente, con soldi pubblici italiani. Questi “signori” affermano anche spudoratamente che: “Noi Schützen vogliamo solo il bene della nostra Heimat (n.d.r. Patria) La Nostra Patria è quella austriaca“. Il totale rifiuto dell’identità italiana è proprio un bel modo per tentare una riconciliazione e per ricucire ferite ancora aperte a distanza di 100 anni!? Austriaci per opportunità e Italiani per convenienza? Questo chiedetelo ai nostri “politici” di governo che sono disposti a tutto, pur di recuperare anche qualche voto sudtirolese alla lugubre e sgangherata politica italiana. Il silenzio di tutti coloro che avrebbero dovuto intervenire per impedire di fare posizionare quelle 74 croci sulle nostre montagne è, quindi, un silenzio intriso di funesta complicità. Qualcuno ne dovrà rispondere. I 650MILA SOLDATI ITALIANI, CADUTI 100 ANNI FA SU QUEL TREMENDO FRONTE DI GUERRA, NON CHIEDONO VENDETTA, CHIEDONO SOLO IL RISPETTO DELLA LORO MEMORIA. Per l’Italia gli Schützen rappresentano un reale pericolo che, ritengo, non sia da sottovalutare. Sarebbe auspicabile una commissione d’inchiesta: abbiamo fra le mani una bomba innescata e 30mila persone armate, intrise di un palese revanscismo nazionalista a spiccata impronta filo nazista. E’ solo questione di tempo.
30 giugno 2015: disegno di legge presentato dal senatore Franco Panizza, noto reggi coda locale dei fanatici sudtirolesi, per esentare le “armi storiche” degli Schützen, dall’imposizione di riduzione della capacità di fuoco delle armi.
1 luglio 2015: provvedo a inviare questa lettera ai Media del Trentino Alto Adige, ai Presidenti delle Province di Trento e di Bolzano e ai rispettivi Commissari del Governo. Questa lettera non ha mai avuto risposta.
24 luglio 2015: raccolta firme. Abbandonato da tutti, non demordo e decido di lanciare una raccolta firme a livello nazionale per presentare una petizione al Presidente della Repubblica.
4 agosto 2015: inviata questa PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
8 e 9 agosto 2015:sono posizionate 74 croci sulle cime delle nostre montagne. Gli Schützen hanno acceso fuochi lungo tutto il vecchio confine austroungarico per poter effettuare anche delle riprese satellitari.
10 agosto 2015: presento le mie dimissioni. Rimasto completamente solo nella mia battaglia e soprattutto per incompatibilità con gli incarichi da me ricoperti, decido di dimettermi da Presidente Regionale dell’Associazione Arma Aeronautica e da Vice Coordinatore Regionale Forza Italia per il Trentino Alto Adige.
12 ottobre 2015: il servizio dell’Assemblea del Senato risponde alla nostra petizione.
17 novembre 2015: interrogazione a risposta scritta. L’On. Ignazio La Russa, unico a raccogliere il mio grido di dolore, presenta in Parlamento un’interrogazione a risposta scritta diretta al Presidente del Consiglio dei ministri.
CONCLUSIONE. Anche la signora Eva Klotz, ultimamente salita all’onore delle cronache, fa parte degli Schützen. Suo padre Georg Klotz, terrorista altoatesino tristemente noto nei primi anni ’60, è stato uno Schütze della prima ora, dopo avere fedelmente militato nella Vermacht di Adolf Hitler. Georg Klotz, nei primi anni ’60, fu condannato a quasi 20 anni di detenzione per avere messo a ferro e fuoco tutto il Trentino Alto Adige facendo saltare in aria 37 tralicci dell’alta tensione, alcuni piloni ferroviari e due condotte forzate. Nel 2010, Eva Klotz, il buon sangue non mente mai, è stata accusata di vilipendio alla Bandiera italiana e condannata in prima istanza. Nel mese di gennaio 2016, nel processo di appello è stata assolta. Questa sua assoluzione ha suscitato grande scalpore e sgomento. Anche Guido Rispoli, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Bolzano ha espresso il suo sconcerto in merito a questa sentenza. Un Paese che non ha rispetto per i suoi Valori, per i suoi Caduti e per la sua Bandiera è destinato a sicura decadenza.
INNO DI MAMELI NELLA SUA VERSIONE COMPLETA. All’ultimo capoverso recita così: “SON GIUNCHI CHE PIEGANO LE SPADE VENDUTE…GIA’ L’AQUILA D’AUSTRIA LE PENNE HA PERDUTE…”
Il giorno 8 aprile dello scorso anno, nella mia qualità di Vice Coordinatore Regionale FORZA ITALIA per il Trentino Alto Adige, avevo presentato alla Segreteria Generale del Comune di Trento, una specifica segnalazione su presunte irregolarità formali nella raccolta delle firme necessarie per la presentazione della lista dei candidati di FORZA ITALIA. Il Comune di Trento ha inteso raccogliere quanto da me esposto, ha provveduto ad attivare la Polizia Giudiziaria che, dopo avere ascoltato numerosi testimoni, ha deciso di inoltrare il relativo fascicolo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento. Nell’udienza di ieri 18 febbraio 2016, sono emerse con lapalissiana evidenza, le responsabilità di alcuni rinviati a giudizio che hanno peraltro richiesto il patteggiamento della pena. La richiesta di patteggiamento è un’esplicita ammissione di colpa. La pena più alta comminata è stata di sei mesi di reclusione convertiti in 45.000 euro (quarantacinquemila) di pena pecuniaria. PER QUANTO MI RIGUARDA, LA POLITICA O E’ PULITA O NON E’ POLITICA: a voi le vostre riflessioni. Di seguito la rassegna stampa dei quotidiani trentini di oggi 19 febbraio 2016.
Mentre quasi il 40% dei giovani italiani è senza lavoro, Eva Klotz, figlia di Georg Klotz noto terrorista altoatesino degli anni ’60, incassa un milione di euro di vitalizio. La pasionaria altoatesina continua a ribadire che” l’Alto Adige non è Italia” ma ritira volentieri il denaro dello Stato italiano. PECUNIA NON OLET…bell’esempio di coerenza! Lo Stato italiano versa per ogni cittadino dell’Alto Adige 8864 euro l’anno mentre la media nazionale è di 3600 euro. Il PD e tutti i governi di sinistra, da sempre, forniscono agli altoatesini la loro complicità in cambio di una misera manciata di voti. Fate voi le vostre considerazioni.
Arno Kompatscher Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano afferma che il confine del Brennero “…non è mai stato accettato e noi dell’Euregio vorremmo che fosse invisibile”. Vi invito a leggere anche solo le prime righe di quest’articolo e poi giudicate voi. Pongo una domanda diretta al Presidente dal cognome quasi impronunciabile: il confine del Brennero da chi non è mai stato accettato? Da lei? Da sua nonna? Da qualche sua vecchia zia? Da chiiii? Vede egregio signore a me non fanno paura le sue esilaranti elucubrazioni, mi fa molto più paura il silenzio di quelli che, in quel di Bolzano, le girano attorno in giacca e cravatta e si ostinano a definirsi italiani. Mi riferisco alle pubbliche Autorità e a tutte quelle persone elette al Parlamento di Roma e non a quello di Vienna. Queste “autorità” e questi “politici” dovrebbero reagire e stigmatizzare senza mezzi termini, questo suo comportamento ignorante, arrogante e antistorico. Lei DEVE rispetto agli Italiani! Il posizionamento del cippo di confine al Brennero, è stato stabilito 100 anni fa, da un Trattato di Pace che lei nemmeno conosce e che è costato all’Italia oltre 650.000 morti…! Ribadisco: lei DEVE RISPETTO ALL’ITALIA E AGLI ITALIANI anche perché lo Stato Italiano spende per ogni cittadino della Provincia Autonoma di Bolzano ben 8.864 (ottomilaottocentosessantaquattro) euro contro una media nazionale di 3.600 (tremilaseicento) euro. Le dicono niente queste cifre che ha fornito la Ragioneria Generale dello Stato italiano? Non pensa che questa sia una buona ragione per starsene zitto e per non sputare nel piatto dove lei mangia con un trattamento da re? Gli Italiani sanno che voi Altoatesini siete la gente più odiata anche in Austria? Perché l’Austria si rifiuta di darvi il doppio passaporto? Perché, lo scorso anno, lei ha lasciato che i suoi amici Schützen posizionassero 74 croci in acciaio lungo tutto il vecchio confine austroungarico, con il palese intento di recare offesa all’onore e alla dignità dei 650.000 Soldati Italiani caduti, più di cento anni fa, su quel tremendo fronte di guerra? LEI, COME TUTTA LA SUA GENTE, DEVE RISPETTO SOPRATTUTTO A QUEI MORTI…! Una cosa mi consola egregio signore: a Roma in Parlamento stanno rivedendo le attribuzioni delle Regioni a Statuto Speciale, mi auguro che abbiano il coraggio di provvedere a un accurato e sostanzioso ridimensionamento anche dei vostri privilegi e della vostra arroganza.
Alcuni giorni fa, verso l’una di notte, è atterrato all’aeroporto di Roma-Fiumicino, l’Airbus A340-500 di proprietà della Compagnia aerea Etihad, proveniente da Abu Dhabi (Emirati Arabi) e destinato a effettuare i voli di Stato del nostro Presidente della Repubblica e dei membri del Governo. Qui sorge la prima domanda: perché arrivare di notte? L’acquisto del nuovo aereo non avrebbe dovuto essere una festa per tutti gli Italiani? Di notte si muovono solo le civette, le persone di malaffare, le meretrici (benemerite!) e chi, per sua disgrazia, è costretto a lavorare in orari impossibili, antelucani. In verità tutte le operazioni per l’acquisizione di quest’aereo si sono svolte, a quanto sembra, in gran segreto e non è facile comprenderne i motivi. Cercheremo di farcene una ragione! Quando si utilizza il denaro dei cittadini, qualcuno si ostina ancora a chiamarlo “denaro pubblico”, è giusto che gli stessi siano anche tempestivamente e correttamente informati su come sono spesi i loro soldi. Era veramente necessario, poi, disporre di un aereo così grande, visto lo scenario di cogente e rigido contenimento della spesa pubblica italiana? Non erano sufficienti gli aerei già presenti nella flotta di Stato: un Airbus A319 modificato, due Falcon900 e due Falcon50? Detti aerei, peraltro affidabilissimi, hanno già capacità di volo transoceaniche e potrebbe, semmai, essere richiesto solo un semplice scalo tecnico per il rifornimento carburante e arrivare, quindi, a destinazione in tutta sicurezza. Perché quest’operazione è nata in sordina ed è terminata in tutta fretta senza avere prima preparato e certificato gli equipaggi idonei a volare su questa nuova macchina? L’aereo è stato portato a Roma da piloti degli Emirati Arabi! Quant’è il costo per il leasing di quest’aereo? Si tratta di wet leasing (equipaggio compreso) o di dry leasing (equipaggio proprio)? Essendo del mestiere, posso affermare senza tema d’essere smentito, che il costo di questo “misterioso” leasing si dovrebbe aggirare fra 300.000 e 400.000 euro/mese. Per la sua categoria, si tratta però, di un aereo già obsoleto. Il suo MSN è 748 (Manufacturer Serial Number – numero di serie) e ha fatto il suo primo volo il 30 marzo 2006. E’ pur vero che 10 anni di vita, per un aereo civile, non sono molti ma qui è prevista l’utilizzazione di un quadrimotore che nessuna compagnia aerea vuole più per via dei suoi elevatissimi costi di gestione. Adesso si costruiscono aerei bimotori, meno costosi e molto più efficienti, che hanno costi di esercizio notevolmente più contenuti: consumano meno carburante e garantiscono comunque eccellenti livelli di sicurezza, di affidabilità e di comfort anche per i voli di lungo raggio. Forse non sapremo mai chi ha consigliato al Presidente del Consiglio di prendere in leasing quest’aereo. Probabilmente è stato un comitato di esperti che suppongo abbia fatto le necessarie valutazioni e verifiche. Mi permetto, però, di analizzare qualche sfuggente ancorché ineludibile aspetto pratico-giuridico. Ci troveremo a dovere utilizzare un aereo civile che appartiene a un Paese straniero, che dovrebbe essere condotto da piloti militari, per portare i rappresentanti del Governo Italiano in giro per il mondo? Qualcosa non quadra. L’aereo è arrivato con la sua livrea già definita e il codice di registrazione A6-HEA è ben visibile sulla fusoliera. “A6” rappresenta il prefisso di registrazione che identifica gli Emirati Arabi. Per l’Italia il prefisso di registrazione è “I” che significa appunto ITALIA. Allo stesso modo “F” identifica la Francia, “D” la Germania ecc. Il codice di registrazione del primo Boeing B747 consegnato a suo tempo ad Alitalia, ad esempio, è stato I-DEMA. Secondo la legge, poi, gli aeromobili rientrano nel concetto più ampio di “territorio”, ovvero tutto ciò che succede a bordo di un aereo è soggetto alle leggi dello stato di appartenenza dell’aereo. In questo caso si tratta del territorio degli Emirati Arabi o del territorio italiano? Secondo le convenzioni internazionali, quale legge dovrà essere applicata a bordo, quella italiana o quella degli Emirati Arabi dove vige ancora la pena di morte? Non è differenza da poco. Ribadisco che il codice di registrazione che accompagnerà quest’aereo in giro per il mondo, con a bordo le massime Autorità italiane, è quello degli Emirati Arabi anche se sulla fusoliera è riportata la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”. Sulla livrea di A6-HEA, poi, il nostro Tricolore è quasi sparito, non dovremmo, invece, essere fieri della nostra Bandiera? Qualcuno ha forse delle ragioni occulte per non vedere adeguatamente rappresentati i colori della nostra virtuosa e brillante italianità? Sugli aerei dell’Alitalia il Tricolore occupa l’intero piano verticale di coda, visibile anche a notevole distanza. Nel mio lungo peregrinare per gli aeroporti del mondo ho personalmente visto, con i miei occhi, i nostri emigranti piangere alla vista del Tricolore riprodotto sulle code degli aerei Alitalia! Ora, il nostro aereo di Stato appena acquisito, girerà il mondo con a bordo ascari e truppe cammellate? Un po’ di onore, un pizzico di dignità, una spanna di amor proprio, un rigurgito di orgoglio identitario non lo prova proprio nessuno? E’ possibile che siamo caduti così in basso! Abbiamo insegnato a volare a tutto il mondo, abbiamo stupito tutti con le nostre crociere atlantiche e con i nostri record di volo, ancor oggi imbattuti! I nomi di Umberto Nobile, Gabriele D’Annunzio, Francesco Baracca, Italo Balbo, Francesco De Pinedo, Gianni Caproni e moltissimi altri, non ci ricordano nulla? Erano tutti degli arroganti, sporchi e fanatici fascisti? Ci rendiamo conto quale pericolosa eclissi d’identità stiamo vivendo? Ritorniamo al nostro Airbus A340 A6-HEA. Sapete qual è una delle ragioni più importanti che giustificano la necessità di utilizzare, da parte di molte compagnie aeree (lessee), aeroplani con codici d’immatricolazione di paesi stranieri (lessor)? Semplicemente perché, nel caso non infrequente, di mancato pagamento del canone di noleggio, il diritto internazionale consente al lessor di recuperare il suo aereo più celermente e senza intoppi burocratici. Nella terminologia aeronautica (e non solo), il lessor rappresenta il proprietario, è colui che affitta l’aereo e il lessee è colui che lo utilizza dietro il pagamento di un canone mensile/annuale concordato. Ho necessariamente semplificato la presentazione per consentire una più agevole comprensione anche a chi non è addetto ai lavori. La domanda che ci poniamo ora è: Etihad, la Compagnia aerea degli Emirati Arabi (lessor), non si fidava della puntualità dei pagamenti dello Stato italiano (lessee)? Non penso. Qui il discorso diventa molto delicato e si complica assai ma ci concediamo, però, un’ultima riflessione. Com’è noto già da tempo, Alitalia ed Etihad hanno siglato un importante accordo di collaborazione. La domanda che ora nasce spontanea è: perché tutta l’operazione di acquisizione dell’Airbus A340-500 A6-HEA di Etihad è stata condotta in gran segreto? Perché il tutto sembra ora essere già entrato nel porto delle nebbie dell’apparato politico-burocratico italiano? Dietro a quest’operazione così poco chiara e per nulla trasparente, si nasconde forse qualche accordo di natura inconfessabile? Il caso può essere ridotto, quindi, a due palesi evidenze: 1) il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, forse per mania di grandezza, si è esibito in un deprecabile e spocchioso sperpero di denaro dei cittadini; 2) se l’operazione è stata condotta in spregio alle rigide normative che l’Europa ci impone, la figuraccia e le conseguenze a livello internazionale le subirà l’Italia, non solo Matteo Renzi. La differenza fra un uomo e un bambino sta solo nel costo dei loro giocattoli? IO NON CI STO…!
Egregio Direttore, il Suo commento alla mia lettera non merita replica da parte mia, ho grande rispetto per i Lettori del “TRENTINO”, lascio a loro le considerazioni del caso. Rimane il fatto che, in coscienza e per deontologia di mestiere, Lei sarebbe tenuto a fornire un’informazione completa. Mi permetto, quindi, di riproporLe, per un più agevole confronto, la lettera che ho inviato al Quotidiano che Lei dirige.
Come da Lei richiesto, d’ora in avanti mi asterrò dall’inviare ancora lettere o commenti alla redazione del “TRENTINO”.
Aldo Rossi
P.s. La pubblicazione sul “TRENTINO” di questa mia nota e della sottostante lettera COMPLETA rientra nei mie diritti. La invito a non sottovalutare la mia determinazione.
Questa è la lettera che ho spedito al “TRENTINO. Le ultime righe scritte in carattere stampatello, sono quelle che Lei si è “dimenticato” di riportare nel Suo commento. Ai Suoi Lettori le conseguenti valutazioni.
La morte del giovane ricercatore friulano Giulio Regeni ha colpito tutti profondamente e anche noi c’inchiniamo con rispetto al grande dolore della famiglia. L’accadimento di un fatto così grave c’impone, però, anche una profonda e meditata riflessione. Appena si è diffusa la notizia del ritrovamento del cadavere, il leviatano mediatico della sinistra italiana, si è subito attivato con la sua abituale, “zanzaresca”, e lugubre azione propagandistica mirante unicamente a distrarre l’attenzione della “gaudente” massa degli italiani, dai reali problemi che affliggono il nostro bel Paese: l’Italia ha sospeso immediatamente gli incontri economici con il Cairo. Giulio era un ricercatore che rappresentava un’eccellenza accademica ed era particolarmente apprezzato per i suoi studi sui movimenti sindacali in Egitto ed è stata anche confermata la sua collaborazione con la redazione esteri del quotidiano comunista “il Manifesto”. Durante la sua permanenza al Cairo, sembra che Giulio abbia svolto delle ricerche accademiche mirate e fatto delle interviste su temi molto attuali in Egitto. Per questi motivi è entrato nel mirino dei servizi di sicurezza con l’aggravante d’essere uno straniero particolarmente interessato ai problemi interni egiziani (n.d.r. posizione dei sindacati all’interno della Società egiziana). Il grande entusiasmo e la grande generosità di Giulio l’hanno, però, forse indotto a sottovalutare la pericolosità di un’azione così delicata, condotta in un momento così difficile per quel lontano Paese dove, non di rado, gli stranieri sono considerati spie. Anche gli amici a lui più vicini, lo avevano consigliato di firmare i suoi articoli con uno pseudonimo, giacché in Egitto si respirava e si respira, un’atmosfera di terrore. Giulio non è stato ucciso per i suoi giovani e nobili ideali. Giulio è stato ucciso dalla nostra Società occidentale che si ostina a volere esportare i nostri dogmi di democraticità in Paesi che vivono ancora in sistemi feudali autoreferenti. LA STORIA COME DEL RESTO LA NATURA, NON FACIT SALTUS. LA STORIA HA I SUOI TEMPI. QUALCUNO A QUEL GIOVANE ED ENTUSIASTA VENTOTTENNE AVREBBE DOVUTO DIRLO.
15 FEBBRAIO 2016. Questo è il testo dell’email con la quale il Direttore del “TRENTINO” Alberto Faustini ha inteso rispondere alla mia soprastante lettera. A voi le vostre considerazioni:
“Da sempre la redazione si riserva di tagliare le lettere lunghe. Penso di averle dimostrato tutta la mia disponibilità. La completezza dell’informazione è sacra. Il che non vuol dire che si debbano pubblicare tutte le lettere (considerato che molte, per ragioni diverse, sono davvero impubblicabili). La ringrazio e la saluto cordialmente.”
15 FEBBRAIO 2016. Questa la mia replica:
“Io Le ho solo chiesto, in modo chiaro e inequivocabile, ciò che mi spetta come diritto di replica. Io devo tutelare la mia immagine sulla quale Lei, per la seconda volta, si è permesso di gettare del fango. Non ho null’altro da aggiungere ma, come suggerimento, La invito ancora a provvedere e a non sottovalutare la mia determinazione. Aldo Rossi”
17 FEBBRAIO 2016. Questa è la contro replica del direttore Faustini, giudicate voi:
“Non sottovaluto nulla (mi sta minacciando?). Il suo ragionamento era chiaro. E ciò che è stato tagliato, come sempre accade per ragioni si spazio, nulla toglie al suo pensiero.”
I SUDTIROLESI SONO ODIATI SIA IN AUSTRIA SIA IN ITALIA MA CONTINUANO A PENSARE ALLA SECESSIONE DALL’ITALIA. RICORDO CHE FRA I SUD TIROLESI CI SONO I MIEI “AMICI” SCHÜTZEN CON CIRCA 30.000 (trentamila) PERSONE ARMATE DI CARABINA MAUSER 98K. NELL’ARTICOLO SI PARLA ANCHE DI FREIHEITLICHEN IL PARTITO SECESSIONISTA DI CUI FA PARTE EVA KLOTZ FIGLIA DEL TERRORISTA ALTOATESINO GEORG KLOTZ. IL SIGNOR LORENZO DELLAI (a dx nella foto) INVECE E’ IL “POLITICO” TRENTINO CHE MENTRE IN TUTTA ITALIA SI CERCAVA DI ABOLIRE LE PROVINCIE…LUI E’ RIUSCITO A INSERIRE FRA LA PROVINCIA E I COMUNI… LE COMUNITA’ DI VALLE. QUINDI IN TRENTINO ORMAI DA ANNI ESISTE: LA REGIONE, LA PROVINCIA, LE COMUNITA’ DI VALLE, I COMUNI. NELLE COMUNITA’ DI VALLE, CHE COSTANO MILIONI DI EURO ALL’ANNO, SONO STATI POSIZIONATI TUTTI I FEDELISSIMI TROMBATI DELLE VARIE TORNATE ELETTORALI. QUESTO SAREBBE IL MODELLO TRENTINO DA ESPORTARE IN TUTTO IL MONDO? FATE VOI LE VOSTRE CONSIDERAZIONI. Aldo Rossi
P.S.
Ricordo che secondo i dati (2014) forniti dalla Ragioneria generale dello Stato per ogni cittadino della Provincia Autonoma di Trento lo Stato italiano spende 7638 euro mentre la media nazionale si attesta su 3600 euro!