Alla cortese attenzione di CHRISTIAN BIANCHI Assessore Provinciale alle Opere Pubbliche della Provincia Autonoma di Bolzano.
Dopo avere attentamente visionato la presentazione in merito a quanto accaduto al Tribunale di Bolzano e da lei posta sul suo profilo FaceBook vorrei solo ribadire che io mi sono limitato a commentare…”Nessun cenno da parte sua a una eventuale ipotesi di un evento doloso? Il suo è stato un intervento pietosamente incompleto e fuorviante”.
Di seguito la sua nota di riscontro: “Se lei ha sospetti di un evento doloso, ci dia gli elementi che ha, perché in questo momento né noi né chi conduce le indagini ha alcun elemento che possa confermare la sua ipotesi”.
Se avessi potuto disporre di evidenze probatorie in merito a quanto da me scritto, mi sarei già rivolto direttamente alla Magistratura competente.
All’Assessore Christian Bianchi dico solamente che personalmente sono più che sicuro che lei sia una persona onesta, capace e competente e non mi permetterei mai di lanciare invettive e accuse contro nessuno. Le mie sono solo personali osservazioni e riflessioni per comprendere le quali occorre, però, ripercorrere almeno per sommi capi, oltre un secolo di Storia italiana “armati” di un onesto, realistico e puntuale senso critico.
– 1915 l’Italia entra nella Prima Guerra Mondiale, contro l’Impero Austroungarico.
– 1918 l’Italia risulta essere fra le Potenze vincitrici della guerra.
– 1919 Il Trattato di pace di Saint Germain assegna all’Italia…l’Alto Adige e il Trentino.
– 1922-1945 il Regime Fascista controlla l’Italia e si impegna anche in una diffusa e incisiva azione di “italianizzazione” dell’Alto Adige.
– 1946 l’Accordo De Gasperi-Grüber firmato a Parigi conferma la sovranità italiana sull’Alto Adige.
– 1948 nasce il primo Statuto di Autonomia per il Trentino Alto Adige
– 1959 la questione altoatesina viene portata anche in sede ONU al fine di trovare una soluzione alle divergenze esistenti in merito all’applicazione del Accordo di Parigi De Gasperi-Gruber ma, purtroppo, il problema si è poi trascinato anche negli anni seguenti.
– 1960 sono gli anni che conobbero l’acme del lugubre e nefasto terrorismo secessionista altoatesino. Negli anni ’60 in Alto Adige, infatti, vi furono ben 361 attentati dinamitardi con 31 morti e 57 feriti fra i militari e i civili Italiani, caduti vittime del terrorismo altoatesino.
– 1966 attentato di Malga Sasso.
– 1967 strage di Cima Vallona.
Dopo questa cruda e sommaria rappresentazione della realtà storica e politico-sociale del Trentino Alto Adige è doveroso introdurre, quale oggetto specifico di questa mia nota, anche la delicatissima problematica relativa al corpo paramilitare degli SCHÜTZEN che sono sparsi su tutto il territorio delle due Province Autonome di Trento e di Bolzano.
Da evidenziare e stigmatizzare fermamente il fatto che ogni Schütze dispone di una CARABINA MAUSER 98K arma già in dotazione ai militari tedeschi della Vermacht e alle S.S. di Adolf Hitler. Oggi gli Schützen sono organizzati in circa 400 Compagnie che, di folcroristico, non hanno proprio nulla. Sono migliaia di uomini armati ognuno dotato ribadisco, con la micidiale carabina Mauser 98K che rappresenta uno dei simboli dell’oppressione nell’Europa del secolo scorso.
– 2010 Eva Klotz è stata accusata di vilipendio alla Bandiera italiana e condannata in prima istanza.
– 2015 l’8 e il 9 agosto gli Schützen hanno posizionato, in territorio Italiano, lungo il vecchio confine austroungarico, ben 74 grandi croci in acciaio Cor-ten. I politici italiani non hanno inteso fare nulla non hanno visto, non hanno sentito e non hanno parlato! Nei giorni 8 e 9 agosto 2015, con l’Italia in piena ipnosi ludico-vacanziera, questi “signori”, hanno posizionato sulle montagne italiane, lungo tutto il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio cor-ten ad altissima resistenza, a ricordo NON di tutti i caduti della Grande Guerra, ma solo a ricordo dei LORO caduti. I giorni prescelti sono stati il frutto di un’azione mirata che ha anche potuto fruire di un silenzio mediatico pressoché totale. La verità è che con l’apposizione di quelle croci, ribadisco sul suolo italiano, lungo tutti i 400 km del vecchio confine austroungarico, gli Schützen hanno voluto marcare il territorio così come solitamente fanno gli animali. E’ bene ribadire che quelle croci NON sono state poste a ricordo di tutti i caduti, come qualche infido ciarlatano vorrebbe farci credere, ma ricordano solo i loro caduti (vedasi targa su ogni croce). Su quelle croci, infatti, è stato scritto in modo inequivocabile e in ben quattro lingue: “IN RICORDO DEI NOSTRI STANDSCHÜTZEN TIROLESI“.
Come riportava Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera 23 maggio 2015, anche lo storico di lingua tedesca Leopold Steurer, ebbe a dire tempo fa che “Il presente degli Schützen è il loro passato mai rielaborato criticamente. I legami col nazismo mai rinnegati e sempre taciuti“. Sempre Steurer fu durissimo con coloro che rifondarono le compagnie nel secondo dopoguerra: “La maggior parte di quella generazione aveva combattuto da volontario nell’esercito hitleriano. Erano tutti pluridecorati con croce di ferro di prima e di seconda classe” e rincarando ancora la dose, aggiunse anche: “Per tutti gli anni ’80 gli Schützen sono stati in prima fila nei raduni neonazisti“. Le compagnie Schützen sono, quindi, delle vere e proprie pericolose bande armate filo-austriache, con evidenti simpatie filo-naziste e finanziate, lautamente, anche con soldi pubblici italiani. Questi “signori” affermano spudoratamente che: “Noi Schützen vogliamo solo il bene della nostra Heimat (Patria). La Nostra Patria è quella austriaca“. Il totale rifiuto dell’identità italiana non agevola certo la riconciliazione e i tentativi di ricucire ferite, ancora aperte, a distanza di oltre 100 anni. Austriaci per opportunità e Italiani per convenienza…? Questo chiedetelo ai “politici” di governo che si sono susseguiti negli ultimi decenni e che sono stati disposti a tutto pur di recuperare, in Parlamento, anche qualche voto sudtirolese, al meschino, lugubre e sgangherato scenario politico italiano. Il silenzio di tutti coloro che avrebbero dovuto intervenire per impedire di fare posizionare quelle 74 croci sulle nostre montagne è, quindi, un silenzio intriso di funesta complicità.
– 2015 al fine di evitare il posizionamento delle suddette croci è stata rivolta anche una PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
– 2016 il 9 luglio al Sacrario di Costa Violina (Rovereto), nell’ambito delle commemorazioni per il centenario della morte di Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa è stata tolta dal pennone e trafugata, nottetempo, la Bandiera Italiana e sostituita con la bandiera austriaca.
– 2016 nelle zone turistiche più frequentate dell’Alto Adige vengono posizionati dei grandi cartelli con indicazioni geografiche dedicate che riportano anche l’inequivocabile dicitura “SÜD TIROL IST NICHT ITALIEN” ovvero L’ALTO ADIGE NON È ITALIA. Siamo sempre in territorio italiano…!

– 2026 crollo di una porzione del palazzo del Tribunale di Bolzano. Sulla parte alta della facciata principale è riportata la scritta: “Pro italico imperio virtute iustitia hierarchia unguibus et rostris” – “Virtù, giustizia e gerarchia a difesa dell’impero italiano con i denti e con le unghie”.

Egregio Assessore Christian Bianchi…devo aggiungere ancora qualcosa per spiegare la mia perplessità in merito al crollo del Tribunale di Bolzano? Gli Altoatesini di lingua tedesca non hanno mai accettato di appartenere all’Italia e questo è palesemente dimostrato nei fatti. A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
I 650mila Caduti Italiani sul fronte della Grande Guerra non chiedono vendetta, chiedono solo che sia riconosciuto il loro sacrificio.
Per carità di patria…mi fermo qui.
Aldo Rossi


















