Questa è la Storia di uno dei più prestigiosi Gruppi di Volo dell’Aeronautica Militare Italiana. Se qualcuno è in grado di sovrapporre una Storia altrettanto sofferta, significativa ed emblematica lo faccia ora, altrimenti s’inginocchi in deferente rispetto.
Il 22° Gruppo Caccia potrà, forse, essere rimosso dalla pianta organica dei Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare, per via delle ineludibili razionalizzazioni di spesa imposte alla Difesa ma…
LA SUA STORIA NON POTRÀ MAI ESSERE CANCELLATA E NOI NE SIAMO ORGOGLIOSI E FIERI.
Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma e si rinnova.
Viviamo i tristissimi tempi della “Cancel Culture”, di annientamento dell’individuo, della sua personalità e della sua cultura. Le persone con carattere hanno tutte un brutto carattere perché non sono né controllabili né assoggettabili. Le persone “microchippate”, invece, le controlli anche a distanza: sono automi e, soprattutto, non hanno un’anima.
Noi ci siamo permessi di rimanere fedeli ai marcatori etici e morali da sempre inscritti nel codice genetico che ci ha trasmesso la Luce dei Padri che ci hanno preceduto nell’Arma Azzurra sin dalla sua fondazione.
Nessuna retorica stantia, nessuna malcelata nostalgia ma solo un convinto orgoglio di appartenenza, indelebilmente impresso nei nostri cuori.
Un Gruppo di volo svolge la sua attività operativa con il prezioso contributo di molte persone con preparazione e qualifiche tecniche diverse ma tutte indispensabili per completare la preziosa sinergia intesa al raggiungimento di risultati sempre migliori. Quando un aereo stacca le ruote da terra, dietro quella pur semplice e rapida manovra, c’è il lavoro di decine e decine di persone che hanno operato negli ambiti più disparati, tecnici e non, per rendere possibile e sicuro quel decollo.
Tenendo conto dei riferimenti bibliografici di cui ho potuto disporre, ho ricostruito, spero in modo esauriente, le origini e la nascita del nostro glorioso 22° Gruppo Caccia. Ho fatto del mio meglio e confido nella vostra comprensione.
Il mio periodo di permanenza al 22° Gruppo Caccia abbraccia gli anni dal 1968 al 1979 ed ho volato su F86K e F104S.
Eventuali critiche, correzioni, rettifiche, aggiornamenti o richieste di chiarimenti a info@rossialdo.com Solo chi ci critica ci aiuta a migliorare.
Un caro abbraccio a tutti i Pluti…ai giovani di tutte le età.
Aldo Rossi
P.s. Le parole evidenziate in giallo o sottolineate rappresentano una componente interattiva, un semplice click vi consentirà di disporre del testo sotteso.


FILMATO – QUESTA NOSTRA BELLA ITALIA…!

VIRTUTE SIDERUM TENUS – CON VALORE FINO ALLE STELLE
STEMMA DELL’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA





GIÀ TECNICO SPECIALISTA PRESSO IL 22° GRUPPO CACCIA

PILOTI DI F104 CADUTI DAL 1964 AL 1996.


NOI NON ABBIAMO MAI MOLLATO E MAI MOLLEREMO…!


GIAN PAOLO SUSINI – LA STORIA DI QUEL VOLO




F104S SORVOLA L’ETNA DURANTE UNA MISSIONE OPERATIVA PARTITA DA TRAPANI BIRGI







A DISPOSIZIONE DELLA DIFESA AEREA ITALIANA

HA CONTROLLATO PER ANNI IL NOSTRO PARACADUTE
Girolamo Pirone ci ha lasciati proprio in questi primi giorni di settembre 2025. In silenzio ha chiuso la sua trousse ed è ritornato sulla sua Stella. Grazie Girolamo, per anni ci hai donato sicurezza, controllando con cura certosina il nostro paracadute.
SENZA DI LORO NON SI POTREBBE FARE NULLA…!

FOTO 1
Qualcuno per favore mi aiuti a mettere i nomi e i cognomi delle persone rappresentate in queste tre fotografie in bianco e nero. Io ho riconosciuto Duillio Pezzetta, Omobono, Jachini, Galeazzi. info@rossialdo.com

FOTO 2

FOTO 3

GIANFRANCO BONO e ALDO ROSSI

Il BRIEFING PRE-VOLO

VERSO GLI AEREI IN COMPAGNIA DEI NOSTRI ANGELI CUSTODI
ITINERARIO STORICO DEL 22° GRUPPO CACCIA

Il 26 giugno 1936 si costituì, sull’aeroporto di Ghedi (Brescia), il 52° Stormo C.T. basato su due gruppi di volo, il 22° Gruppo e il 24° Gruppo dotati di velivoli Fiat CR32.
Il 1 luglio 1938 il 52° Stormo fu trasferito a Roma – Ciampino Sud.


Dopo la fine della guerra civile spagnola (1936-1939) tutti i piloti provenienti dalle Unità Aeree italiane “CUCARACHA” e “ASSO DI BASTONI” (CR32) furono utilizzati per costituire il 54° Stormo Caccia sulla base di Treviso S. Angelo.
Il 1° ottobre 1939 fu costituito, a Ciampino Sud, il 51° Stormo Caccia formato dal 20° Gruppo (Squadriglie 351-352-353) e il nuovo 21° Gruppo (Squadriglie 354-355-356).
Il 1° gennaio 1941 il 22° Gruppo, facente sempre parte del 52° Stormo C.T, fu dislocato a Ciampino Sud per contribuire alla difesa di Roma.
Il 7 marzo 1941 il 22° Gruppo divenne “22° GRUPPO AUTONOMO C.T.” e separandolo dal 52° Stormo, fu trasferito da Roma Ciampino a TIRANA per operare sul fronte greco-iugoslavo (Aeronautica Albania) con velivoli MC200. I piloti del neo costituito Gruppo Autonomo, erano in parte provenienti dalle già citate Unità CUCARACHA e ASSO DI BASTONI.
In previsione del pianificato invio sul fronte russo (agosto 1941), i piloti già appartenenti alle Unità Cucaracha e Asso di Bastoni, decisero di adottare un nuovo distintivo di Gruppo da apporre sulle fusoliere dei loro aerei ma nessuno era disposto a rinunciare ai vecchi simboli rispettivamente…la Cucaracha e l’Asso di Bastoni!




Si trattava, quindi, di mettere insieme qualcosa che ricordasse sia lo stemma Cucaracha sia lo stemma Asso di Bastoni. Inoltre serviva un qualcosa che si potesse ambientare nel nuovo fronte di guerra (russo), senza finire nella solita retorica di aquile, leoni, draghi ecc. Questo delicato compito fu affidato al S.Ten pilota GIUSEPPE BIRON che, con grande sensibilità e intelligente perizia, produsse la bozza della Spauracchio.


Fu così che sullo sfondo del nuovo distintivo fu lasciato il triangolo bianco che richiamava lo stemma della Cucaracha, immerso in un bel rosso-sovietico e c’era anche il bastone dell’Asso di Bastoni che faceva da supporto allo Spauracchio malamente vestito con un vecchio frac. C’erano anche le stelle rosse nella nuvola di fumo della pipa per indicare una certa strafottenza…io i rossi me li fumo e me ne impippo!
Con l’accordo di tutti, nacque così, il nuovo distintivo del 22° Gruppo Caccia.
Il 9 agosto 1941 gli aerei del 22° Gruppo Caccia decollarono alla volta della Russia dove arrivarono il 26 agosto 1941.
TIRANA – BELGRADO – BANEASA (Bucarest) – ROMAN (Romania) – TUDORA (Romania)- BALTA (Ucraina) – KRIWOI ROG (Ucraina-bacino del Don).
Da lì, il 22° Gruppo Caccia operò con:
4 Squadriglie 359-362-369-371
51 MC200
2 SM 81
3 CAPRONI CA 133
Entro il 14 giugno 1942 tutto il personale del 22° Gruppo fece rientro in Patria e fu sostituito da un’altrettanto gloriosa Unità operativa, Il 21° GRUPPO CACCIA…e questa è un’altra gran bella pagina di Storia.
Aldo Rossi
“NON E’ LA MISURA DELLA FAMA CHE DETERMINA IL VALORE DELLA GLORIA, MA LA PUREZZA DELL’IDEALE PERSEGUITO, ANCHE SE NON RAGGIUNTO” Giuseppe Biron
Riferimento bibliografico
“IL 22° GRUPPO CACCIA” 65 ANNI DI STORIA (1918-1983)
EDIZIONE STATO MAGGIORE AERONAUTICA – UFFICIO STORICO
AUTORI – SEBASTIANO (TANO) LICHERI e MARIO PIOVAN
ROMA 1987


COME È NATO LO STEMMA DEL 51° STORMO

L’origine del distintivo del 51° STORMO CACCIA è strettamente legata a una fase particolare dello sviluppo dell’Aeronautica ovvero al periodo nel quale più animata si svolgeva la polemica fra i sostenitori dell’autosufficienza del bombardiere in volo orizzontale a difendersi contro la caccia e i sostenitori della capacità della caccia di contrastare e impedire l’azione del bombardiere.
Questo dibattito si svolse nei quattro anni che precedettero il secondo conflitto mondiale e la tesi che riuscì a prevalere fu quella dei bombardieri.
La gara internazionale Istres-Damasco-Parigi, vinta dall’Italia e la “Crociera dei Sorci Verdi“, se furono due dimostrazioni delle possibilità di velocità su lungo raggio di azione da parte del velivolo bombardiere SM79 nulla dimostrarono, però, ai fini della chiarificazione delle due tesi in contrasto, per le quali occorrevano opportune esercitazione pratiche.


Ma perché la dimostrazione fosse probatoria, la caccia avrebbe dovuto disporre di velivoli con caratteristiche adeguate a quelle del SM79. Prematura, quindi, fu la prima di quelle esercitazioni che simulava un attacco su Roma, durante il quale la difesa della Capitale era affidata a reparti da caccia dotati di CR32,

decisamente meno veloci degli SM79. L’attacco naturalmente ebbe successo e terminata l’esercitazione, molti piloti bombardieri pretesero di avere dimostrato la bontà della loro tesi. Successivamente venne effettuata un’altra esercitazione con manovra di attacco su Roma. Questa volta però la difesa della Capitale era stata affidata oltre che ai reparti dotati di CR32, anche alla 351ma Squadriglia del 51° Stormo dotata di velivoli monoplani G50.

I piloti del 51° Stormo sfruttarono così bene le possibilità del loro velivolo e misero tale impegno nell’attacco che scompaginarono la compatta formazione degli S79, impedendo così l’azione su Roma.
Ad esercitazione avvenuta, uno dei piloti dei G50, interpretando il sentimento dei suoi colleghi, gongolanti per il successo appena ottenuto, venne fuori con questa frase: FINALMENTE QUEI SIGNORI DEI “SORCI VERDI” HANNO TROVATO IL LORO “GATTO”.
Un pilota del Gruppo, disegnatore-umorista, il Tenente Vincenzo Sant’Andrea detto “Bill”, colse al volo l’idea e con un carboncino disegnò sulla deriva di un G50 un gatto che, con i suoi artigli, fa strage dei tre sorcetti.
Il disegno piacque ma occorreva l’approvazione affinché si potesse adottarlo quale distintivo. Dopo parecchio tempo e parecchie discussioni, nelle quali le due tendenze dottrinarie non recedevano dalle rispettive posizioni, finalmente l’approvazione venne data con la variante, però, che i sorcetti dovevano essere grigi e non verdi.
Il compromesso, oltre che da ragioni psicologico-ambientali, fu suggerito anche dall’opportunità di non sminuire le ripercussioni benefiche prodotte l’anno precedente dalla riuscita “Crociera dei Sorci Verdi” condotta appunto dagli SM79.
Scoppiata la guerra, il 20° Gruppo del 51° Stormo venne trasferito in Belgio con il CAI (Corpo Aereo Italiano) e in quell’occasione, i piloti del Gruppo, nell’imminenza dei loro voli sulla Manica, cambiarono nuovamente in verde il colore dei sorcetti e tale rimase definitivamente.
(Tratto dall’archivio storico del “Circolo del 51”).

DAVANTI ALL’INGRESSO PRINCIPALE DEL 51° STORMO – A IMPERITURA MEMORIA.


