TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! (Aggiornamento N°6 – 18 novembre 2015)

18 NOVEMBRE 2015

IERI 17 NOVEMBRE 2015, E’ STATA PRESENTATA ALLA CAMERA UN’INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA RIVOLTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI. MI E’ GRADITO RINGRAZIARE LA FONDAZIONE “GIORGIO ALMIRANTE”, L’ON. IGNAZIO LA RUSSA E GLI ESPONENTI DI “FRATELLI D’ITALIA” PER LA GRANDE SENSIBILITA’ DIMOSTRATA NEL RACCOGLIERE QUESTO NOSTRO DISPERATO APPELLO. RIBADISCO CHE PER QUANTO MI RIGUARDA, IO NON HO NULLA DI PERSONALE CONTRO GLI SCHÜTZEN MA CHIEDO SOLO RISPETTO PER I 650.000 SOLDATI ITALIANI CADUTI SUL FRONTE AUSTROUNGARICO DELLA GRANDE GUERRA.

Aldo Rossi

Testo dell’interrogazione dell’ON. IGNAZIO LA RUSSA

www.facebook.com/aldo.rossi.52459

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TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! (Aggiornamento N°5 – 16 novembre 2015)

16 NOVEMBRE 2015

Schützen-Alpini, ancora scintille” – Quotidiano di Trento “l’ADIGE” lunedì 16 novembre 2015 pag.14

QUESTA LA MIA RIFLESSIONE. Domenica 15 novembre, gli Schützen hanno tenuto, nelle vie del centro della città di Trento, una cerimonia commemorativa dei caduti austroungarici della Grande Guerra. Sin qui nulla di male. Il disappunto nasce, però, quando questi signori, nell’ambito dei loro ormai logori e lugubri rituali, si permettono di infangare il Sacrificio, l’Onore e la Dignità dei 650.000 Caduti Italiani sul fronte della Grande Guerra. L’italianità di queste terre, un tempo facenti parte dell’impero austroungarico, è stata definitivamente sancita, in modo inconfutabile, nel trattato di pace di S. Germain-en-Laye il 10 settembre 1919 che ha posto il confine al passo del Brennero. Il capitano della compagnia del tesino Claudio Tessaro, parlando ieri a Trento, ai paramilitari armati di una quindicina di compagnie, ha rimarcato la contrarietà degli Schützen all’adunata che le Penne Nere intendono fare a Trento nel 2018 per ricordare la fine della Grande Guerra. Gli Alpini Italiani, secondo Tessaro, non devono fare la loro adunata a Trento perché detta manifestazione offenderebbe la sensibilità degli Schützen tirolesi. Chi sono gli Schützen per impedirci di fare quello che vogliamo a casa nostra? Quando l’8 e il 9 agosto scorso gli Schützen hanno posizionato ben 74 croci in acciaio lungo tutto il vecchio confine austroungarico, si sono forse preoccupati di rispettare la sensibilità degli Italiani? Cari Schützen, nessuno intende negare la vostra esistenza e la vostra storia ma voi dovete rimanere al vostro posto. Certo fa piacere sapere che ieri abbiate sfilato per le vie di Trento con i vostri stendardi listati a lutto per l’eccidio di Parigi. Non mi sembra, però, abbiate manifestato la stessa solidarietà quando, negli anni ’60, qualcuno aveva fatto saltare in aria alcuni Soldati Italiani comandati in servizio in Trentino Alto Adige. Questa è Storia! Se avete la memoria corta, chiedetelo ai vostri padri e ai vostri nonni. “L’ISIS”, noi lo abbiamo avuto in casa per una decina di anni. Vogliamo forse costruirne uno nuovo in chiave asburgico-nazista?

Aldo Rossi

Quotidiano “l’ADIGE” 16.11.2015 pag.14

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TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! (Aggiornamento N°4 – 25 ottobre 2015)

25 OTTOBRE 2015

PREMESSO CHE IN DATA 4 AGOSTO 2015 ABBIAMO INVIATO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ON. SERGIO MATTARELLA E AL PRESIDENTE DEL SENATO ON. PIETRO GRASSO, LA PETIZIONE PER:

“IMPEDIRE CHE IL CORPO PARAMILITARE SUD TIROLESE DEGLI SCHÜTZEN INFANGHI IL SACRIFICIO, L’ONORE E LA DIGNITA’ DEI SOLDATI ITALIANI CADUTI SUL FRONTE AUSTROUNGARICO NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE”,

mi è gradito informarvi che il Servizio dell’Assemblea del Senato ci ha inviato comunicazione che la nostra petizione è stata posta all’attenzione della Prima Commissione permanente (v. link). La problematica sottesa è, quindi, ora trattata anche a livello politico, su due distinte direttrici:

  • la Prima Commissione permanente del Senato;
  • la probabile presentazione di una specifica mozione in Parlamento (v. sottostante Aggiornamento N°2 del 20.10.2015).

PRIMA COMMISSIONE PERMANENTE DEL SENATO

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TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! (Aggiornamento N°3 – 22 ottobre 2015)

22 OTTOBRE 2015

Perché il Senatore Franco Panizza, Presidente del P.A.T.T. (Partito Autonomista Trentino Tirolese) ha presentato in tutta fretta, questo disegno di legge il 30 giugno 2015 poco prima della pausa estiva dei lavori parlamentari? Io mi sono già fatto la mia idea ma se ci fosse qualcuno in grado di aiutarmi a comprendere meglio queste perverse dinamiche procedurali, lo ringrazierei sin d’ora. A tutto c’è comunque una spiegazione! IO MI PERMETTO SOLO DI RIBADIRE ANCORA UNA VOLTA CHE GLI SCHÜTZEN E I LORO REGGI CODA, NON SONO DEGLI INNOCUI, SIMPATICI E VARIOPINTI GRUPPI FOLCRORISTICI CHE SI ESIBISCONO IN ALLEGRE FESTE PAESANE, SPARANDO A SALVE CON LE LORO CARABINE MA COSTITUISCONO, SUL TERRITORIO ITALIANO, DEI VERI E PROPRI GRUPPI ARMATI CON FINALITA’ PALESEMENTE EVERSIVE. CHI DEVE INTENDERE INTENDA…! Vi invito a dare un’occhiata anche ai link sottostanti.

SENATO DELLA REPUBBLICA DISEGNO DI LEGGE N° 1991  – 30 giugno 2015

SENATORE FRANCO PANIZZA: DISEGNO DI LEGGE 30 giugno 2015. LA MIA LETTERA AI GIORNALI (non è stata pubblicata)

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TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! (Aggiornamento N°2 – 20 ottobre 2015)

20 OTTOBRE 2015

IN MERITO ALLA NOSTRA PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON VI E’ STATO ANCORA ALCUN RISCONTRO. MA…a seguito di alcuni proficui incontri che ho avuto nei templi della politica romana, mi è stato richiesto di redigere una proposta di mozione da presentare in Parlamento e che accludo in calce alla presente nella sua versione integrale. Ora, anche il Parlamento Italiano, non potrà dire di non sapere.

PROPOSTA DI MOZIONE

Nei giorni 8 e 9 agosto u.s., gli Schützen Sudtirolesi hanno posizionato sulle cime delle montagne del Trentino Alto Adige, lungo tutta la linea del vecchio confine austroungarico, 74 Croci di ferro a ricordo dei loro Standschützen Caduti nella Grande Guerra (1915/1918). Non si vuole qui entrare nel merito di un’iniziativa con cui si è inteso onorare la Memoria di Caduti che, in quanto tali, meritano comunque ossequio e rispetto da parte di chiunque. Si vuole, però, solo evidenziare che “l’operazione Croci” aveva preso il via, già il 19 aprile 2015, con la benedizione delle stesse in piazza Walther a Bolzano, nella più totale indifferenza da parte delle Autorità italiane. Tutto, poi, a parte qualche scaramuccia a livello mediatico, è proseguito in perfetta, prevedibile sordina fino ai giorni della posa delle croci, all’inizio di agosto, con l’Italia in piena ipnosi ludico vacanziera. Si ritiene necessario e utile evidenziare che non sono chiare le circostanze in cui tale iniziativa è stata proposta e soprattutto se è stato rispettato il previsto iter di approvazione presso le Autorità competenti, al fine di acquisire le richieste autorizzazioni ai sensi della legislazione vigente. Si converrà inoltre che l’iniziativa in questione, avrebbe dovuto essere necessariamente ricondotta e concordata in una prospettiva di pacificazione nazionale e non ridotta a una viscida e subdola ostentazione di divisioni e di distinzioni a carattere palesemente revanscistico-nazionalista che, peraltro, la nostra Costituzione ripudia. Tutta l’Italia ha sacrificato i suoi Figli migliori nella Grande Guerra e per l’Unità Nazionale di cui, oggi, noi siamo orgogliosamente parte integrante e fondante.

In Trentino Alto Adige gli Schützen sono organizzati e suddivisi in almeno duecento Compagnie per un totale di circa quindicimila uomini, ognuno dotato di carabina Mauser 98K, micidiale arma da guerra, già in dotazione alle SS di Hitler e alla Wehrmacht. Gli Schützen non sono, quindi, degli innocui, simpatici e variopinti gruppi folcroristici che si esibiscono in allegre feste paesane, sparando a salve con le loro carabine, ma costituiscono dei veri e propri gruppi armati. Nello stesso ambiente culturale altoatesino di lingua tedesca, qualcuno ebbe ad affermare che: “Il presente degli Schützen è il loro passato mai rielaborato criticamente. I legami col nazismo mai rinnegati e sempre taciuti”. Ancora più duro, poi, è stato il giudizio su coloro che rifondarono le Compagnie nel dopoguerra: “La maggior parte di quella generazione aveva combattuto da volontario nell’esercito hitleriano. Erano tutti pluridecorati con croce di ferro di prima e di seconda classe” aggiungendo anche che: “Per tutti gli anni ’80 gli Schützen sono stati in prima fila a raduni neonazisti”.
Questa nostra istanza sottende, quindi, un’elementare quanto centrale riflessione: qualsiasi iniziativa che si sarebbe prestata, anche solo lontanamente, a strumentalizzazioni anti italiane, o peggio ancora, di offesa al ricordo dei Nostri Caduti, non avrebbe dovuto trovare accoglimento ed essere, invece, fermamente contrastata e respinta dai Rappresentanti del Governo Locale e Nazionale espressamente deputati alla tutela dei valori cui la nostra Costituzione si ispira. La posa di quelle croci avrebbe potuto avere luogo, in modo altrettanto solenne e significante, usufruendo di un’aerea dedicata e circoscritta come peraltro già previsto anche dalle norme internazionali vigenti in merito alla dovuta, rispettosa attenzione da dedicare ai caduti di guerra in territorio straniero. Il fatto di avere, invece, arbitrariamente imposto la posa di ben 74 croci lungo tutti i 400 km del vecchio confine austroungarico, costituisce una palese sfida nazionalistico-revanscista e soprattutto un affronto alla Memoria, al Sacrificio, all’Onore e alla Dignità degli oltre 650.000 Soldati Italiani caduti su quel tremendo fronte di guerra.
Alla luce di quanto sopra esposto, si richiede:
• di procedere all’istituzione di una Commissione d’inchiesta intesa a chiarire e “giustificare” il possesso di armi da guerra da parte degli Schützen del Trentino Alto Adige;
• di procedere all’immediato disarmo di tutte le Compagnie Schützen del Trentino Alto Adige;
• di fare rimuovere le croci poste dagli Schützen sulle cime delle montagne del Trentino Alto Adige nel corso del 2015.
Aldo Rossi
Trento, 20 ottobre 2015

“l’ADIGE” Quotidiano di Trento 19.10.2015 pag.1

“l’ADIGE” Quotidiano di Trento 19.10.2015 pag.25

“l’ADIGE” Quotidiano di Trento 20.10.2015 pag.15

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TRENTINO ALTO ADIGE: SCHÜTZEN…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA! (Aggiornamento N°1 – 31 agosto 2015)

31 AGOSTO 2015

SE AVRETE LA PAZIENZA DI SCARICARE LA “PRESENTAZIONE FORMATO PDF” SUL VOSTRO COMPUTER, POTRETE POI AVERE UNA VISIONE PIU’ COMPLETA DI QUANTO IN TITOLO. NON OCCORRE LASCIARE UN COMMENTO SUL SITO MA, SE VORRETE FARLO, SAPPIATE CHE NOTE, SUGGERIMENTI, PUNTUALIZZAZIONI E SOPRATTUTTO CRITICHE SARANNO, COMUNQUE, SEMPRE GRADITI. ESSI VERRANNO PUBBLICATI NELLA LORO VERSIONE ORIGINALE SENZA ALCUNA CENSURA DA PARTE MIA PURCHE’ NON CONTENGANO RIFERIMENTI LESIVI DELL’ONORABILITA’ DI PERSONE, ENTI, ISTITUZIONI E NEL PIENO RISPETTO DEI VALORI ETICI E MORALI COMUNEMENTE CONDIVISI. PER LE VOSTRE EVENTUALI SEGNALAZIONI VI INVITO A CONTATTARMI ANCHE SUL MIO INDIRIZZO EMAIL PRIVATO:  info@rossialdo.com

PRESENTAZIONE FORMATO PDF

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INCENDIO ALLA TORRE CIVICA DI TRENTO E LE LAUTE SOVVENZIONI (CON DENARO PUBBLICO!) AGLI SCHÜTZEN DEL TRENTINO ALTO ADIGE.

OGGETTO: 4 agosto 2015, incendio alla Torre Civica di Trento. 30 agosto  2015 nessun colpevole…!

Le fotografie delle fiamme che il 4 agosto u.s. uscivano dall’alto della Torre Civica di Trento, hanno fatto il giro del mondo. Penso che quelle immagini siano state rilanciate anche dalla CNN. Bello come biglietto di presentazione al mondo della brillante inefficienza delle Istituzioni Trentine! Complimenti ai politici, agli amministratori, ai dirigenti e ai funzionari locali che non hanno saputo proteggere l’immagine simbolo per eccellenza della Città del Concilio. Questi sono gli stessi politici, amministratori, dirigenti e funzionari che sanno, però, finanziare lautamente, con il denaro pubblico e quindi di tutti gli Italiani, il subdolo revanscismo dei gruppi paramiltari armati degli Schützen sudtirolesi che poi si permettono anche di infangare e calpestare il sacrificio, l’onore e la dignià dei Soldati Italiani morti sul fronte austroungarico nel 1915/1918. Le 74 croci poste, infatti, dagli Schützen notte tempo, lungo tutti i 400 km del vecchio confine austroungarico, ne sono una palese dimostrazione e conferma. Io non so chi abbia autorizzato il posizionamento di tutte quelle croci sulle cime delle nostre montagne, auspico, però, che le Autorità di sorveglianza  e i Presidenti delle due Provincie Autonome siano chiamati a rispondere, in prima persona, di VILIPENDIO  al Tricolore, alla Nazione e alle Forze Armate. Le Compagnie Schützen sudtirolesi ricevono annualmente dalle Provincie Autonome di Trento e Bolzano, centinaia di migliaia di euro. Per saperne di più, sarebbe interessante fare un’indagine mirata in merito. Ebbene, nonostante i lauti finanziamenti dati a questi pericolosi gruppi sovversivi, i signori politici, amministratori, dirigenti e funzionari di cui sopra, non hanno saputo trovare nemmeno una manciata di euro, per dotare di un efficace sistema di protezione antincendio, magari abbinato a un dispositivo di auto estinzione, per proteggere il Simbolo della città capoluogo. Il rogo della Torre civica di Trento non è di buon auspicio. E’ forse il primo, sdegnato messaggio di quei 650.000 “Ragazzi” Italiani caduti su quel tremendo fronte di guerra quasi 100 anni fa?

Aldo Rossi

foto Archivio PANATO – Quotidiano “TRENTINO” 5 agosto 2015

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TRENTINO ALTO ADIGE: GLI SCHÜTZEN CHI SONO E COSA VOGLIONO?

Per circa quattro secoli, dal 1511 al 1918, gli Schützen sono stati una milizia volontaria asburgica che aveva il compito di difendere il Tirolo. Il “Tirolo storico” comprende le Terre che oggi costituiscono il Tirolo austriaco, l’Alto Adige e il Trentino. Il Corpo degli Schützen fu riconosciuto ufficialmente nel 1700, sotto il regno di Leopoldo I d’Asburgo. Per il ruolo avuto nella Grande Guerra, specie contro gli Alpini, nel 1917 gli Schützen ottennero il titolo di “Bersglieri Imperiali”. Adesso sono suddivisi in circa 400 (quattrocento) Compagnie che, di folcroristico, hanno ben poco. Sono migliaia di uomini armati ognuno con la micidiale carabina Mauser 98K che rappresenta uno dei simboli dell’oppressione in Europa, essendo stata l’arma in dotazione anche alla Wehrmacht e alle SS di Hitler. Nei giorni 8 e 9 agosto u.s, con l’Italia in piena ipnosi ludico vacanziera, questi “signori” hanno posizionato, sulle nostre montagne,  lungo il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio cor-ten ad altissima resistenza, a ricordo non di tutti i caduti ma solo dei loro caduti. I giorni prescelti sono frutto di un’azione mirata e vigliacca che ha anche potuto fruire di un silenzio mediatico pressoché totale. La verità è che con l’apposizione di quelle croci, lungo tutti i 400 km del vecchio confine austroungarico, gli Schützen hanno voluto in realtà marcare il territorio così come solitamente fanno gli animali. E’ bene ribadire che quelle croci NON sono a ricordo di tutti i caduti come qualche infido ciarlatano vorrebbe farci credere ma ricordano solo i loro caduti. Su quelle croci, infatti, è stato scritto, inequivocabilmente, in ben quattro lingue: “IN RICORDO DEI NOSTRI STANDSCHÜTZEN TIROLESI“. Come riportava Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 23 maggio 2015… anche lo storico di lingua tedesca Leopold Steurer, ebbe a dire tempo fa che “Il presente degli Schützen è il loro passato mai rielaborato criticamente. I legami col nazismo mai rinnegati e sempre taciuti“. Sempre Steurer fu durissimo con coloro che rifondarono le compagnie nel dopoguerra: “La maggior parte di quella generazione aveva combattuto da volontario nell’esercito hitleriano. Erano tutti pluridecorati con croce di ferro di prima e di seconda classe” e rincarando ancora la dose, poi, aggiunse anche: “Per tutti gli anni ’80 gli Schützen sono stati in prima fila a raduni neonazisti“. Le compagnie Schützen sono, quindi, delle vere e proprie pericolose bande armate filo-austriache, con evidenti simpatie paramilitari filo-naziste e finanziate, lautamente, con soldi pubblici italiani. Questi “signori” affermano anche spudoratamente che: “Noi Schützen vogliamo solo il bene della nostra Heimat (n.d.r. Patria)…La Nostra Patria è quella austriaca“. Il totale rifiuto dell’identità italiana è proprio un bel modo per tentare una riconciliazione e per ricucire ferite ancora aperte!? Austriaci per opportunità e Italiani per convenienza? Questo chiedetelo ai nostri “politici” di governo che sono disposti a vendere anche la loro madre, pur di recuperare qualche voto sud tirolese alla lugubre e sgangherata sinistra italiana. Il silenzio di tutti coloro che avrebbero dovuto intervenire per impedire di fare posizionare quelle 74 croci sulle nostre montagne è, quindi, un silenzio intriso di funesta e fetida complicità. Qualcuno ne dovrà rispondere. Sarebbe auspicabile un’interrogazione in Parlamento o l’istituzione di una specifica Commissione d’inchiesta. Per l’Italia gli Schützen rappresentano un reale pericolo che ritengo non sia da sottovalutare.

Aldo Rossi                                                                                 Trento, 28 agosto 2015.

Foto 1

Foto 2

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LE MIE DIMISSIONI DALL’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA E DA FORZA ITALIA.

Associazione Arma Aeronautica

“Aviatori d’Italia”

PRESIDENZA REGIONALE TRENTINO ALTO ADIGE

Al Gen. S.A. (r) Giovanni Sciandra

Presidente Nazionale Associazione Arma Aeronautica

Aviatori d’Italia

Via Marcantonio Colonna, 25

00192 Roma

Oggetto: DIMISSIONI

Egregio Generale,

per mia espressa e libera volontà, Le invio la presente per formalizzare, ai sensi degli art. 24 e 29 dello Statuto dell’Associazione Arma Aeronautica “Aviatori d’Italia“, le mie dimissioni, a effetto immediato, dagli incarichi di:

– PRESIDENTE REGIONALE DELL’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA  TRENTINO ALTO ADIGE.

– PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA SEZIONE DI TRENTO.

In Trentino Alto Adige nei giorni 8 e 9 agosto u.s. gli Schützen, Corpo paramilitare armato sud tirolese, ostentatamente filo austriaco, con l’evidente complicità di talune Autorità locali Politiche, Civili, Militari e Religiose e nella più totale indifferenza dei cittadini, hanno

INFANGATO LA MEMORIA, IL SACRIFICIO, L’ONORE E LA DIGNITA’ DEI 650.000 SOLDATI ITALIANI MORTI SUL FRONTE AUSTROUNGARICO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.

Il riconoscimento di questa subdola e banditesca azione, lautamente sovvenzionata anche dalla locale politica “allineata”, è incompatibile con i sopra citati incarichi da me a suo tempo assunti. Restituisco, pertanto, nelle Sue mani il nostro Tricolore, simbolo sacro e significante nel quale ho sempre creduto e per il quale mi sono battuto con fede e lealtà. Ho fatto quello che ho potuto.

Maggiore pilota (c)

Aldo Rossi

Via S. Floriano, 3

38030 Giovo Fr. Valternigo

(TRENTO)

Bandiera Italiana

Lettera dimissioni

Trento, 10 agosto 2015.

*************************************************************************************

Al dott. ENRICO LILLO

Coordinatore Regionale Forza Italia

Trentino Alto Adige

Oggetto: DIMISSIONI

Egregio dott. Lillo,

per mia espressa e libera volontà, Le invio la presente per formalizzare le mie dimissioni, a effetto immediato, dagli incarichi di:

– VICE COORDINATORE REGIONALE FI CON DELEGA AI CLUB.

– PRESIDENTE DEL “CLUB FORZA SILVIO” – LUIGI EINAUDI – di TRENTO.

In Trentino Alto Adige nei giorni 8 e 9 agosto u.s. gli Schützen, Corpo paramilitare armato sud tirolese e dichiaratamente filo-austriaco, con la palese complicità di talune Autorità locali Politiche, Civili, Militari e Religiose, nella più totale indifferenza dei cittadini, hanno

INFANGATO LA MEMORIA, IL SACRIFICIO, L’ONORE E LA DIGNITA’ DEI 650.000 SOLDATI ITALIANI MORTI SUL FRONTE AUSTROUNGARICO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.

Il riconoscimento di questa subdola e banditesca azione, lautamente sovvenzionata anche dalla locale politica “allineata” è incompatibile con i sopra citati incarichi da me a suo tempo assunti con l’adesione a un Partito che si ostina a volersi chiamare FORZA ITALIA. La viscida e vergognosa latitanza degli eletti di zona e il totale disinteresse della Dirigenza Nazionale, alla problematica da me ripetutamente segnalata anche alla Segreteria del Presidente Silvio Berlusconi, non mi hanno lasciato scelta. Ringraziandola per la fiducia che, a suo tempo, Lei ha inteso accordarmi, La saluto cordialmente.

Aldo Rossi

Via S. Floriano, 3

38030 Giovo Fr. Valternigo

(TRENTO)

Dimissioni

Trento, 10 agosto 2015.

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