AM## 51° STORMO – CIAO RICCARDO SEI SEMPRE FRA NOI…!

IL 4 LUGLIO 2022 CI LASCIAVA IL GENERALE RICCARDO MARCHESE.
Per la serie…Uomini che hanno fatto la Storia di uno dei più prestigiosi Reparti dell’Aeronautica Militare Italiana.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è RICCARDO-MARCHESE-1024x576.jpeg
IL GENERALE RICCARDO MARCHESE
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è RICCARDO-MARCHESE-BRUGAR-1986-2.jpeg
IL GENERALE RICCARDO MARCHESE LASCIA IL SERVIZIO ATTIVO NEL 1986…
IL GATTONE E I TOPINI PIANGONO E SI DISPERANO.
IL DISEGNO (1986) E’ DI BRUNO GARBUIO, IN ARTE BRUGAR,
DA SEMPRE AMICO DEL 51° STORMO.

Il 51° Stormo di Istrana (Treviso) in ricordo del Generale di Brigata Riccardo Marchese scomparso il 4 luglio 2022. 
Ufficiale di pregiate ed encomiabili doti umane e professionali, da sempre vicino alle sorti delle donne e degli uomini del Reparto, il Generale Marchese, sin dall’insediamento nel Reparto avvenuto nel 1954, è stato un riferimento per il personale militare e per la Comunità di tutta la Marca Trevigiana. Dopo aver lasciato il servizio attivo nel 1986, ha continuato a dare il suo contributo alla vita del Reparto e ha gestito l’Ufficio storico del 51° Stormo ed il Circolo del 51, di cui è stato il Socio fondatore nel 1971. 

Chi era il Generale Riccardo Marchese?

Il Generale Marchese, nato a Botrugno (Lecce) il 20/09/1927, si era arruolato in Aeronautica Militare nel lontano 1952. Trasferito presso la 51ma Aerobrigata di Treviso nel 1953, ha da sempre svolto il suo servizio come Capo Ufficio Comando fino al collocamento in quiescenza nel 1986.
Durante gli anni di servizio ha avuto modo di sviluppare le sue indiscutibili doti di coordinatore delle attività aeronautiche di presidio e cerimoniere per eventi di livello nazionale ed internazionale.
Nel 1987 è stato nominato Presidente della Sezione AAA di Treviso, mantenendo la carica per 35 anni e portando la Sezione ad essere la più numerosa d’Italia con più di 1600 soci iscritti.
Dal 1990 al 2018, ha fatto parte del Consiglio Direttivo Nazionale della AAA Aviatori d’Italia, prima come Consigliere e poi come Vice Presidente.
Come Socio Fondatore del “Circolo del 51” ne ha ricoperto la carica di Segretario per 51 anni, supportando e sostenendo i sei Presidenti succedutesi, organizzando le varie Assemblee e le famose serate presso la Birreria di Pedavena, durante le quali centinaia di “Aviatori” del 51° hanno condiviso la passione per il volo e l’onore di appartenere a questo glorioso Stormo.
Con la Sua scomparsa, il 4 luglio 2022, una parte della Storia del 51° è “volata via” lasciando attoniti amici, colleghi e centinaia di aviatori che hanno avuto l’onore di conoscerlo e di apprezzarne le sue qualità umane e professionali. 
Oggi vogliamo ricordarti così.

CIAO RICCARDO, SEI SEMPRE FRA NOI…!

Share Button

AM## SPECIALE USTICA: “UNA BRECCIA NEL MURO”- RAI 3 MASSIMO GILETTI 25 GIUGNO 2024.

Il giorno 25 giugno 2024 Massimo Giletti ha presentato su RAI 3 il programma “Una Breccia nel Muro”. Già il titolo è palesemente fuorviante. Alla trasmissione erano presenti, da un lato, una decina di iene e dall’altro un solo leone. Massimo Giletti si è fatto sfuggire, poi, la situazione di mano e, a un certo punto, sono comparse anche le scimmie urlatrici. Uno spettacolo decisamente impietoso e indegno. In studio è intervenuto, poi, anche qualche testimone, in cerca di un tocco di facile protagonismo, che si è esibito in farneticanti dichiarazioni peraltro non verificabili. Come siamo caduti in basso Massimo Giletti…! Qui non si tratta di una breccia nel muro ma di un mare di fango gettato su già palesi ed evidenti verità ormai da molto tempo accertate dalle Commissioni d’inchiesta e dai Giudici che hanno seguito il delicatissimo caso Ustica.
Le iene però urlavano di più e insistevano per promuovere e imporre alla video audience, le loro farneticanti versioni. Vogliono avere ragione a tutti i costi e il concetto di verità accertata è sovrastato dalla loro supponente e indomita protervia. Se l’intento di Massimo Giletti era quello di fare chiarezza su un caso così delicato e profondamente umano, è solo riuscito, invece, nell’intento forse voluto, di sollevare un polverone mediatico nel tentativo di nascondere le verità accertate già da molto tempo. Massimo Giletti non si è preoccupato, ad esempio, di parlare e spiegare alla platea mediatica il “Lodo Moro” perché è una verità bruciante anche per la sinistra italiana.
Come la mettiamo con la strage alla stazione ferroviaria di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980 ovvero solo 36 giorni dopo l’evento Ustica? Anche lì i generali traditori, sono passati con un treno ad alta velocità e hanno sparato un missile contro la stazione ferroviaria ricolma di inermi passeggeri?
Come la mettiamo con la strage sul treno rapido 904 proveniente da Napoli e diretto a Milano il 23 dicembre 1984? Il treno fu squassato da un’esplosione violentissima mentre si trovava all’interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro (Bologna), la “galleria degli Appennini”. Anche lì i generali traditori, travestiti da poliziotti, hanno lanciato un missile “da galleria”…?
Come la mettiamo con l’attentato al lato partenze dell’aeroporto di Fiumicino il 27 dicembre 1985? Anche lì i generali traditori, travestiti da terroristi palestinesi, hanno sparato un missile in mezzo alla folla di passeggeri in attesa al check in…?
Quale breccia nel muro ha aperto Massimo Giletti?
Anche il suo giornalismo d’inchiesta si è rivelato essere uno spregiudicato “giornalismo da paranza”…etero diretto e fazioso.
Per la trasmissione di Massimo Giletti, l’ordine di scuderia impartito dai burattinai di turno è stato “Facite ammuina” e…ammuina fu…!
Aldo Rossi

Questa è la l’email di diffida che il Prof Gregory Alegy ha inviato alla RAI il 22 giugno 2024 in merito alla trasmissione di Massimo Giletti. La gente seria c’è e si fa anche sentire…!

Share Button

AM## STRAGE DI USTICA – DOPO PIÙ DI 40 ANNI È FINALMENTE ARRIVATA LA VERITÀ…!

Il 27 giugno 1980 alle ore 20.59, si consumava nei cieli d’Italia, una delle tragedie più misteriose e angoscianti che, la storia recente del nostro Paese, abbia mai conosciuto. 
Il volo Itavia IH 870  da Bologna a Palermo  con aereo DC9  I-TIGI, precipitava in mare a circa 50 miglia nautiche a nord  dell’isola di Ustica. Alle 81 vittime di quella sciagura aerea  ed ai loro familiari rivolgiamo un rispettoso e deferente omaggio. Molto è stato scritto in merito a questo gravissimo incidente aereo.  Sono state avanzate, da parte di improvvisati  “giudici senza toga”, le ipotesi più stravaganti e le illazioni più infamanti. Un velenoso cocktail di presunzione, di ignoranza, di arroganza e di ostentata protervia anche nei confronti del delicato e proficuo lavoro della Magistratura. Talune note frange del contesto politico e socio-mediatico nazionale, si sono sbizzarrite,  nel corso di tutti questi anni, a inseguire fantasiose elucubrazioni e ricostruire fantastici scenari di quel tragico evento.  Era però evidente che nella ricerca di “una loro verità” su quanto  avvenuto a bordo di quell’aereo, si celava in realtà un subdolo tentativo di avvalorare ipotesi accusatorie palesemente insostenibili che, peraltro, nel corso di questi lunghi anni, non hanno mai trovato nemmeno il seppur minimo riscontro indiziario. Il processo che ne è seguito, ha visto, quali principali indagati, i vertici dell’Aeronautica Militare Italiana dell’epoca. I “Generali traditori”, rei di avere programmato ed abilmente nascosto l’abbattimento di un aereo civile, sono stati sottoposti, per anni, ad una vergognosa gogna mediatica in totale spregio di quel nobilissimo dettato giuridico-costituzionale che riguarda il principio di presunzione di innocenza. Ebbene, quel  processo si è concluso, dopo qualche decennio, in tutti i suoi gradi di giudizio, con la  piena assoluzione di tutti gli imputati perché “il fatto non sussiste”. Alle 81 vittime di quell’incidente aereo vanno quindi  aggiunte anche le numerose “vittime” di quel vergognoso, irresponsabile, strumentale e protervo circo mediatico. In tutti questi anni non sono mai stati individuati I colpevoli. Ciò non vuol dire, però, che i veri colpevoli, non ci siano. Anche questo incidente rimarrà senza risposte…e con un grande, inquietante punto di domanda…? Esso  troverà posto negli archivi della memoria storica del nostro Paese,  sarà consegnato all’oblio e si perderà nella notte dei tempi? Purtroppo, come è già avvenuto per altri tragici eventi della storia italiana, il porto delle nebbie non chiude mai, e di quelle povere vittime rimarrà solo un ricordo sempre più tenue. Nel cuore dei familiari, il dolore, la sofferenza e la solitudine faranno da perenne cornice ad  angoscianti interrogativi e a una comprensibile, frustrante grande delusione. Ma…i reati  di strage, non cadono mai in prescrizione…!
Il lettore si chiederà il motivo per cui mi permetto di rievocare ed esprimere le mie considerazioni e le mie impressioni su quei tragici accadimenti. Ebbene, il giorno 27 giugno 1980 anch’io ero in volo ai comandi di un altro aereo DC9   Itavia  Solo qualche ora prima, in rotta  quasi opposta a quella dell’aereo caduto ho attraversato, infatti, la stessa porzione di spazio aereo ma nulla faceva presagire l’imminente tragedia. Il Destino, cinico e baro, non si limita a colpire alle spalle ma, talvolta,  si prende anche gioco di noi…il giorno precedente avevo effettuato ben due voli con il DC9 Itavia  I-TIGI poi precipitato in mare il giorno seguente. Il secondo motivo per cui mi sento qualificato ad esprimere le mie riflessioni su  questo incidente, deriva dal fatto che per circa dieci anni, fino agli inizi del 1979, ho operato come pilota militare su velivoli caccia intercettori F104S. Sono stato in forza al 22° Gruppo  del 51° Stormo Caccia di stanza all’aeroporto di Istrana (Treviso). Conosco perfettamente le dinamiche del  volo operativo di un aereo caccia intercettore e posso quindi parlarne con cognizione di causa.
Prima di staccare le ruote dalla pista di decollo, un caccia intercettore della nostra Aeronautica Militare, specie se caricato con armamento reale, deve  subire una miriade di controlli e verifiche da parte di più persone. I tecnici addetti alla manutenzione, i tecnici addetti alla linea di volo, gli addetti ai servizi di vigilanza e sicurezza, gli addetti al servizio antincendio, gli armieri, gli addetti alla torre di controllo e molti altri…sono tutte persone che non possono non vedere. Caricare un missile sotto le ali di un velivolo è un’operazione complessa che comporta una serie di autorizzazioni speciali e specifiche. Presentarsi al deposito munizioni di un aeroporto militare per prelevare un missile non è come entrare dal tabaccaio per comperare un sigaro toscano! Se alla fine delle operazioni quel missile non viene riportato in deposito, centinaia di persone ne conoscono il motivo. Una volta in volo, gli aerei (nelle missioni operative con armamento reale gli aerei sono sempre almeno due) vengono guidati sul potenziale bersaglio, dai controllori radar del servizio “guida caccia” competenti per territorio. Prima di attivare il sistema di lancio e quindi “premere il grilletto”  i piloti  devono, però, eseguire delle particolari procedure di identificazione e di autenticazione dell’eventuale ordine di abbattimento ricevuto (regole di ingaggio). Questa è una procedura che prevede la rapida attivazione e verifica di codici speciali di cui sono a  conoscenza  solo i piloti e i controllori guida caccia che, in quel preciso momento, stanno operando. L’azione del pilota, quindi, non è limitata alla semplice condotta dell’aereo ma, in previsione del lancio di un missile, il pilota deve eseguire, in corretta sequenza, anche una serie di operazioni che escludono la possibilità del lancio accidentale di un  missile “attivo”. La semplice pressione sul grilletto di tiro non provoca, infatti, alcun effetto. Il missile, per partire e attivarsi, ha bisogno di una serie di “autorizzazioni” elettrico-meccaniche da parte dei computers di tiro posti a bordo dell’aereo stesso. Infine, un aereo decollato con armamento reale, al momento del suo  rientro alla base madre o su un qualsiasi altro aeroporto militare italiano, viene sottoposto, da parte di più persone, a un’altrettanto severa e ineludibile serie di controlli.

F104S ARMATO CON MISSILI A GUIDA SEMI-ATTIVA E CON MISSILI A RAGGI INFRAROSSI

È impossibile non accorgersi dell’eventuale mancanza di un missile. In tempo di pace, le operazioni di volo e la catena di comando e controllo della Difesa Aerea Italiana sono, quindi, molto più complesse e sofisticate di quanto si possa pensare.
Tutte le operazioni sono il frutto di un’altrettanto complessa, attenta e qualificata sinergia che non lascia spazio a margini di errore. Ai fini di una più agevole comprensione di queste mie note, ho volontariamente semplificato la presentazione di queste procedure. Ho utilizzato un linguaggio spero comprensibile, non tecnico. Questa lunga presentazione mi serve quindi per affermare, con la massima serenità, che, in tempo di pace,  nell’Aeronautica Militare Italiana, le regole di ingaggio e le relative procedure erano e sono così rigide, cogenti e restrittive che  l’ordine di abbattere un aereo civile  NON POTEVA E NON POTRA` MAI ESSERE DATO.
Cosa è successo quindi a bordo dell’aereo Itavia la sera del 27 giugno 1980…? Personalmente non ho mai ritenuto condivisibile l’ipotesi di un cedimento strutturale. Le commissioni d’inchiesta ufficiali che si sono succedute nel corso di tutti questi anni hanno ampiamente dimostrato che l’aereo è stato SICURAMENTE interessato da un’esplosione interna come evidenziato da tutte le qualificate perizie tecniche cui è stato sottoposto il relitto.
Da non dimenticare, infine, che il 2 agosto 1980, esattamente 36 giorni dopo Ustica, veniva firmata con il sangue di moltissimi innocenti, anche la strage alla stazione di Bologna. I due tragici fatti sono fra loro correlati?  Io non sono in grado di rispondere. Quanto sopra rappresenta unicamente il mio pensiero. Non sono il difensore d’ufficio di nessuno. Questo mio lavoro vuole essere  un umile contributo alla ricerca della verità sul caso Ustica. È un lavoro che dedico, in primis, alla mia amatissima Arma Azzurra e a chi sa valutare, analizzare e comprendere con il necessario  distacco e la dovuta serenità uno degli eventi più tragici della storia italiana della seconda metà del secolo scorso. Il mio vuole essere anche un invito a non cedere alla rassegnazione, ad avere fiducia nello Stato, nelle sue Istituzioni e nella Giustizia. La verità è figlia del tempo e il tempo è sempre galantuomo.
In questo triste anniversario, rivolgo ancora un doveroso omaggio alle Vittime e un particolare pensiero è per i colleghi  Domenico Gatti, Enzo Fontana, Paolo Morici e Rosa De Dominicis componenti dell’equipaggio titolare di quel volo.

EQUIPAGGIO DEL VOLO ITAVIA IH 870 BOLOGNA-PALERMO DEL 27 GIUGNO 1980
ITAVIA I-TIGI
RICOMPOSIZIONE DEL VELIVOLO I-TIGI DOPO IL RECUPERO DEI PEZZI NEL MARE DI USTICA


Caccia-F104S in-volo     Autore

RIFLESSIONI FINALI
LA STRAGE DI USTICA FU CAUSATA DALL’ESPLOSIONE, IN VOLO, DI UNA BOMBA POSTA NELLA TOILETTE POSTERIORE DELL’AEREO.

Questo è l’inconfutabile risultato cui sono pervenute TUTTE le Commissioni d’inchiesta nominate per l’analisi del caso. A noi non interessano le elucubrazioni dei “giornalisti da paranza” che hanno avuto il loro capofila più quotato, in Andrea Purgatori. Tutto il polverone sollevato attorno al caso Ustica è stato palesemente mirato all’occultamento delle reali responsabilità collegate in particolare al Lodo Moro. Nessuna parte politica può chiamarsi fuori. Tutti sono stati complici del vergognoso silenzio e dell’alone di omertà che ha avvolto questo tragico evento, artatamente nascosto per decenni, dietro il viscido paravento del Segreto di Statoora decaduto! Le carte parlano chiaro e sono a disposizione di chiunque presso l’Archivio di Stato a Roma.
Anche la Strage alla stazione ferroviaria di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980, ovvero circa un mese dopo la Strage di Ustica, rientra nel lodo Moro? E la miriade di stragi sui treni e aerei che ha marcatamente caratterizzato gli anni ’80?. In Europa e in Italia gli anni ’80 rappresentarono l’acme del terrorismo palestinese. C’è un libro molto interessante e documentato, scritto da Ugo Gargiulo all’epoca (1985), Capo scalo Procuratore della Canadian Pacific Airlines presso l’aeroporto di Roma Fiumicino. Ugo Gargiulo ha seguito in prima persona tutte le fasi dell’attentato palestinese avvenuto all’aeroporto di Roma Fiumicino il 27 dicembre 1985.
Una rappresentazione, la sua, vissuta in presa diretta sul luogo dell’evento e che lascia trasparire l’umanità e l’empatia che caratterizzano le emozioni e le reazioni solo…delle persone “vere”.


Altra nota assai dolente riguarda la Giustizia Penale e Civile che hanno interessato e trattato il caso Ustica. Siamo arrivati al ridicolo paradosso che le sentenze della Giustizia Penale sono state totalmente ignorate e disattese in ambito della Giustizia Civile.
La Giustizia Penale aveva inequivocabilmente stabilito che l’aereo Itavia era stato oggetto di un’esplosione a bordo e quindi di un attentato e non per colpevole mancata vigilanza e protezione dello spazio aereo da parte delle Autorità italiane. La Giustizia Civile, però, nella persona del giudice Rosario Priore, ha ignorato questa sentenza e ha condannato lo Stato italiano (Noi!) ad attribuire comunque risarcimentI milionari assolutamente non dovutI. Il giudice Rosario Priore era particolarmente affezionato alla teoria del complotto dei Generali dell’Aeronautica Militare Italiana? Ribadisco, ad abbattere l’aereo Itavia, lo dicono tutte le perizie, non fu un missile bensì una bomba posta a bordo dell’aereo stesso. Punto…!
Un’ultima considerazione sulla realtà ITAVIA. Il disastro di Ustica (1980), vedeva l’Italia consegnata ormai da tempo a governi di centro sinistra. L’allora ministro dei trasporti, il socialista Rino Formica, non esitò a revocare le concessioni di esercenza alla Compagnia aerea Itavia ben prima che i giudici, individuati “i colpevoli”, pronunciassero le rispettive sentenze. L’Itavia era una Compagnia aerea privata e quindi, pregiudizialmente invisa alla devastante ideologia assistenzial-nichilista tipica della sinistra italiana.
Aldo Davanzali, l’imprenditore “visionario” fondatore della realtà Itavia, aveva anticipato i tempi che, solo molto, molto più tardi, avrebbero visto sorgere le attuali compagnie di volo low cost. Aldo Davanzali ha rappresentato la forza e la tenacia della vera imprenditoria italiana mirante alla valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale del Paese Italia. Per ultimo ma per questo non meno importante, la sopravvivenza dell’Itavia avrebbe sicuramente anche evitato la fine triste, squallida e meschina di Alitalia relegata a un misero ruolo ancillare nel trasporto aereo mondiale ed europeo in particolare. Mi fermo qui perché sono sopraffatto dall’emozione.
Aldo Rossi
Giugno 2024

…POI È ARRIVATA LA SINISTRA.

PER CHI DESIDERASSE SAPERNE DI PIÙ SUL CASO USTICA PROPONGO QUESTI LINK:
PRESENTAZIONE DEL CASO USTICA DEL PROF. ANTONIO BORDONI (27′ min)
IL “LODO MORO” – CARLO GIOVANARDI INTERVISTATO DA FRANCESCO BORGONOVO (20′ min)
19 GIUGNO 2023 2° CONVEGNO ANNUALE SUL DISASTRO AEREO DI USTICA: ARCHIVI APERTI, CARTE DESECRETATE E PISTE TRASCURATE (3h 15′)

Share Button

ALL’ARENA DI VERONA CELEBRATA LA MUSICA LIRICA ITALIANA COME PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITÀ.

Il 7 giugno 2024 si è tenuto un evento unico all’Arena di Verona per celebrare il canto lirico italiano già dichiarato patrimonio dell’umanità, ancora lo scorso dicembre. Oltre cento musicisti e più di trecento coristi si sono esibiti sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti per celebrare il riconoscimento del canto lirico italiano come tesoro culturale immateriale da parte dell’Unesco. Alla manifestazione hanno partecipato le più alte cariche dello Stato, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e quattro ministri, Gennaro Sangiuliano (Cultura), Adolfo Urso (Made in Italy e Imprese), Guido Crosetto (Difesa) e Luca Ceriani (Rapporti con il Parlamento).


Riccardo Muti ha diretto un’orchestra di 170 musicisti provenienti dai 14 teatri d’opera italiani, affiancati da oltre 314 cantanti corali e da un cast di stelle della lirica mondiale che si sono esibiti riproponendo le più grandi opere italiane, da Verdi a Puccini, da Donizetti a Bellini. Si sono esibite anche le due etoile del Teatro alla Scala, Roberto Bolle e Nicoletta Manni.
“Sono qui per testimoniare il mio entusiasmo e il mio orgoglio per il fatto che l’opera lirica italiana abbia ricevuto questo grande riconoscimento”, ha detto Muti alla folla. “Certo, questo è un momento importante, perché il riconoscimento non è mai un punto di arrivo ma un punto di partenza”.
Nella seconda parte dell’evento, alla direzione dell’Orchestra e del Coro è subentrato il Maestro Francesco Ivan Ciampa con la sua direzione altrettanto sublime e magistrale.
Una serata unica, con un cast di stelle e una platea d’eccezione. Il modo migliore per celebrare il canto lirico e l’incanto dell’opera italiana sotto gli occhi di tutto il mondo.
L’evento è stato trasmesso in mondovisione e a prescindere dalla presenza dei migliori cantanti del pianeta, l’Arena si è confermata ancora una volta un contenitore di magia…la Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità.
L’Arena si riempie con largo anticipo e parte, poi, anche la diretta Rai, con Cristiana Capotondi tra il pubblico assieme a Luca Zingaretti e Alberto Angela, sempre molto amato dalla gente. Ma è quando entra il Maestro Riccardo Muti che l’Arena esplode, si sistema davanti all’orchestra e al coro, l’impatto è notevole con quasi 500 persone tutte insieme sul palco. La scaletta si apre con l’ouverture del Guglielmo Tell di Rossini, poi la Sinfonia dalla Norma e Macbeth prima del prezioso racconto di Angela sulla storia dell’opera italiana: quindi una delle arie più famose in assoluto, il «Va’, pensiero» da Nabucco, la prima parte è solo strumentale, delicata e intensa allo stesso tempo: poi parte il coro e il risultato è straordinario. La serata presenta tutti i brani più belli della storia dell’Opera italiana. La diretta in mondovisione è l’ennesima occasione di far vedere a tutto il mondo la bellezza di Verona, anche con i collegamenti in esterna dalla Casa di Giulietta e dal Ponte di Castelvecchio.
(Dal Web)

RAI – REGISTRAZIONE DELL’EVENTO (3h 40′)

Sono state quasi 4 ore di musica celestiale, di emozioni calde e avvolgenti. Mi sono commosso anche perché ho finalmente rivisto l’Italia vera e non quella intrisa di nichilismo culturale subalterno e autolesionista tipico di una società che ha perso anche se stessa.
Il Maestro Riccardo Muti, il Maestro Francesco Ivan Ciampa, tutti gli Artisti, l’Orchestra, il Coro, Alberto Angela e Luca Zingaretti sono stati sublimi. Una menzione particolare la vorrei dedicare alla presentatrice Cristiana Capotondi, alla sua straordinaria professionalità, alla sua bellezza eterea, sobria e avvolta in un’eleganza essenziale.
QUESTA È LA VERA ITALIA IN CUI MI RICONOSCO…!
Un grazie particolarmente sentito al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e alla sua artistica e patriottica sensibilità.
Insegnate anche ai bambini ad amare la musica lirica, diventeranno uomini migliori, più completi e più consapevoli. La musica lirica è nutrimento per la mente, per lo spirito, per l’anima e per il cuore.
Aldo Rossi

Le arie più belle dell’Opera italiana eseguite da stelle internazionali
Con (in ordine alfabetico):
Georges Bizet Carmen Les tringles des sistres tintaient · Aigul Akhmetshina Sofia Koberidze, Daniela Cappiello
Gioachino Rossini Il Barbiere di Siviglia Largo al factotum della città · Nicola Alaimo
Pietro Mascagni Cavalleria rusticana Intermezzo · Roberto Bolle
Giacomo Puccini Madama Butterfly Coro a bocca chiusa · Roberto Bolle, Nicoletta Manni
Giacomo Puccini Madama Butterfly Un bel dì vedremo · Eleonora Buratto
Giacomo Puccini La Bohème Vecchia zimarra, senti · Gianluca Buratto
Giacomo Puccini Turandot Tu che di gel sei cinta · Rosa Feola
Giacomo Puccini La Bohème Che gelida manina,
Giuseppe Verdi Rigoletto La donna è mobile · Juan Diego Flórez
Giacomo Puccini Turandot Nessun dorma · Vittorio Grigolo
Giuseppe Verdi La Traviata Libiamo ne’ lieti calici · Vittorio Grigolo, Rosa Feola
Giacomo Puccini La Bohème Quando me’n vo · Juliana Grigoryan
Ruggero Leoncavallo Pagliacci Recitar!… Vesti la giubba · Brian Jagde
Giacomo Puccini Tosca E lucevan le stelle · Jonas Kaufmann
Gaetano Donizetti L’Elisir d’amore Una furtiva lagrima · Francesco Meli
Giacomo Puccini Tosca Vissi d’arte, Gianni Schicchi O mio babbino caro · Anna Netrebko
Vincenzo Bellini Norma Casta Diva · Jessica Pratt
Giuseppe Verdi Il Trovatore Di quella pira · Galeano Salas
Giuseppe Verdi Rigoletto Cortigiani, vil razza dannata · Luca Salsi
Giacomo Puccini Tosca Va’ Tosca… Te Deum · Luca Salsi Matteo Macchioni
Vincenzo Bellini I Capuleti e i Montecchi Oh! quante volte, oh quante · Mariangela Sicilia Umberto Giordano Andrea Chénier Nemico della patria · Ludovic Tézier
Cori e scene da Aida, Messa da Requiem
Direttore Francesco Ivan Ciampa




Share Button

AM## UN ABBRACCIO AL GENERALE DI SQUADRA AEREA LEANDRO DE VINCENTI.

IL GENERALE DI SQUADRA AEREA LEANDRO DE VINCENTI
UNO “SCRAMBLE CAFFÈ” AL 22° GRUPPO CACCIA
1975 – IL GENERALE DINO CIARLO
CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA
IN VISITA AL 22° GRUPPO CACCIA
F104S IN MISSIONE OPERATIVA SORVOLA L’ETNA
STEMMA AERONAUTICA MILITARE ITALIANA
STEMMA 51° STORMO CACCIA
STEMMA 22° GRUPPO DEL 51° STORMO CACCIA
PREGHIERA DELL’AVIATORE

Dopo una sfolgorante carriera che lo ha condotto ai vertici dell’Aeronautica Militare Italiana, Leandro De Vincenti è ritornato sulla sua Stella.
Ciao Leandro un caro abbraccio a Te…Cacciatore di Stelle.
Aldo Rossi

Share Button

ELEZIONI EUROPEE 2024: ANDARE A VOTARE È UN DOVERE…!!

Andare a votare non è solo un diritto ma un preciso dovere, un’ineludibile norma etica e morale. Astenersi dal voto non ha alcun senso perché non si tratta di votare per un referendum dove, se non si raggiunge il previsto quorum di votanti, il risultato del referendum non è valido. Trattandosi di elezioni, invece, il risultato che esce dalle urne è sempre e comunque valido, qualunque sia il numero degli elettori che hanno partecipato alle votazioni.
Alcune considerazioni:
Giorgia Meloni: Covid19, se ti hanno obbligato a fare una “vaccinazione tossica”…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: Covid19, se Sergio Mattarella, Mario Draghi, Giuseppe Conte, Roberto Speranza & C. sono ancora a piede libero…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: Covid19 se decine e decine di giovani sono morti e continuano a morire a causa di una “vaccinazione tossica”è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se l’Italia è ridotta al mero ruolo di colonia americanaè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se l’Italia è in guerra…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se mandano in Ucraina armi italiane e miliardi di euro…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se tu, i tuoi figli e i tuoi nipoti sarete inviati sul fronte di guerra russo-ucraino…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se in Italia ci sono, attualmente, più di 5 milioni di poveri…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se devi aspettare più di due anni per fare una TAC in ospedale…è perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se il debito pubblico italiano ha posto un pesantissimo giogo sulle future generazioniè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se in Italia non esiste un sistema affidabile di giustiziaè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se l’ideologia green devasta il tuo territorio e ti impone l’asservimento alle multinazionali del settoreè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se la scuola italiana propone un insegnamento pesantemente ideologizzatoè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se la RAI ti impone il pagamento del canone e poi ti presenta un’informazione distorta, di parte e palesemente faziosaè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se le atrocità commesse a Bibbiano, sono rimaste impuniteè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se lavori 12 ore al giorno e hai uno stipendio da fameè perché tu non sei andato a votare!
Giorgia Meloni: se sputano in faccia alle forze di poliziaè perché tu non sei andato a votare!

La lista è necessariamente incompleta, la puoi continuare Tu. Ritengo che gli argomenti non manchino.
Io mi tapperò il naso e andrò sicuramente a votare. Voterò la LEGA di Matteo Salvini anche perché ho molta fiducia nella candidatura del generale Roberto Vannacci. Matteo Salvini è contro la guerra in Ucraina e per il recupero della nostra sovranità “svenduta” a quella fetida cloaca chiamata…Europa.
Aldo Rossi

ERAVAMO…!

Share Button

IL FILOSOFO ITALIANO GIORGIO AGAMBEN PARLA DELL’ATTUALE UNIONE EUROPEA COME DI…UNA PALESE IMPOSTURA!

Maurizio Blondet  
22 Maggio 2024 

Agamben: sulla UE come Impostura – Un altro magistrale affondo del filosofo.

È probabile che ben pochi fra coloro che si apprestano a votare per le elezioni europee si siano interrogati sul significato politico del loro gesto. Poiché sono chiamati a eleggere un non meglio definito «parlamento europeo», essi possono credere più o meno in buona fede di star facendo qualcosa che corrisponde all’elezione dei parlamenti dei paesi di cui sono cittadini.
È bene subito chiarire che le cose non stanno assolutamente così. Quando si parla oggi di Europa, il grande rimosso è innanzitutto la stessa realtà politica e giuridica dell’Unione europea. Che si tratti di una vera e propria rimozione, risulta dal fatto che si evita in tutti i modi di portare alla coscienza una verità tanto imbarazzante quanto evidente.
Mi riferisco al fatto che dal punto di vista del diritto costituzionale, l’Europa non esiste: quella che chiamiamo «Unione europea» è tecnicamente un patto fra stati, che concerne esclusivamente il diritto internazionale. Il trattato di Maastricht, entrato in vigore nel 1993, che ha dato la sua forma attuale all’Unione europea, è l’estrema sanzione dell’identità europea come mero accordo intergovernativo fra Stati.
Consapevoli del fatto che parlare di una democrazia rispetto all’Europa non aveva pertanto senso, i funzionari dell’Unione europea hanno cercato di colmare questo deficit democratico stilando il progetto di una cosiddetta costituzione europea.
È significativo che il testo che va sotto questo nome, elaborato da commissioni di burocrati senza alcun fondamento popolare e approvato da una conferenza intergovernativa nel 2004, quando è stato sottoposto al voto popolare, come in Francia e in Olanda nel 2005, è stato clamorosamente rifiutato.
Di fronte al fallimento dell’approvazione popolare, che di fatto rendeva nulla la sedicente costituzione, il progetto fu tacitamente – e forse bisognerebbe dire vergognosamente – abbandonato e sostituito da un nuovo trattato internazionale, il cosiddetto Trattato di Lisbona del 2007. Va da sé che, dal punto di vista giuridico, questo documento non è una costituzione, ma è ancora una volta un accordo tra governi, la cui sola consistenza riguarda il diritto internazionale e che ci si è pertanto guardati dal sottoporre all’approvazione popolare. Non sorprende, pertanto, che il cosiddetto parlamento europeo che si tratta di eleggere non sia, in verità, un parlamento, perché esso manca del potere di proporre leggi, che è interamente nelle mani della Commissione europea.
Qualche anno prima il problema della costituzione europea aveva dato del resto luogo a un dibattito fra un giurista tedesco di cui nessuno poteva mettere in dubbio la competenza, Dieter Grimm, e Jürgen Habermas, che, come la maggior parte di coloro che si definiscono filosofi, era del tutto privo di una cultura giuridica.
Contro Habermas, che pensava di poter fondare in ultima analisi la costituzione sull’opinione pubblica, Dieter Grimm ebbe buon gioco nel sostenere l’improponibilità di una costituzione per la semplice ragione che un popolo europeo non esisteva e pertanto qualcosa come un potere costituente mancava di ogni possibile fondamento. Se è vero che il potere costituito presuppone un potere costituente, l’idea di un potere costituente europeo è il grande assente nei discorsi sull’Europa.
Dal punto di vista della sua pretesa costituzione, l’Unione europea non ha pertanto alcuna legittimità. È allora perfettamente comprensibile che una entità politica senza una costituzione legittima non possa esprimere una politica propria. La sola parvenza di unità si raggiunge quando l’Europa agisce come vassallo degli Stati Uniti, partecipando a guerre che non corrispondono in alcun modo ad interessi comuni e ancor meno alla volontà popolare. L’Unione europea agisce oggi come una succursale della NATO (la quale NATO è a sua volta un accordo militare fra stati).
Per questo, riprendendo non troppo ironicamente la formula che Marx usava per il comunismo, si potrebbe dire che l’idea di un potere costituente europeo è lo spettro che si aggira oggi per l’Europa e che nessuno osa oggi evocare. Eppure solo un tale potere costituente potrebbe restituire legittimità e realtà alle istituzioni europee, che – se impostore è secondo i dizionari «chi impone ad altri di credere cose aliene dal vero e operare secondo quella credulità» – sono allo stato attuale nient’altro che un’impostura.
Un’altra idea dell’Europa sarà possibile solo quando avremo sgombrato il campo da questa impostura. Per dirla senza infingimenti né riserve: se vogliamo pensare veramente un’Europa politica, la prima cosa da fare è togliere di mezzo l’Unione europea –, o quanto meno, essere pronti per il momento in cui essa, come sembra ormai imminente, crollerà.
(Dal Web)

Share Button

DONNE: BASTA DAVVERO SOLO LA BELLEZZA…!?

IPAZIA D’ALESSANDRIA

Professor X
Abbiamo toccato il fondo? Ieri leggevo un articolo in cui Giulia de Lellis, l’influencer che ha tenuto una «lezione» alla Bocconi di Milano, raccontava che per avere successo nella vita a una donna basta «essere bella» e saperci «fare». Al diavolo l’istruzione. 
Subito dopo mi appare un video di un’altra tizia famosa che promuove dei fazzoletti con il suo marchio che costano venti euro a confezione e leggo migliaia, sì avere capito bene migliaia, di commenti di persone che le chiedono dove poterli acquistare! E in quel momento ho pensato: ma che diavolo è successo alle persone? Ecco vi ricordate la famosa tuta del pentimento della Ferragni andata a ruba in ventiquattro ore? Qua non si tratta di superficialità e neanche di stupidità, ma è come se la gente fosse proprio rincretinita.
Ma c’è un’altra cosa che voglio dirvi, e probabilmente ad alcuni darà fastidio, ma voglio dirvela lo stesso. Perché vedete non ho potuto fare a meno di notare una cosa: la maggior parte delle idiozie, i peggiori articoli di gossip e di pettegolezzi riguardano quasi sempre le donne! E allora mi domando: ma è mai possibile che la stampa non voglia e non possa mai dar voce alle tante donne davvero capaci di questo paese? Che quando si parla di «donne di successo» si finisca sempre con il pescare a piene mani tra i modelli più vuoti e desolanti di sempre?
Si parla tanto di «femminismo» e poi le uniche donne a cui si dà voce vengono sempre dal mondo dello spettacolo e delle televisione!  Ecco, avete mai sentito parlare di Fabiola Giannotti? Di Samantha Cristoforetti? Sono soltanto due donne, l’una alla guida del Cern di Ginevra, l’altra una delle poche astronauta tornata per la seconda volta nello spazio. Queste sono le donne di cui mi piacerebbe leggere! E che dire della Ortese, della Morante e della nostra meravigliosa Deledda? 
Ed è inutile parlare di patriarcato, e iniziare una sorta di guerra contro il genere maschile, che a me personalmente fa rabbrividire, se poi l’università più prestigiosa del paese invita una donna  che ha fatto fortuna grazie a Uomini e donne e che continua a far parlare di sé grazie alla propria idiozia. Nella foto: la celebre Ipazia, matematica, astronoma e grande filosofa. 
Guendalina Middei, 

Ai nuovi lettori: se vi piace ciò che scrivo, è appena uscito «Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera» (Feltrinelli editore) che ho scritto per farvi innamorare della letteratura così come me ne sono innamorata io. Potete leggerne un estratto gratuito qui.

Share Button

AM## UN ABBRACCIO AL COMANDANTE PAOLO STERMIERI.

PAOLO STERMIERI
F104S DEL 51° STORMO CACCIA
IL DISTINTIVO DEL 51° STORMO CACCIA
IL DISTINTIVO DEL 22° GRUPPO DEL 51° STORMO CACCIA
PREGHIERA DELL’AVIATORE

Dopo un breve periodo di malattia Paolo Stermieri è ritornato sulla sua Stella.
Ho un bellissimo ricordo di lui. Affabile e gentile con tutti e mai, ribadisco mai, anche un solo momento sopra le righe. Sono sempre i migliori ad andarsene.
Ciao Paolo, un caro abbraccio a Te…Cacciatore di Stelle.
Aldo Rossi

Share Button

LA LEGGENDA DELL’AMORE CIECO.

Ros Manassero
Tanto tempo fa la Follia decise di invitare tutti i sentimenti a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
Si gioca a nascondino?
Nascondino? Che cos’è? – domandò la Curiosità.
Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, comincerò a cercarvi e il primo che troverò sarà il prossimo a contare.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia, che rimasero a guardare in disparte.
1,2,3,…la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, impacciata come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse festosamente in mezzo al giardino, non curante di un vero e proprio nascondino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’Invidia, ovviamente, si unì all’Orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un grande masso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era sconfortata vedendo che la Follia era già a novantanove.
Cento! – gridò la Follia – Adesso verrò a cercarvi!
La prima ad essere trovata fu la curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire
per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio.
E così di seguito furono scoperte… la Gioia, la Tristezza, la Timidezza e via via tutti gli altri.
Quando tutti finalmente si radunarono, la Curiosità domandò:
Dov’è l’Amore?
Nessuno l’aveva visto. Il gioco non poteva considerarsi concluso, così la Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, lungo il fiume, sotto le rocce… ma dell’Amore, nessuna traccia.
Setacciando da tutte le parti, la Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare tra i rami spinosi, quando ad un tratto sentì un lamento…
Era l’Amore, che soffriva terribilmente perché le spine gli avevano appena perforato gli occhi.
La Follia non sapeva che cosa fare, si scusò per aver organizzato un gioco così stupido,
implorò l’Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile arrivò fino a promettergli che l’avrebbe assistito per sempre.
L’Amore rincuorato, accettò la promessa e quelle scuse così sincere.
Così da allora: l’Amore è cieco e la Follia lo accompagnò sempre…
(Autore Anonimo)
(Dal Web)

Share Button