SEN. GIULIO TERZI (Fratelli d’Italia) – Da un suo post su FaceBook del giorno 05.6.2026.

Di seguito il suo post:

Potrebbe essere un'immagine raffigurante calcio e football

Giulio Terzi

otdronSpesl8ihl0hg16006g942c423 huug48u3a51h86tmgi1haclciu01 ·#RUSSIA: ECCO I PREOCCUPANTI INDICATORI DEL DECLINO DI UN #REGIME…Cari amici della community, siamo alle porte del week-end, i ritmi si rilassano un poco, e stasera mentre dagli uffici del #Senato della Repubblica tornavo verso casa, riflettevo su alcuni indicatori apparentemente “secondari”, cartine di tornasole che rivelano – quanto meno a una persona dotata di onestà intellettuale – quanto la governance del regime totalitarista #putiniano stia mostrando la corda…Qualche nota di contesto. La più grande banca russa, #Sberbank, stima che l’economia russa crescerà quest’anno – nonostante le impennate del prezzo del petrolio – solo dello 0,5-1%, con un’inflazione in crescita che arriverà al 6-6,5%, e nel 2021 – anno precedente all’invasione – le spese militari della Russia ammontavano a 65 miliardi di dollari, pari al 3,6 per cento del PIL, mentre l’anno scorso hanno raggiunto i 190 miliardi di dollari, pari al 7,5 per cento del PIL: nonostante questo, l’esercito Russo – vantato all’epoca come il 2° convenzionale al mondo – è *impantanato da 4 anni nel Donbass*, con progressi davvero minimamente significativi. Infine, la Borsa russa è l’unica al mondo che non cresce, e persino il presidente Vladimir #Putin ha ammesso che le cose non stanno andando come dovrebbero, chiedendo (cito testualmente) alla sua squadra di spiegare “perché la traiettoria degli indicatori macroeconomici è attualmente al di sotto delle aspettative”.Ma non è su questi indicatori madro-economici che stavo riflettendo questa sera. Al di là delle tristi vicende Ucraine, e del vergognoso accanimento di #Mosca contro scuole, ospedali e altre infrastrutture civili di #Kiev, ci sono alcuni “dettagli” che letti in controluce sono rivelatori di *un regime che sta stringendo le fila con rabbia*, nel tentativo di “tenere insieme le cose”: è successo molte volte nella storia, ed è tipico dei regimi #totalitaristi in declino, che sentono sfuggirgli di mano il potere (anche solo per il calo del consenso tra i cittadini, specie le giovani generazioni) e quindi stringono sempre di più la morsa per cercare di restare a galla.La *guerra temporale cognitiva* promossa convintamente dal presidente #russo ha portato alla chiusura (ufficialmente “temporanea”, che dura però da 2 anni…) del museo GULAG sulle atrocità dell’Unione Sovietica, contemporaneamente all’inaugurazione di vari nuovi busti di #Stalin, che torna – ed è surreale – ad essere celebrato dal #Cremlino come un “padre della Patria”, e alla sistematica sparizione di placche in onore alle vittime politiche del regime #sovietico, prima sparse per #Mosca. Una riscrittura della storia che Putin sta portando avanti da anni, convinto com’è dell’opportunità propagandistica di riaffermare il concetto neo-imperialista di “Grande madre Russia”, utile per aggregare il consenso interno e tener buona l’opinione pubblica. Nel contempo, qualche tempo prima il tribunale di #Mosca – com’è noto “politicamente orientato” dal #Cremlino come in ogni dittattura che si rispetti – aveva ordinato la chiusura definitiva del Centro #Sakharov, un’importante organizzazione per la difesa dei diritti umani russa che prendeva il nome dal fisico e attivista Andrei Sakharov, uno dei più famosi dissidenti nella storia dell’#URSS e anche vincitore di un premio #Nobel per la Pace. Prima ancora, Putin aveva fatto chiudere i battenti al Gruppo #Helsinki di Mosca, la più longeva organizzazione per la difesa dei diritti umani presente in #Russia, e a “Memorial”, altra nota organizzazione per la difesa dei diritti umani e dei cittadini, nata in occasione del crollo del muro di #Berlino con l’obiettivo di *preservare la memoria delle vittime delle repressioni comuniste*, in particolare quelle dei #gulag, i campi di lavoro forzato dove si stima che tra il 1930 e il 1953 furono imprigionati quasi 20 milioni di oppositori politici. Viva l’impero sovietico, quindi, e abbasso qualunque libera manifestazione di dissenso a favore dei diritti umani…Stante la necessità di tentare di uscire dall’isolamento internazionale causato dalla scellerata invasione dell’Ucraina, Mosca è anche stata la prima capitale al mondo a riconoscere ufficialmente il governo dei #talebani come legittima autorità dell’#Afghanistan, rimuovendo il movimento dalla lista delle organizzazioni terroristiche e stringendo accordi strategici con #Kabul: gli stessi Taliban che son tornati a relegare le donne nelle case, vietandogli di partecipare alla vita pubblica, di votare, di andare al cinema, di iscriversi all’università, etc (dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…). Il regime #moscovita si occupa anche attivamente di censura: Светлая полоса (“Striscia di luce”) è un singolo pubblicato nell’ottobre 2024 dal rapper russo #NoizeMC (al secolo Ivan Alekseev). Il testo affronta la desolazione sociale e l’oscurità politica nel Paese, e si aggrappa alla speranza di un futuro migliore. Il ritornello recita: “Credo che ci sarà una striscia di luce in questa oscurità impenetrabile”. A causa delle posizioni critiche verso il Cremlino di Noize MC, la canzone è diventata un inno di resistenza e la sua esecuzione è stata quindi *severamente punita*, al punto che anche solo cantarla in pubblico può costare il carcere per “discredito delle istituzioni” (!), e artisti e musicisti di strada che l’hanno suonata sono infatti stati arrestati. Come ci dimostra la storia, quando un sistema politico inizia a *prendersela con gli artisti*, è davvero sulla via del tramonto, eroso dall’interno da una *rabbia cieca* che tenta di schiacciare i più deboli ed ogni tipo di dissenso per cercare di “restare a galla”.Per gli stessi motivi (prendersela con i più deboli aiuta a stringere la morsa sulla società civile) è pessima la situazione della comunità #gay in Russia: vietato anche solo parlare di omosessualità *tra adulti consenzienti* online, su radio e in TV, perché, cito testualmente dalle dichiarazioni dei politici russi vicini a Putin, “i bambini potrebbero esserne negativamente condizionati” (si può diventare gay ovviamente respirando dell’aria malsana o ascoltando un discorso in televisione…). Uno studente di 13 anni è stato perseguito penalmente, ad esempio, per aver pubblicato online la bandiera arcobaleno e averla mostrata a dei compagni di classe, dopo che la Polizia del regime ha aperto un procedimento contro di lui per “esposizione di simboli estremisti”, mentre un tribunale russo ha dichiarato “organizzazione terroristica” il Russian LGBT Network, ONG che si occupa dei diritti delle minoranze gay: com’è noto, la storia del mondo è densa di attentati terroristici portati avanti a colpi di pailettes e spray colorati…Potrei continuare a lungo, citando altri esempi e fatti analoghi, ma penso di aver reso l’idea. Tutto ciò suscita sentimenti contrastanti: qualcuno sorride per questi atteggiamenti a metà strada tra il ridicolo e l’aggressivo, lontani anni luce dallo spirito libertario che regna in #occidente, altri giustamente si preoccupano: come ci insegna la storia di molte dittature giunte al termine della loro parabola, aggrappate alla necessità di “mantenere la società in ordine” al fine di poterla controllare meglio, la situazione può degenerare facilmente, e il carcere, la tortura e la morte possono essere dietro l’angolo…Ora DITE LA VOSTRA, e, con l’occasione, buon imminente weekend!
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

La mia risposta al post di cui sopra:

“ORA DITE LA VOSTRA”.
Sarò diretto. Lei ha utilizzato più di 1100 parole per una presentazione patetica, insignificante, scontata, ripetitiva e farcita di luoghi comuni. La sua sembra una logora velina vetero-comunista anni ’50 copiata, adattata e trasferita ai nostri giorni. A lei difetta anche la capacità di esprimere una presentazione in forma sintetica, efficace e soprattutto convincente. Sarebbero state sufficienti da parte sua, anche 1000 parole in meno per dire il nulla che lei si era proposto di dire.
Lei, però, si è ben guardato dall’affrontare i veri problemi che affliggono l’Umanità intera e quindi anche l’Italia…il genocidio in Palestina, il proditori attacchi militari all’Iran e al Venezuela e le evidenti e ripetute violazioni del diritto internazionale da parte di Israeliani e Americani. Lei, in merito, non ha inteso spendere una sola parola per spiegare anche la palese complicità italiana nel rifornire di armi micidiali taluni teatri di guerra.
Il suo problema è solo Putin…! Sic itur ad astra.
Tanto le dovevo, per onestà intellettuale e…su sua esplicita richiesta.
Aldo Rossi

AutoreGiulio TerziAldo Rossi grazie per la critica. Invece in relazione a quanto ho scritto nel Post e ai fatti li riportati come commenta?

Aldo RossiGiulio Terzi mi perdoni senatore ma da parte mia non sono degni di un commento. Confido nella sua comprensione.

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