16 NOVEMBRE 2015
“Schützen-Alpini, ancora scintille” – Quotidiano di Trento “l’ADIGE” lunedì 16 novembre 2015 pag.14
QUESTA LA MIA RIFLESSIONE. Domenica 15 novembre, gli Schützen hanno tenuto, nelle vie del centro della città di Trento, una cerimonia commemorativa dei caduti austroungarici della Grande Guerra. Sin qui nulla di male. Il disappunto nasce, però, quando questi signori, nell’ambito dei loro ormai logori e lugubri rituali, si permettono di infangare il Sacrificio, l’Onore e la Dignità dei 650.000 Caduti Italiani sul fronte della Grande Guerra. L’italianità di queste terre, un tempo facenti parte dell’impero austroungarico, è stata definitivamente sancita, in modo inconfutabile, nel trattato di pace di S. Germain-en-Laye il 10 settembre 1919 che ha posto il confine al passo del Brennero. Il capitano della compagnia del tesino Claudio Tessaro, parlando ieri a Trento, ai paramilitari armati di una quindicina di compagnie, ha rimarcato la contrarietà degli Schützen all’adunata che le Penne Nere intendono fare a Trento nel 2018 per ricordare la fine della Grande Guerra. Gli Alpini Italiani, secondo Tessaro, non devono fare la loro adunata a Trento perché detta manifestazione offenderebbe la sensibilità degli Schützen tirolesi. Chi sono gli Schützen per impedirci di fare quello che vogliamo a casa nostra? Quando l’8 e il 9 agosto scorso gli Schützen hanno posizionato ben 74 croci in acciaio lungo tutto il vecchio confine austroungarico, si sono forse preoccupati di rispettare la sensibilità degli Italiani? Cari Schützen, nessuno intende negare la vostra esistenza e la vostra storia ma voi dovete rimanere al vostro posto. Certo fa piacere sapere che ieri abbiate sfilato per le vie di Trento con i vostri stendardi listati a lutto per l’eccidio di Parigi. Non mi sembra, però, abbiate manifestato la stessa solidarietà quando, negli anni ’60, qualcuno aveva fatto saltare in aria alcuni Soldati Italiani comandati in servizio in Trentino Alto Adige. Questa è Storia! Se avete la memoria corta, chiedetelo ai vostri padri e ai vostri nonni. “L’ISIS”, noi lo abbiamo avuto in casa per una decina di anni. Vogliamo forse costruirne uno nuovo in chiave asburgico-nazista?
Aldo Rossi

