LA STORIA DELL’ORSO. Liberamente tratto da un racconto di Romano Oss.

Postato su dicembre 8th, 2009 da Aldo.
Categorie: POESIA.

Romano Oss dedica questo suo racconto ai “bambini” di tutte le eta’ .

Una volta, in un tempo molto, molto lontano, uomini e orsi erano fratelli e vivevano assieme felici nei boschi. L’orso era l’animale più forte, considerato il re della foresta e tutti gli animali lo obbedivano. L’uomo, diversamente dall’orso, era sempre molto curioso e voleva sapere che cosa ci fosse sulle montagne, al di la del mare, dentro le profonde grotte della Terra, ma l’orso non capiva questa curiosità: “Qui ci sono le bacche, ci sono i funghi, gli alberi e la pace, perché curarsi del sapere che c’è altrove?” Così diceva l’orso al suo fratello uomo e lo guardava con compassione e tristezza perché sapeva che quella sua inquietudine lo avrebbe portato ad allontanarsi dalla foresta e a trovare delusione e infelicità, ma così era, e l’orso sapeva benissimo che non avrebbe potuto cambiare le cose. E un bel giorno l’uomo abbandonò la foresta, salutò l’amico orso e incominciò a costruire le città dove iniziare la sua nuova vita, cambiando le abitudini e i modi di vivere, ma anche se gli orsi non seguirono gli uomini, l’amicizia e il rispetto non vennero mai meno, gli orsi abitavano i boschi e gli uomini abitavano le città. La vita di uomini e orsi prese sentieri diversi, ma spesso si incrociò, alcuni orsi abbandonando la foresta tornarono a vivere con gli uomini e anzi divennero forti guerrieri come il valoroso re Artù, un re orso che portò la pace nelle terre dei Celti. Con il passare del tempo anche le abitudini di uomini e orsi cambiarono, e gli antichi fratelli si frequentarono sempre meno; all’inizio dell’inverno gli orsi incominciarono ad andare in letargo, mentre gli uomini sempre più impegnati nelle loro nuove attività, lontane dal mondo della natura, continuavano la loro vita sempre più indaffarati, ma non dimenticavano i fratelli orsi e ai primi di novembre quando questi se ne andavano a dormire per il riposo invernale gli uomini li salutavano dai loro paesi e villaggi organizzando grandi feste per salutare il riposo del più forte della foresta. Quando poi, in primavera, gli orsi si svegliavano ai primi di febbraio, gli uomini accoglievano la loro uscita dalle grotte accendendo grandi fuochi sulle montagne. Gli uomini poi dedicarono all’amico il nome di due costellazioni così che marinai possano trovare la strada di casa osservando i due grandi orsi del cielo, l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore. Poi vennero i Santi. Quando i predicatori del cristianesimo raggiunsero i luoghi di montagna si spaventarono vedendo che quelle popolazioni di montagna vivevano senza conoscere la verità del vero Dio e che anzi, veneravano e adoravano l’orso. Il problema non era di facile soluzione anche perché i primi missionari che andarono a predicare la parola della fede contro il re della foresta furono uccisi, divenendo così i primi martiri. Però i cristiani non intendevano essere sconfitti dall’orso e pian piano riuscirono a convincere quelle popolazioni ad accettare la loro religione e a dimenticare quella dell’orso. Così, pur mantenendole, riuscirono a cambiare il nome alle feste: il giorno dell’inizio del letargo divenne la festa dedicata a San Martino, l’11 di novembre, mentre quella del risveglio, il due febbraio divenne la Candelora, in cui la processione delle candele sostituì quella dei fuochi sui monti. Mentre le feste religiose sostituivano gli antichi rituali dedicati all’orso, questi, rattristato dal voltafaccia del suo amico fratello uomo, si ritirò ancora più dentro nel profondo della foresta, ma mantenne il suo dominio come animale più forte e rispettato. Gli uomini pur accettando la nuova religione non dimenticavano il loro grande fratello orso e ancora gli portavano grande rispetto, ma ciò continuava a non piacere ai santi e quindi decisero che anche l’Orso doveva obbedire all’uomo di fede e anzi, doveva essere spodestato dal suo trono. Fu così che molti santi, raccontano le leggende, riuscirono a farsi obbedire dagli orsi: San Colombano riuscì a domare un orso che non voleva cedergli la grotta, San Gallo tolse la spina dalla zampa di un orso e lo trasformò nel suo servitore, un orso al Brennero mangiò il cavallo a San Corbiniano e questi furente costrinse l’orso a portare i suoi bagagli fino a Roma. Infine gli evangelizzatori per far dimenticare completamente l’orso come animale da adorare portarono il leone, come re della foresta, anche se sulle Alpi nessuno aveva mai visto leoni. Così il povero orso, cacciato per la pelliccia, rinchiuso nelle gabbie degli zoo, fatto ballare nelle fiere, divenne sempre più triste e pian piano scomparve dalle Alpi. Per fortuna i bambini hanno sempre avuto fiducia nella sua forza e lo hanno sempre voluto nel letto a difendere il loro sonno. Custode muto di piccoli e grandi segreti, di sogni e desideri, ci accompagna nella faticosa ricerca della nostra identità. Dalle buie caverne del Paleolitico, dai miti antichi e dalle leggende di tutto il mondo è tornato a noi seguendo un filo lungo e antico che non si è mai spezzato. È tornato per farsi guardiano dei piccoli che condividono la sacralità del gioco, così come un tempo gli uomini condividevano i vasti territori di caccia e il buio delle caverne.  

p.s. il 16 luglio 1969 è partito con i compagni Collins, Armstrong e Aldin per il viaggio più importante dell’umanità, Teddy Bear è sbarcato sulla Luna.

Romano Oss e’ docente di Estimo all’Istituto Tecnico per Geometri “Andrea Pozzo” di Trento. Spesso potete incontrare Romano, anche nei reparti pediatrici degli ospedali di Trento dove, con i suoi racconti, riesce a strappare un sorriso alla sofferenza dei bambini ricoverati. Questo suo  racconto trova riscontro storico nelle documentazioni ufficiali dedicate.

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GIOVANI SEMPRE.

Postato su settembre 5th, 2009 da Aldo.
Categorie: POESIA.

La giovinezza non e’ un periodo della vita, e’  uno stato d’animo che consiste in una certa forma di volonta’, in una disposizione dell’ immaginazione, in una forza emotiva; nel prevalere dell’audacia sulla timidezza, e della sete dell’avventura sull’amore per le comodita’. Non si invecchia per il semplice fatto di avere vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandona il proprio ideale. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, la rinuncia all’entusiasmo li traccia sull’anima. 

La noia, il dubbio, la mancanza di sicurezza, il timore e la sfiducia sono lunghi anni che fanno chinare il capo e conducono lo spirito alla morte.

Essere giovani significa conservare a sessanta o settant’anni l’amore del meraviglioso, lo stupore per le cose sfavillanti e per i pensieri luminosi; la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto cio’ che e’  nuovo, il senso del lato piacevole dell’esistenza. Voi siete giovani come la vostra fiducia, vecchi come la vostra sfiducia; giovani come la vostra sicurezza, vecchi come il vostro timore; giovani come la vostra speranza, vecchi come il vostro sconforto.

Resterete giovani finche’ il vostro cuore sapra’ ricevere i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra, da un uomo o dall’infinito.

Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esso si saranno accumulate le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo, e’ solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio avere pieta’ della vostra anima. (Samuel Ullman)

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Dedicata a Eluana Englaro.

Postato su febbraio 5th, 2009 da Aldo.
Categorie: POESIA.

Vita senza vita.
Corpo senza corpo.
Amore senza amore.
Pianto senza lacrime.
Dolore senza dolore.
Pieta` senza pieta`.
Dolcezza senza cuore.
Sole senza calore.
Vita non vita…irraggiungibile prossimita`?!
Stella fra le stelle. 
                                                      (Anna Chiara Frantema)
5 febbraio 2009.

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Il meglio di Te

Postato su giugno 5th, 2008 da Aldo.
Categorie: POESIA.

L`uomo e` irragionevole, illogico, egocentrico:

non importa, amalo.

Se fai il bene, diranno che lo fai per secondi fini egoistici:

non importa, fa` il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi, incontrerai chi ti ostacola:

non importa realizzali.

Il bene che fai forse domani verra` dimenticato:

non importa, fa` il bene.

L’onesta` e la sincerita` ti rendono vulnerabile:

non importa, sii onesto e sincero.

Quello che hai costruito puo` essere distrutto:

non importa, costruisci.

La gente che hai aiutato forse non te ne sara` grata:

non importa, aiutala.

Da` al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate:

non importa, da` il meglio di te.

 

    Madre Teresa di Calcutta

 

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Se potrò

Postato su giugno 5th, 2008 da Alessandro.
Categorie: POESIA.

Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido…
non avrò vissuto invano.

Emily Dickinson

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Preghiera dell’Aviatore

Postato su gennaio 11th, 2008 da Aldo.
Categorie: POESIA.

Dio di potenza e di gloria che doni l’arcobaleno ai nostri cieli noi saliamo nella Tua luce per cantare, col rombo dei nostri motori, la Tua gloria e la nostra passione.
Noi siamo uomini ma saliamo verso di Te dimentichi del peso della nostra carne, purificati dei nostri peccati.
Tu, Dio, dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile per portare, ovunque Tu doni la luce, l’Amore, la Bandiera, la Gloria d’Italia e di Roma.
Fa, nella pace dei nostri voli, il volo più ardito, fa, nella guerra, della nostra forza la Tua forza, o Signore, perché nessuna ombra sfiori la nostra terra.
E sii con noi come noi siamo con Te.
Per sempre.

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Tramonto

Postato su gennaio 3rd, 2008 da Aldo.
Categorie: POESIA.

Profumi d’oriente…
voci di terre lontane…
leggiadri colori danzano al vento come farfalle…
preghiere sublimi di un dì che…
per sempre…ci lascia!

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                                   (Anonimo).

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Terra mia

Postato su gennaio 3rd, 2008 da Aldo.
Categorie: POESIA.

Lucide ombre tremanti…
accarezzano sguardi di terre lontane…
visi segnati dal vento…
e…la lama rivolta ricordi infiniti!

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                                               (Anonimo)

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Signore io non so pregare….

Postato su gennaio 3rd, 2008 da Aldo.
Categorie: POESIA.

Signore io non so` pregare…

ma vengo qui ad accendere un cero.
Lo riconosco, non è una grande cosa, è quasi nulla…
Ma è un segno!
Il segno che io voglio rimanere alcuni istanti
in silenzio, vicino a Te.
Ti offro la fiamma viva di questo cero.
So che ciò che è necessario alla mia vita, ogni giorno,
mi viene da Te.
Non so dove sei….ma so che ci sei.

                                                    (Anonimo)

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No more time

Postato su gennaio 3rd, 2008 da Aldo.
Categorie: POESIA.

No more time for living…
No more time for dreaming…
No more time for loving…
No more time..!
Time without time?

aviatore.jpg

                             (Anonimo)

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