ADUNATA ALPINI TRENTO 11 MAGGIO 2018 – ATTENTATI SULLE LINEE FERROVIARIE DEL BRENNERO E DELLA VALSUGANA.

Postato su maggio 13th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

Il primo attentato è avvenuto oggi sulla linea ferroviaria del BRENNERO poco prima di Salorno, proprio dove inizia la Provincia Autonoma di Bolzano. Gli altri due sono avvenuti sulla linea ferroviaria della VALSUGANA terra dove, notoriamente, la presenza degli Schützen sudtirolesi è molto marcata. Le nostre autorità locali hanno tentato di minimizzare il tutto asserendo che quanto successo è opera di qualche goliardico gruppuscolo di anarchici locali. Chi vogliono prendere in giro? I sudtirolesi avevano, in verità, ancora a suo tempo, lanciato le loro invettive e le loro esplicite minacce per l’organizzazione dell’adunata degli Alpini a Trento in concomitanza della commemorazione del centenario della fine della Grande Guerra. La verità è che questi che loro chiamano gesti irresponsabili di piccoli gruppi anarchici, sono in realtà dei veri e propri atti terroristici intesi a disconoscere l’Italianità di questa Terra. Ribadisco, ATTI TERRORISTICI stile anni ’60 quando il BAS* dispensava morte e distruzione in tutto l’Alto Adige. In quegli anni abbiamo avuto 350 attentati alle linee ferroviarie, alle linee elettriche e alle infrastrutture, con ben 31 morti e 50 feriti fra militari e civili italiani.  VAE VICTIS…!

 

*BAS Befreiungsausschuss Südtirol – Comitato per la liberazione del Sudtirolo


TGR3 RAI TRENTINO ALTO ADIGE 11 MAGGIO 2018

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TRENTO ADUNATA DEGLI ALPINI 11-12-13 MAGGIO 2018 – L’ENFASI RETORICA e LE IMBARAZZANTI COMPLICITA’

Postato su maggio 9th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

Tutte le parole riportate in colore giallo ocra sono interattive. Con un semplice click comparirà il soggetto sotteso che potrete scaricare anche sul vostro computer personale.

Il raduno nazionale degli Alpini è sempre occasione di grande festa e di coinvolgimento emotivo della popolazione. Gli Alpini rappresentano una solida compagine esponenziale di veri valori etici e morali. Onore al merito. Ciò premesso urge, però, fare alcune importanti puntualizzazioni di carattere politico-funzionale che riguardano i livelli dirigenziali non solo dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) ma di tutte le Associazioni D’Arma e di tutte quelle Istituzioni che dovrebbero avere a cuore il dettato della nostra Carta Costituzionale e dei valori fondanti della nostra Nazione. L’anno 2018 consegna alla Storia il primo secolo dalla fine della Grande Guerra, quel lugubre proscenio dove ha trovato rappresentazione l’acme dell’umana follia dei primi del ‘900. L’errore in cui spesso siamo indotti, però, è quello di volere, talvolta pretestuosamente, vedere e giudicare quel triste e funesto periodo storico, con gli occhi di oggi. Questa non è solo pratica di una palese e profonda ignoranza ma è anche dimostrazione di un’evidente superficialità, banale e sbrigativa che vede non di rado persone, poco accorte, assurgere al rango di “giudici della Storia”. A quasi un secolo dalla fine della Grande Guerra, in Trentino Alto Adige, I VINTI, non si sono ancora rassegnati alla sconfitta. Mi riferisco alla popolazione di lingua tedesca di questa regione e ai folcroristici gruppi armati delle Compagnie Schützen che non perdono mai occasione per lanciare al territorio le loro subdole provocazioni revansciste. Vogliamo fare un piccolo elenco? 1) Le azioni terroristiche dei Altoatesini negli anni ’60, hanno avuto per l’Italia, un elevato costo in termini di vite umane: 33 morti e 350 feriti fra i militari e i civili. 2) I Sudtirolesi, si sono prodigati più volte, in azioni di palese vilipendio al nostro Tricolore, nella più totale indifferenza delle autorità militari e politiche locali e nazionali. C’è anche chi ha avvolto dello “sterco” nella nostra Bandiera! 3) Nell’agosto 2015, nell’indifferenza generale, potendo contare anche sulla compiacente complicità di parte del sistema mediatico, sono riusciti a piantare, in territorio italiano, lungo tutto il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio alte più di due metri. Il posizionamento di tali croci non  era inteso alla commemorazione di tutti i caduti, come qualche cialtrone sostiene, ma solo dei loro caduti Sudtirolesi. Hanno voluto marcare il territorio come solitamente fanno gli animali. 4) Hanno invaso tutti i Comuni dell’Alto Adige con le scritte “L’Alto Adige non è Italia” e nessuno ha detto una sola parola di biasimo. 5) Hanno preteso l’abolizione della lingua italiana da tutta la toponomastica dei sentieri di montagna e di buona parte di quella cittadina. 6) Hanno fatto togliere da tutta la documentazione ufficiale della Pubblica Amministrazione della Provincia Autonoma di Bolzano  il termine “Altoatesino perché ritenuto, da loro, d’impronta fascista. 7) Hanno provveduto a “depotenziare” buona parte dei monumenti storici di Bolzano compreso il Monumento alla Vittoria. Anche qui, nel silenzio più totale delle Autorità italiane. Per carità di patria, con l’elenco delle nefandezze, ci fermiamo qui. A me non fanno paura i rigurgiti del revanscismo altoatesino di lingua tedesca, mi fa molta più paura l’indifferenza, l’apatia e la complicità degli Italiani. In merito al comportamento e alla “ostentata indifferenza” delle Autorità politiche e militari locali e nazionali esprimo il mio più totale disappunto. Sul fronte della Grande Guerra e, quindi, anche sulle montagne del Trentino Alto Adige, sono caduti 650mila Soldati Italiani che non chiedono vendetta ma esigono il riconoscimento della loro sofferenza e del loro sacrificio. Questo nel massimo rispetto per i Caduti sul fronte opposto. In Trentino Alto Adige sono state pochissime le voci che hanno tentato di stigmatizzare e richiamare l’attenzione sui sopracitati subdoli comportamenti, mirati unicamente al sabotaggio della pacifica convivenza fra la Comunità di lingua italiana e la Comunità di lingua tedesca. Chi avrebbe dovuto reagire, parlare e non lo ha fatto, ha già cominciato a pagarne il conto anche in termini politici. L’assenza di veri e consolidati valori di riferimento condivisi ci propongono, quindi, come unica chance, i frutti della cultura nichilista, eterodiretta del ’68 che permea e modella le menti e alimenta il menefreghismo e l’apatia delle persone incapaci di guardare alla Storia con il necessario distacco e la dovuta sensibilità. La Bandiera è un simbolo sacro e non deve MAI strisciare per terra, qualcuno lo dica anche al presidente Sergio Mattarella. L’apatia e la tolleranza sono le ultime “virtù” di una società morente, anzi forse già morta.  A chi avrebbe dovuto parlare e non lo ha fatto mi limito a dire: lasciate perdere le parole e la retorica vuota e imbarazzante dei vostri discorsi ufficiali e insegnate invece a tutti, prima a voi stessi, a portare rispetto a chi oltre 100 anni fa ha donato la sua vita e la sua giovinezza, su queste nostre montagne. Ai “tirolesi” dico: VAE VICTIS…!
Aldo Rossi
TRENTO

Ps: vi invito a fare anche un giretto per Trento e per le valli trentine. Osservate quante bandiere sono esposte in modo non corretto. L’art.12 della nostra Costituzione spiega molto bene come deve essere presentato il Tricolore. Una Società che non conosce e che ripudia i suoi valori fondanti è una Società perduta.

* Per chi volesse saperne di più sulle nefandezze dei “tirolesi” nel corso di questi ultimi anni, propongo questo link:
http://www.rossialdo.com/a-cento-anni-dalla-fine-della-gra…/

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A CENTO ANNI DALLA FINE DELLA GRANDE GUERRA: LA POLITICA, LA RETORICA E L’IMBECILLITA’.

Postato su febbraio 6th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

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INTRODUZIONE

Dopo la fine della Grande Guerra, alla Conferenza di pace di Parigi, con il Trattato di Saint Germain En Laye del 10 settembre 1919 e a seguito della creazione della nuova situazione geopolitica, l’Austria dovette cedere all’Italia anche il Trentino e l’Alto Adige fino al passo del Brennero (foto 1  foto 2  foto 3) Queste foto sono state scattate da mio Padre nel 1926. Seguirono anni assai difficili per quelle Terre e in Alto Adige, in particolare, fu condotta dal Governo Fascista una pesante e profonda azione di italianizzazione. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’Accordo di Parigi del 1946 De Gasperi-Gruber, è stata sancita la sovranità italiana sull’Alto Adige. E’ stata conferita autonomia amministrativa alle province di Trento e Bolzano con ampi ambiti di competenza e di autogoverno e furono istituite una serie di misure volte alla tutela della minoranza di lingua tedesca. In seguito, nel 1948, è nato il primo Statuto di Autonomia per il Trentino Alto Adige. Nel 1959 la questione altoatesina fu condotta e trattata anche in sede ONU al fine di trovare una soluzione alle divergenze esistenti in merito all’applicazione del Accordo di Parigi De Gasperi-Gruber. Il problema si trascinò, così, fino ai primi anni ’60 che conobbero l’acme del lugubre e nefasto terrorismo secessionista altoatesino. Negli anni ’60 vi furono ben 361 attentati dinamitardi con 31 morti e 57 feriti fra i militari e i civili Italiani caduti vittime del terrorismo nazista altoatesino (CIMA VALLONA, MALGA SASSO). Io stesso, studente pendolare a Trento, in quegli anni, sono miracolosamente scampato a un attentato al deposito bagagli della stazione ferroviaria di Trento. Fra il 1962 e il 1969 nacque, poi, il cosiddetto “Pacchetto per l’Alto Adige” rappresentato da un provvedimento elaborato dai governi italiano e austriaco per l’attribuzione  dell’autonomia politica e linguistica dell’Alto Adige. Nel 1972 fu, quindi, prodotto il secondo Statuto di Autonomia in base al quale coesistono tutt’oggi, in modo pacifico, anche se non esente da tensioni, le popolazioni di lingua italiana, di lingua tedesca e di lingua ladina. Oggi la popolazione del Trentino Alto Adige supera di poco il milione di abitanti con una leggera prevalenza numerica per gli abitanti dell’Alto Adige. Stando ai dati (2015) della Ragioneria Generale dello Stato, per ogni cittadino altoatesino lo Stato italiano spende 8864 euro all’anno; per ogni cittadino trentino l’importo annuale è di 7638 euro mentre la media a livello nazionale è di circa 3600 euro anno (Quotidiano di Trento “TRENTINO” 1 febbraio 2016). Io non sono un economista ma vorrei tanto saper leggere dietro le palesi evidenze di queste cifre. Anche in passato, molti politici italiani, hanno fanno esplicito riferimento ai modelli di governo delle due Provincie Autonome di Trento e di Bolzano auspicando l’esportazione degli stessi a tutta la realtà politica italiana ma chissà perché, però, questi “efficientissimi modelli esportabili” non sono mai riusciti a superare nemmeno lo snodo autostradale di Trento sud. Trentino Alto Adige oasi di pace, di serenità, di tranquillità, di benessere e di efficienza? Non è tutto oro ciò che luccica! Io vivo in provincia di Trento ma vi posso assicurare che l’aspetto burocratico-funzionale di taluni uffici provinciali richiama alla memoria l’eccellente funzionalità della burocrazia borbonica. I numerosi U.C.A.S. (Uffici Complicazioni Affari Semplici) sparsi su tutto il territorio ne sono una dimostrazione. La grande imprenditoria trentina, come peraltro riportato anche in autorevoli ambienti, non conosce il rischio d’impresa: finti imprenditori incapaci di scelte coraggiose e di guardare oltre. I  privilegi (loro li chiamano vantaggi!) e “l’assistenzialismo mirato” (loro lo chiamano solidarietà!), due tipicità inconfutabili dei suddetti modelli, si fermerebbero definitivamente non oltre la stretta di Borghetto, ovvero solo qualche chilometro a sud di Trento.  Assieme ai “modelli esportabili” dovrebbero, infatti, essere trasferiti anche i due “Principi regnanti” con le loro corti di vassalli, valvassini, valvassori, giullari, menestrelli, saltimbanchi, nani, ballerine e dame di compagnia. I servi della gleba rimarrebbero necessariamente a casa. La piccola vera e sana imprenditoria locale, infatti, “antiparassitario” per eccellenza, non troverebbe posto sulle carrozze dell’allegro  convoglio perché essa é completamente sconosciuta ed estranea agli “efficientissimi modelli” da esportazione. Lascio al lettore le considerazioni e le riflessioni del caso. Dopo questa cruda e sommaria rappresentazione della realtà politico sociale del Trentino Alto Adige è doveroso introdurre, quale oggetto specifico di questo post, anche la delicatissima problematica relativa al corpo paramilitare   armato degli SCHÜTZEN che sono suddivisi in circa 400 Compagnie sparse su tutto il territorio delle due Province Autonome di Trento e di Bolzano. Da evidenziare e stigmatizzare fermamente il fatto che ogni Schütze dispone di una carabina Mauser 98K (foto4 foto5), arma già in dotazione ai militari tedeschi della Vermacht e alle più tristemente note S.S. di Adolf Hitler. Dette carabine, considerate armi di “interesse storico”,  sono tutt’oggi utilizzate dagli Schützen per sparare a salve durante le cerimonie ma è sufficiente cambiare il tipo di cartuccia per trasformarle in micidiali strumenti di morte!                                         TGR Trentino AltoAdige 8 dicembre 2015 ore 19.35

Aldo Rossi

SCHÜTZEN: CHI SONO? COSA VOGLIONO? Per circa quattro secoli, dal 1511 al 1918, gli Schützen sono stati una milizia volontaria asburgica che aveva il compito di difendere il Tirolo. Il “Tirolo storico” comprende le Terre che oggi costituiscono il Tirolo austriaco, l’Alto Adige e il Trentino. Il Corpo degli Schützen fu riconosciuto ufficialmente nel 1700, sotto il regno di Leopoldo I d’Asburgo. Per il ruolo avuto nella Grande Guerra, specie contro i nostri Alpini, nel 1917 gli Schützen ottennero il titolo di “Bersglieri Imperiali”. Oggi gli Schützen sono suddivisi in circa 400 (quattrocento) Compagnie che, di folcroristico, hanno ben poco. Sono migliaia di uomini armati ognuno con la micidiale carabina Mauser 98K che rappresenta uno dei simboli dell’oppressione in Europa nel secolo scorso. Nei giorni 8 e 9 agosto 2015, con l’Italia in piena ipnosi ludico vacanziera, questi “signori”, hanno posizionato sulle nostre montagne, lungo tutto il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio cor-ten ad altissima resistenza (fotofoto2), a ricordo non di tutti i caduti ma solo dei loro caduti. I giorni prescelti sono frutto di un’azione mirata e vile che ha anche potuto fruire di un silenzio mediatico pressoché totale. La verità è che con l’apposizione di quelle croci, lungo tutti i 400 km del vecchio confine austroungarico, gli Schützen hanno voluto in realtà marcare il territorio così come solitamente fanno gli animali. E’ bene ribadire che quelle croci NON sono a ricordo di tutti i caduti, come qualche infido ciarlatano vorrebbe farci credere, ma ricordano solo i loro caduti (targa su ogni croce). Su quelle croci, infatti, è stato scritto in modo inequivocabile e in ben quattro lingue: “IN RICORDO DEI NOSTRI STANDSCHÜTZEN TIROLESI“. Come riportava Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera 23 maggio 2015, anche lo storico di lingua tedesca Leopold Steurer, ebbe a dire tempo fa che “Il presente degli Schützen è il loro passato mai rielaborato criticamente. I legami col nazismo mai rinnegati e sempre taciuti“. Sempre Steurer fu durissimo con coloro che rifondarono le compagnie nel secondo dopoguerra: “La maggior parte di quella generazione aveva combattuto da volontario nell’esercito hitleriano. Erano tutti pluridecorati con croce di ferro di prima e di seconda classe” e rincarando ancora la dose, aggiunse anche: “Per tutti gli anni ’80 gli Schützen sono stati in prima fila ai raduni neonazisti“. Le compagnie Schützen sono, quindi, delle vere e proprie pericolose bande armate filo-austriache, con evidenti simpatie paramilitari filo-naziste e finanziate, lautamente, anche con soldi pubblici italiani. Questi “signori” affermano anche spudoratamente che: “Noi Schützen vogliamo solo il bene della nostra Heimat (n.d.r. Patria) La Nostra Patria è quella austriaca“. Il totale rifiuto dell’identità italiana è proprio un bel modo per tentare una riconciliazione e per ricucire ferite ancora aperte a distanza di 100 anni!? Austriaci per opportunità e Italiani per convenienza? Questo chiedetelo ai nostri “politici” di governo che sono disposti a tutto, pur di recuperare anche qualche voto sudtirolese, alla lugubre e sgangherata politica italiana. Il silenzio di tutti coloro che avrebbero dovuto intervenire per impedire di fare posizionare quelle 74 croci sulle nostre montagne è, quindi, un silenzio intriso di funesta complicità. Qualcuno ne dovrà rispondere. I 650MILA SOLDATI ITALIANI, CADUTI 100 ANNI FA SU QUEL TREMENDO FRONTE DI GUERRA, NON CHIEDONO VENDETTA,  CHIEDONO SOLO IL RISPETTO DEL LORO SACRIFICIO E DELLA LORO MEMORIA. Per l’Italia gli Schützen rappresentano un reale pericolo che, ritengo, non sia da sottovalutare. Sarebbe auspicabile una commissione d’inchiesta: abbiamo fra le mani una bomba innescata e 30mila persone armate, intrise di un palese revanscismo nazionalista a  spiccata impronta filo nazista. E’ solo questione di tempo.

Aldo Rossi

NEI GIORNI 8 e 9 AGOSTO 2015, CON UN VILE COLPO DI MANO, GLI SCHÜTZEN DEL TRENTINO ALTO ADIGE HANNO POSTO SULLE CIME DELLE NOSTRE MONTAGNE, LUNGO TUTTO IL VECCHIO CONFINE AUSTROUNGARICO, 74 CROCI IN ACCIAIO A RICORDO DEI LORO MORTI… SOLO DEI LORO MORTI!

QUESTA LA CRONISTORIA

  1. 19 aprile 2015: “CORRIERE DELL’ALTO ADIGE”  La benedizione delle croci in piazza Walther a Bolzano.
  2. 23 maggio 2015: “CORRIERE DELLA SERA” Gian Antonio Stella scrive un bellissimo articolo sugli Schützen.
  3. 18 giugno 2015“l’ADIGE” quotidiano di Trento. “Schützen al lavoro per piantare croci in ricordo dei morti”.
  4. 28 giugno 2015: “l’ADIGE” quotidiano di Trento pubblica una mia lettera di replica all’articolo di cui al punto 3.
  5. 29 giugno 2015: uno Schütze mi minaccia sulla mia bacheca di Facebook e mi manda anche una foto che ritrae suo nonno con Cesare Battisti in catene.
  6. 30 giugno 2015:  disegno di legge presentato dal senatore Franco Panizza, noto reggi coda locale dei fanatici sudtirolesi, per esentare le “armi storiche” degli Schützen, dall’imposizione di riduzione della capacità di fuoco delle armi.
  7. 1 luglio 2015: provvedo a inviare questa lettera ai Media del Trentino Alto Adige, ai Presidenti delle Province di Trento e di Bolzano e ai rispettivi Commissari del Governo. Questa lettera non ha mai avuto risposta.
  8. 24 luglio 2015raccolta firme. Abbandonato da tutti, non demordo e decido di lanciare una raccolta firme a livello nazionale per presentare una petizione al Presidente della Repubblica.
  9. 4 agosto 2015: inviata questa PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. 
  10. 8 e 9 agosto 2015:sono posizionate 74 croci sulle cime delle nostre montagne. Gli Schützen hanno acceso fuochi lungo tutto il vecchio confine austroungarico per poter effettuare anche delle riprese satellitari.
  11. 10 agosto 2015: presento le mie dimissioni. Rimasto completamente solo nella mia battaglia e soprattutto per incompatibilità con gli incarichi da me ricoperti, decido di dimettermi da Presidente Regionale dell’Associazione Arma Aeronautica e da Vice Coordinatore Regionale Forza Italia per il Trentino Alto Adige.
  12. 12 ottobre 2015: il servizio dell’Assemblea del Senato risponde alla nostra petizione.
  13. 17 novembre 2015: interrogazione a risposta scritta. L’On. Ignazio La Russa, unico a raccogliere il mio grido di dolore, presenta in Parlamento un’interrogazione a risposta scritta diretta al Presidente del Consiglio dei ministri.

CONCLUSIONE.    Anche la signora Eva Klotz, ultimamente salita all’onore delle cronache, fa parte degli Schützen. Suo padre Georg Klotz, terrorista altoatesino tristemente noto nei primi anni ’60, è stato uno Schütze della prima ora, dopo avere fedelmente militato nella Vermacht di Adolf Hitler.  Georg Klotz, nei primi anni ’60, fu condannato a quasi 20 anni di detenzione per avere messo a ferro e fuoco tutto il Trentino Alto Adige facendo saltare in aria 37 tralicci dell’alta tensione, alcuni piloni ferroviari e due condotte forzate. Nel 2010, Eva Klotz, il buon sangue non mente mai, è stata accusata di vilipendio alla Bandiera italiana e condannata in prima istanza. Nel mese di gennaio 2016, nel processo di appello è stata assolta. Questa sua assoluzione ha suscitato grande scalpore e sgomento. Anche Guido Rispoli, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Bolzano ha espresso il suo sconcerto in merito a questa sentenza. Nel 2018, però, la Cassazione rimanda il processo in appello e la saga continua. Un Paese che non ha rispetto per i suoi Valori, per i suoi Caduti e per la sua Bandiera è destinato a una sicura decadenza. Il resto è storia dei nostri giorni, che ci aiuta a capire meglio perché Maria Elena Boschi, svendendo la dignità degli Italiani, sia stata candidata nel collegio di Bolzano. Il Trentino Alto Adige e gli Schützen devono molto alla sinistra italiana e la sinistra italiana ha molto di cui vergognarsi. Si tratta di gente senza onore e senza dignità!

Aldo Rossi                                                                 Aggiornato il 06 maggio 2018

INNO DI MAMELI NELLA SUA VERSIONE COMPLETA. All’ultimo capoverso recita così: “SON GIUNCHI CHE PIEGANO LE SPADE VENDUTE…GIA’ L’AQUILA D’AUSTRIA LE PENNE HA PERDUTE…”

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TRENTINO ALTO ADIGE: PD, SVP E MARIA ELENA BOSCHI…UNA VERGOGNA SENZA FINE.

Postato su febbraio 4th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

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AUSTRIACI PER OPPORTUNITA’ E ITALIANI PER CONVENIENZA. Che anche in Trentino Alto Adige, il PD fosse alla frutta lo avevamo capito già da un pezzo ma che arrivasse a proporre candidati esterni alla regione ci sembra quanto meno prassi discutibile e azzardata. Per Maria Elena Boschi, in particolare, serve un seggio blindato, ovvero, dove lei possa avere la certezza di essere eletta. La Fatina dai capelli turchini, bugiardella e ahimè capace di smentire anche se stessa, ha paura di proporre la sua candidatura nel suo territorio, ad Arezzo. I suoi amati concittadini, infatti, in particolare coloro che hanno perso tutti i loro risparmi nella banca dove ancora oggi svolge mansioni da dirigente anche il suo caro papà, la impallinerebbero e la brucerebbero sul rogo. Meglio, quindi, pararsi le auguste chiappe anche perché fare politica, è sempre meglio che lavorare. Cosa c’è di meglio che imporsi in un collegio dove votano solo elettori ubbidienti, timorati di dio, abituati all’autodafé e che non si pongono mai domande? La tipologia ideale dell’elettore rassegnato, ubbidiente ma…furbescamente interessato! La candidatura di Maria Elena Boschi nel collegio uninominale di Bolzano ha colto di sorpresa tutti ma non certo il sottoscritto che conduce da anni la sua convinta battaglia per il riconoscimento dell’Italianità del Trentino Alto Adige. Il Partito Democratico (PD) e la Südtiroler Volks Partei (SVP) hanno sottoscritto, già da tempo, un tacito accordo alle spalle degli Italiani al fine di ricavarne reciproci benefici. Vediamo perché. Gli altoatesini di lingua tedesca non si sono mai sentiti italiani e già da tempo sono impegnati in un’incisiva e capillare azione di demolizione di tutto ciò che rappresenta e caratterizza l’Italianità dell’Alto Adige a cominciare dai monumenti di Bolzano. Questo è avvenuto e avviene con il tacito consenso dei politici italiani, gente senza onore e senza dignità. La sinistra italiana (la destra non è da meno!) e il PD in particolare, non si sono mai opposti a questa palese azione di revisione della Storia e di de-italianizzazione dell’Alto Adige. In Parlamento, infatti, sia la sinistra, sia la destra hanno sempre avuto bisogno dei voti dei parlamentari altoatesini per fare approvare talune loro “leggi truffa”. Questo spiega perché, in Alto Adige, la SVP e gli Altoatesini di lingua tedesca ottengono dai governi italiani, sempre tutto ciò che vogliono. La gravità dei fatti, non sta tanto nelle richieste, sempre mirate, della SVP, ma nel fatto che il governo italiano subisce senza accennare ad alcuna reazione, senza onore, senza dignità e sputando sulla Storia d’Italia e di questa terra in particolare. Non solo non conoscono la Storia ma si permettono di giudicare, con gli occhi di oggi, eventi accaduti circa un secolo fa. Vi invito a leggere il contenuto dei seguenti cinque punti.  1) Il ministro Graziano Delrio (PD), ad esempio, ha autorizzato l’allora presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, ad abolire la lingua italiana dalla toponomastica dei sentieri di montagna (Foto 1 Foto 2). Questo è stato il primo passo che condurrà, inesorabilmente, all’abolizione totale della lingua italiana in Alto Adige; 2) Sempre il ministro Graziano Delrio, è colui che non ha detto nulla quando gli Schützen, i corpi armati paramilitari autonomisti del Trentino Alto Adige, hanno piantato (CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE febbraio 2015) sul suolo italiano, lungo tutto il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio per ricordare solo i loro caduti Sudtirolesi (Foto 3). Per intenderci meglio, è stato Delrio (PD), a consentire ai revanscisti altoatesini di marcare il “loro” territorio come solitamente fanno i cani o gli animali selvatici. Questo nel più completo disprezzo per la sofferenza e per il sacrificio dei Caduti Italiani sul fronte della Grande Guerra; 3) Delrio (PD) è colui che non ha mosso un solo dito, quando il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano ha abolito, da tutta la sua documentazione ufficiale, il termine “altoatesino” perché ritenuto di stampo fascista (CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 1 luglio 2016); 4) Delrio (PD) è colui che non ha mosso un solo dito quando l’Alto Adige è stato ricoperto di cartelli anti italiani con la scritta “L’Alto Adige non è Italia” (foto 4) (foto 5); 5) Delrio (PD) è colui che non ha mosso un solo dito quando Eva Klotz  ha passato la scopa sulla Bandiera italiana: vilipendio al Tricolore! (Foto 6). Per carità di patria ci fermiamo qui.

GLI ELETTI DEVONO ESSERE ESPONENZIALI DEL TERRITORIO SOTTESO.

VACCHE E BUOI DEI PAESI TUOI…!

Last but not least: Maria Elena Boschi verrà SICURAMENTE  eletta nel collegio di Bolzano perché gli elettori altoatesini non sono stupidi e ubbidiranno ciecamente agli ordini di scuderia della SVP e del PD. Questo perché gli Italiani potrebbero presto scoprire che lo Stato Italiano spende annualmente per ogni cittadino altoatesino 8864 euro, per ogni cittadino trentino 7638 euro, mentre la media nazionale è di 3600 euro (dati 2015 – Fonte Ragioneria Generale dello Stato). Tanto costa l’autonomia…alla faccia degli Italiani.

ADESSO CONTINUATE PURE A VOTARE PD!

Aldo Rossi        Trento, 4 febbraio 2018.

 

 

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NOTA DI BENVENUTO.

Postato su gennaio 30th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

BENVENUTO

COME NAVIGARE IN QUESTO SITO. Grazie per avere raggiunto il mio sito. Di seguito, solo qualche nota per muoversi più agevolmente nei suoi meandri. Per iniziare vi invito a cliccare sul menù di destra SITO AGGIORNATO AL In detta  pagina sono presentati in sequenza rigorosamente cronologica, gli argomenti trattati di volta in volta. Sono riflessioni personali che propongo all’attenzione del lettore. Ho i capelli bianchi già da tempo e il mio unico scopo è quello di porre a disposizione di tutti coloro che lo desiderano, la mia esperienza senza artifici, senza infingimenti e soprattutto senza secondi fini. Gli argomenti sono trattati così come nascono, semplicemente digitando sulla tastiera del computer. Cerco di non offendere nessuno anche se, lo riconosco, alle volte il linguaggio che uso è incisivo e diretto. Talvolta scrivo sotto dettatura…del Cuore o della Mente. Sarò lieto di raccogliere le vostre considerazioni, le vostre riflessioni e soprattutto le vostre critiche. Solo chi ci critica ci aiuta a migliorare. Potrete lasciare i vostri commenti direttamente sul sito oppure utilizzare la mia email privata   info@rossialdo.com. Cercherò di rispondere a tutti. All’interno dei vari articoli, tutte le parole riportate in giallo ocra rappresentano un link interattivo, ovvero, un semplice click vi consentirà di visionare il documento sotteso. Sempre sul menù di destra potrete vedere l’indice degli argomenti trattati. Il più interessante e corposo che analizza, in particolare, eventi di cronaca quotidiana è FATTI E MISFATTI. Di contenuto più gradevole, più rilassante e decisamente meno impegnativo è la pagina EMOZIONI che vi suggerisco caldamente. Buona navigazione!

Aldo Rossi 

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L’ALTO ADIGE E’ ANTISEMITA DA SEMPRE MA A NESSUNO SEMBRA INTERESSARE.

Postato su gennaio 26th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

 

IN ALTO ADIGE RIAFFIORA UN PERICOLOSO E MAI SOPITO ANTISEMITISMO. 27 gennaio 2018 ricorre il giorno della Memoria. In tempi assai recenti, nel Comune di Sarentino (BZ), su un terreno privato, sorvegliato da telecamera, è stata collocata una statua monumentale ben visibile anche a tutti coloro che transitano sulla vicinissima strada pubblica. Non è un’opera storica ma contemporanea. Detta statua è dedicata ai Kaiserjäger (Cacciatori Imperiali) caduti per la difesa del Tirolo nel corso della Grande Guerra. Lo sconcerto, però, nasce leggendo la sottostante targa bronzea scritta in caratteri gotici e che rievoca quegli eventi secondo la visione dell’autore e proprietario del monumento. Questa la traduzione della targa:

IN MEMORIA DEI KAISERJÄGER SARENTINESI CADUTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE PER DIO, PER IL KAISER E PER IL TIROLO.

R.I.P.

MORIRONO VITTIME DEL PIU’ GRANDE TRADIMENTO DELLA STORIA PERPRETATO IL 26 APRILE 1915 DAL RE ITALIANO VITTORIO EMANUELE III

E DAL SUO COMPARE E MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI

QUELL’EBREO BARONE LUIGI SIDNEY SONNINO.

 

L’autore stigmatizza espressamente e senza giri di parole:

QUELL’EBREO BARONE LUIGI SIDNEY SONNINO“.

I responsabili delle locali Comunità Ebraiche non dicono nulla, sembra siano molto impegnati nell’importantissima disquisizione sul significato del sostantivo “razza“. Contenti loro, anch’io faccio spallucce.

 

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 26gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA 25 gennaio 2018

 

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ELEZIONI 4 MARZO 2018: L’ALTO ADIGE, LA POLITICA E IL MERCATO DELLE VACCHE…!

Postato su gennaio 25th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

TRENTO, 25 gennaio 2018.

A Bolzano il Partito Democratico impone la candidatura di Maria Elena Boschi e quella del ministro Graziano Delrio? Attendiamo conferme.

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 31 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 30 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 28 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 27 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA TRENTINO 27 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA TRENTINO 26 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 26 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 25 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA NAZIONALE 24 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 24 gennaio 2018

Che anche in Trentino Alto Adige, il PD fosse alla frutta lo avevamo capito già da un pezzo ma che arrivasse a proporre candidati esterni alla regione ci sembra quanto meno prassi discutibile e azzardata. Per Maria Elena Boschi, in particolare, serve un seggio blindato, ovvero, dove lei possa avere la certezza di essere eletta. La Fatina dai capelli turchini, bugiardella e ahimè capace di smentire anche se stessa, ha paura di proporre la sua candidatura nel suo territorio, ad Arezzo. I suoi amati concittadini, infatti, in particolare coloro che hanno perso tutti i loro risparmi nella banca dove svolge mansioni da dirigente anche il suo caro papà, la brucerebbero sul rogo. Meglio pararsi le auguste chiappe anche perché fare politica, è sempre meglio che lavorare. Cosa c’è di meglio, quindi, che imporsi in un collegio dove votano solo elettori ubbidienti, timorati di dio, abituati all’autodafé e che non si pongono mai domande? La tipologia ideale dell’elettore rassegnato, ubbidiente ma…furbescamente interessato! Per quanto riguarda Graziano Delrio, infatti, possiamo affermare che egli rappresenti il prototipo ideale del ministro che la stessa SVP  vuole candidare nel suo collegio di Bolzano ( SVP Südtiroler Volks Partei – Partito Autonomista Sudtirolese). Vediamo perché. Graziano Delrio è quell’esponente PD che, mai una volta, si è opposto alle interferenze e alle azioni di palese revanscismo che, ormai da anni, ha posto in essere la SVP nei confronti degli Italiani e in particolare nei confronti dei cittadini altoatesini di lingua italiana. Chi è Graziano Delrio? 1) E’ colui che ha autorizzato l’allora presidente della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, ad abolire la lingua italiana dalla toponomastica dei sentieri di montagna (Foto 1 Foto 2) che, altro non è che il primo passo per condurre all’abolizione totale della lingua italiana in Alto Adige; 2) è colui che non ha detto nulla quando gli Schützen, i corpi armati paramilitari autonomisti del Trentino Alto Adige, hanno piantato (CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE febbraio 2015) sul suolo italiano, lungo tutto il vecchio confine austroungarico, ben 74 croci in acciaio per ricordare solo i loro caduti Sudtirolesi (Foto 3). Per intenderci hanno marcato il “loro” territorio come fanno solitamente i cani o gli animali selvatici. Questo nel più completo disprezzo del sacrificio dei Caduti Italiani della Grande Guerra; 3) è colui che non ha mosso un solo dito, quando il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano ha abolito, da tutta la sua documentazione ufficiale, il termine “altoatesino” perché ritenuto di stampo fascista (CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 1 luglio 2016); 4) è colui che non ha mosso un solo dito quando l’Alto Adige è stato ricoperto di cartelli anti italiani con la scritta “L’Alto Adige non è Italia” (foto 4) (foto 5); 5) è colui che non ha mosso un solo dito quando Eva Klotz  ha passato la scopa sulla Bandiera italiana: vilipendio al Tricolore! (Foto 6). Per carità di patria ci fermiamo qui. Ci preme, però, stigmatizzare il fatto che i politici italiani di sinistra e di destra, a parte qualche rara eccezione, sono uomini senza onore e senza dignità, non conoscono la Storia e sono disposti a vendere anche la loro madre per ottenere in cambio qualche piccolo vantaggio in termini politici.

GLI ELETTORI SARANNO IN GRADO DI IMPARTIRE UNA SONORA LEZIONE ALLA DIRIGENZA PD? GLI ELETTI DEVONO ESSERE ESPONENZIALI DEL TERRITORIO. VACCHE E BUOI DEI PAESI TUOI.

L’ALTO ADIGE E’ ITALIA, QUALCUNO LO DICA AL PD E A DELRIO…!

I 650MILA SOLDATI ITALIANI CADUTI SUL FRONTE DELLA GRANDE GUERRA NON CHIEDONO VENDETTA, CHIEDONO SOLO RISPETTO PER IL LORO SACRIFICIO E, VI ASSICURO, NON VI FARANNO DORMIRE SONNI TRANQUILLI.

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EVA KLOTZ, VILIPENDIO ALLA BANDIERA ITALIANA: LA CORTE DI CASSAZIONE RINVIA IN APPELLO LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE.

Postato su gennaio 23rd, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

Nel 2010, in occasione dei novant’anni dell’annessione  dell’Alto Adige all’Italia, vennero stampati e affissi in tutta la provincia di Bolzano dei manifesti – “L’Alto Adige non ha bisogno dell’Italia” – che rappresentavano una scopa che spazzava via il tricolore italiano lasciando soltanto i colori bianco e rosso della bandiera sud-tirolese. In primo grado la condanna fu un’ammenda di 3.000 euro per ciascuno dei responsabili fra i quali vi era anche la passionaria Eva Klotz*.  Il 5 ottobre 2016 la Corte d’Appello di Trento, rovesciando completamente la sentenza di primo grado, ha assolto Eva Klotz e compagni in quanto il manifesto incriminato rappresentava un atto di “libertà d’espressione”. In Alto Adige fra i politici italiani (PD),  nessuno disse nulla e solo pochissimi, nel centro destra, si sollevarono difronte a questa scandalosa sentenza. Unica voce veramente autorevole fu, invece, quella del Procuratore di Bolzano Guido Rispoli che si espresse in termini inequivocabilmente fermi e decisi. Fu poi lo stesso Procuratore Generale di Trento a presentare un reclamo mirato che fu prontamente accolto dalla nostra Corte Suprema. Il processo andrà quindi rifatto CORRIERE DELLA SERA ALTO ADIGE 18 gennaio 2018.

Aldo Rossi

*EVA KLOTZ E’ FIGLIA DEL TERRORISTA ALTOATESINO GEORG KLOTZ CHE NEGLI ANNI ’60 FU CONDANNATO A OLTRE 50 ANNI DI CARCERE PER LE VICENDE COLLEGATE ALLE STRAGI IN ALTO ADIGE. ANCHE GEORG KLOTZ, PER NON SMENTIRSI, ERA UNO SCHÜTZE…! A ME NON FANNO PAURA QUESTI PSEUDO TERRORISTI. MI FA MOLTA PIU’ PAURA IL SILENZIO DEI NOSTRI “GOVERNANTI” E LA RASSEGNAZIONE DEGLI ITALIANI. ITALIANI SENZA ONORE E SENZA DIGNITA’…? QUESTA, OGGI, E’ LA REALTA’ DEL TRENTINO ALTO ADIGE. FATE VOI…!

 

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TRENTO DEDICA UNA PIAZZA A VALERIA SOLESIN LA RAGAZZA MORTA IN UNA DISCOTECA DI PARIGI.

Postato su gennaio 23rd, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

Su proposta del capogruppo PD in consiglio comunale di Trento, il 29 gennaio 2018 il sindaco, Alessandro Andreatta, presiederà una cerimonia per l’intitolazione di uno spazio pubblico di Trento a Valeria Solesin. La ragazza, già studentessa della facoltà di sociologia di Trento, è morta nella discoteca Bataclan di Parigi il 13 novembre 2015. Qualcuno mi aiuti a capire per favore. 1) questa ragazza muore ascoltando musica in una discoteca di Parigi; 2) a questa ragazza vengono tributati funerali di Stato in Piazza S. Marco a Venezia; 3) ai funerali partecipano, in forma ufficiale, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Matteo Renzi; 4) l’ultima volta che è stato autorizzato un funerale in Piazza S. Marco è stato nel lontano 1865; 5) a questa ragazza, Venezia ha dedicato anche uno dei suoi ponti.

CHI ERA IN REALTA’ VALERIA SOLESIN…? Non c’erano altri nomi più meritevoli, forse, di essere ricordati? Penso ad esempio alle vittime di Rigopiano e a tutti i soccorritori caduti  in occasione di altri tristi eventi. Cosa c’è dietro questa anomala e frettolosa operazione intesa solo a proporre delle palesi discriminazioni anche fra i morti?

CORRIERE DELLA SERA TRENTINO 25 gennaio 2018

CORRIERE DELLA SERA TRENTINO 23 gennaio 2018

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20 GENNAIO 2018 LAURA BOLDRINI A BOLZANO INVITATA DAI VERDI DELL’ALTO ADIGE.

Postato su gennaio 20th, 2018 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI.

 

Se la signora Laura Boldrini rappresenta il vostro modello politico…auguri! Vedremo cosa racconterete ai vostri figli e ai vostri nipoti fra qualche anno. E’ lei stessa che costituisce la madre di tutte le fake news. E’ stata eletta in un partitino che non esiste più da un pezzo e che, a suo tempo, a livello nazionale, aveva raccolto meno del 3% ovvero nemmeno un milione di voti. La signora, provenendo dal partito del nulla, si è ritrovata, però, per via degli inciuci fra i partiti, a ricoprire la terza carica dello Stato alla faccia degli altri 65 milioni di italiani. Lei non ha mai lavorato e tantomeno conosciuto il rischio d’impresa. Si è solo data da fare in quelle pseudo organizzazioni internazionali che tutto fanno, tranne gli interessi delle popolazioni. Come presidente del Parlamento italiano lei non ha mai rappresentato e tantomeno difeso gli Italiani ma ha sempre portato avanti con caparbietà e arroganza, la sua funesta ideologia guarda caso… comunista. Vi invito a guadare bene la foto e il brevissimo filmato da me stesso girato il 10 ottobre 2017. A Roma tutti fanno finta di niente ma, a una finestra di Montecitorio, è appesa da mesi e forse da anni, una bandiera rossa che non penso rappresenti gli Italiani. La signora vi dirà che quella bandiera rappresenta il simbolo delle donne perseguitate ma in realtà si tratta di una vera e propria bandiera rossa, tanto cara ai compagni e che richiama i tempi funesti del più becero stalinismo. Cara signora se lei è attaccata da moltissime persone sui social media, non è perché gli Italiani  odiano lei, è lei che si fa odiare dagli Italiani. Se ne faccia una ragione e provveda a fare un grande regalo agli Italiani: SPARISCA DALLA POLITICA.

Aldo Rossi

P.S. Presidente Sergio Mattarella se c’è batta un colpo per favore.

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