16 MAGGIO 2010 – ELEZIONI IN ALCUNI COMUNI DEL TRENTINO.

Postato su maggio 11th, 2010 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI - FACTS and CRIMES.

Domenica 16 maggio 2010 in alcuni Comuni della Provincia Autonoma di Trento si svolgeranno le votazioni per l’elezione dei rappresentanti di alcune Amministrazioni locali. Nato e residente nel Comune di GIOVO, sono direttamente interessato alle votazioni in detto Comune e quale cittadino desidero esprimere qualche mia breve riflessione in merito. Ciò che personalmente penso di taluni politici trentini non è certo un mistero ed è sufficiente sfogliare le pagine elettroniche “FATTI e MISFATTI” di questo mio blog per averne la conferma. Alla Procura della Repubblica e al Tribunale di Trento sono tuttora giacenti delle denuncie che a suo tempo ho presentato nei confronti di qualche aspirante ”satrapo”. Amministrare una Comunità non è cosa semplice e la Politica non è un mestiere ma una Missione. Nessuno è obbligato a ricoprire un incarico politico ma, chi accetta di farlo, deve essere pienamente consapevole che la Politica è a disposizione del Cittadino e non viceversa. Un concetto molto semplice che talvolta (spesso?) viene, ahimè, strumentalmente frainteso e stravolto da qualche maldestro amministratore pubblico. Ecco quindi che l’ingresso in cabina elettorale per esercitare il nostro diritto di voto e scegliere i nostri Amministratori, diventa un momento molto importante perchè, la nostra scelta, determinerà la qualità del nostro futuro di Cittadini. Mi rivolgo in particolare ai giovani che, solitamente poco interessati o delusi, sottovalutano l’importanza del momento più sublime di una democrazia, l’espressione del voto. I giovani possono non essere interessati alla politica, ma la politica si dovrà  necessariamente interessare anche di loro. Perchè quindi non essere artefici in prima persona del progetto e delle scelte che poi caratterizzeranno gli anni a venire?  Nel Comune dove risiedo, sono state presentate due diverse liste e quella che personalmente ritengo più rispondente alle esigenze di una corretta amministrazione locale evoca emblematicamente, già nel suo nome, i caratteri distintivi di un’Amministrazione vicina ai Cittadini: ”CON LA GENTE“ - GIOVO. Il Signor Massimiliano Brugnara, candidato Sindaco di detta lista e l’elenco dei candidati consiglieri a lui abbinato rappresentano, a mio avviso, una scelta più che affidabile per il futuro della nostra Comunità ed in particolare dei nostri giovani.

Aldo Rossi – Valternigo di Giovo (TRENTO) 11 maggio 2010.

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USTICA 27 GIUGNO 1980…IO C’ERO!

Postato su giugno 26th, 2009 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI - FACTS and CRIMES.

   Il 27 giugno 1980 alle ore 20.59, si consumava nei cieli d’Italia, una delle tragedie piu` angoscianti e misteriose che, la storia recente del nostro Paese, abbia mai conosciuto. Il volo Itavia IH 870  da Bologna a Palermo  con aereo DC9  I-TIGI, precipitava in mare a circa 50 miglia nautiche a nord  dell’isola di Ustica. Alle 81 vittime di quella sciagura aerea  ed ai loro familiari rivolgiamo un rispettoso e deferente omaggio.Molto e` stato scritto in merito a questo gravissimo incidente aereo.  Sono state avanzate, da parte di improvvisati  “giudici senza toga”, le ipotesi piu` stravaganti e le illazioni piu` infamanti. Un velenoso cocktail di presunzione, di ignoranza, di arroganza e di ostentata protervia anche nei confronti del delicato e proficuo lavoro della Magistratura giudicante.Talune note frange del contesto socio-mediatico nazionale, si sono sbizzarrite,  nel corso di tutti questi anni, ad inseguire fantasiose elucubrazioni e ricostruire fantastici scenari di quel tragico evento.  Era pero` evidende che nella ricerca di “una loro verita`” su quanto  avvenuto a bordo di quell’aereo, si celava in realta` un subdolo tentativo di avvalorare ipotesi accusatorie palesemente insostenibili che, peraltro, nel corso di questi lunghi anni, non hanno mai trovato nemmeno il seppur minimo riscontro indiziario.Il processo che ne e` seguito, ha visto, quali principali indagati, I vertici dell’Aeronautica Militare Italiana dell’epoca. I “Generali traditori”, rei di avere programmato ed abilmente nascosto l`abbattimento di un aereo civile, sono stati sottoposti, per anni, ad una vergognosa gogna mediatica in totale spregio di quel nobilissimo dettato giuridico-costituzionale che riguarda il principio di presunzione di innocenza . Ebbene, quel  processo si e` concluso, dopo quasi trent’anni, in tutti i suoi tre gradi di giudizio, con la  piena assoluzione di tutti gli imputati perche` “il fatto non sussiste”. Alle 81 vittime di quell’incidente aereo vanno quindi  aggiunte anche le numerose “vittime” di quel vergognoso, irresponsabile, strumentale e protervo circo mediatico. In tutti questi anni non sono mai stati individuati I colpevoli. Cio` non vuol dire pero` che, i veri colpevoli, non ci siano. Anche questo incidente rimarra`, forse, senza risposte e con un grande, inquietante punto di domanda. Esso  trovera` posto negli archivi della memoria storica del nostro Paese,  sara` consegnato all’oblio e si perdera` nella notte dei tempi.  Ma soprattutto, come purtroppo e` gia` avvenuto per altri tragici eventi della storia italiana, per ora, non vi e` nessun colpevole!  Di quelle povere vittime rimarra` solo un ricordo. Nel cuore dei familiari, il dolore, la sofferenza e la solitudine faranno da perenne cornice ad  angoscianti interrogativi ed a una comprensibile, frustrante grande delusione. Ma…i reati  di strage, se di strage si tratta, non cadono in prescrizione!Il lettore si chiedera` il motivo per cui mi permetto di rievocare ed esprimere le mie impressioni su questi tragici accadimenti. Ebbene, il giorno 27 giugno 1980 anch`io ero in volo ai comandi di un altro aereo DC9   ITAVIA.   Solo qualche ora prima, in rotta  quasi opposta a quella dell’aereo caduto, ho attraversato infatti la stessa porzione di spazio aereo ma nulla faceva presagire l`imminente tragedia. Il Destino, cinico e baro, non si limita a colpire alle spalle ma, talvolta,  si prende anche gioco di noi…il giorno precedente avevo effettuato ben tre voli con il DC9 ITAVIA  I-TIGI poi precipitato in mare. Il secondo motivo per cui mi sento qualificato ad esprimere le mie riflessioni su  questo incidente, deriva dal fatto che per circa dieci anni, fino agli inizi del 1979, ho operato come pilota militare su velivoli caccia intercettori F104S. Sono stato in forza al 22.mo Gruppo Caccia  del 51.mo Stormo di stanza ad Istrana (Treviso) . Conosco perfettamente le dinamiche del  volo operativo di un caccia intercettore e posso quindi parlarne con cognizione di causa.Prima di staccare le ruote dalla pista di decollo, un caccia intercettore della nostra Aeronautica Militare, specie se caricato con armamento reale, deve  subire una miriade di controlli e verifiche da parte di molte persone. I tecnici addetti alla manutenzione, i tecnici addetti alla linea di volo, gli addetti ai servizi di vigilanza e sicurezza, gli addetti al servizio anticendio, gli armieri, gli addetti alla torre di controllo etc. sono tutte persone che non possono non vedere. Caricare un missile sotto le ali di un velivolo e` un’operazione complessa che comporta una serie di autorizzazioni speciali e specifiche. Presentarsi al deposito munizioni di un aeroporto militare per prelevare un missile non e` come entrare dal tabaccaio per comperare un sigaro toscano! Se alla fine delle operazioni quel missile non viene riportato in deposito, centinaia di persone ne conoscono il motivo.Una volta in volo, gli aerei (nelle missioni operative con armamento reale gli aerei sono sempre almeno due) vengono guidati sul potenziale bersaglio, dai controllori radar del servizio “guida caccia” competenti per territorio. Prima di attivare il sistema di lancio e quindi “premere il grilletto”,  i piloti  devono pero` eseguire delle particolari procedure di identificazione e di autenticazione dell`eventuale ordine di abbattimento ricevuto. Questa e` una procedura che prevede l`attivazione e la verifica di codici speciali di cui sono a  conoscenza  solo i piloti e i controllori guida caccia che in quel preciso momento stanno operando. L’azione del pilota quindi non e` limitata alla semplice condotta dell`aereo ma, in previsione del lancio di un missile, il pilota deve eseguire, in corretta sequenza, anche una serie di operazioni che escludono la possibilita` di lancio accidentale di un  missile “attivo”. La semplice pressione sul grilletto di tiro non provoca infatti alcun effetto. Il missile, per partire ed attivarsi, ha bisogno di una serie di “autorizzazioni” elettrico-meccaniche da parte dei computers di tiro posti a bordo dell’aereo stesso. Infine, un aereo decollato con armamento reale, al momento del suo  rientro alla base madre o su un qualsiasi altro aeroporto militare italiano, viene sottoposto, da parte di piu` persone, ad una altrettanto severa e ineludibile serie di controlli. E` impossibile non accorgersi dell’eventuale mancanza di un missile. Concludendo, le operazioni di volo e la catena di comando e controllo della Difesa Aerea Italiana sono molto piu` complesse e sofisticate di quanto si possa pensare. Tutte le operazioni sono frutto pero` di una altrettanto complessa, attenta e qualificata sinergia che non lascia spazio a margini di errore.Ai fini di una piu` agevole comprensione di queste mie note, ho volontariamente semplificato la presentazione di queste procedure. Ho utilizzato un linguaggio spero comprensibile e non tecnico. Questa lunga presentazione mi serve quindi per affermare, con la massima serenita`, che, in tempo di pace,  nell’ Aeronautica Militare Italiana, le regole di ingaggio e le relative procedure erano e sono cosi` rigide, stringenti e restrittive che  l’ordine di abbattere un aereo civile  NON POTEVA E NON POTRA` MAI ESSERE DATO.Cosa e` successo quindi a bordo di quell’aereo la sera del 27 giugno 1980? Personalmente ritengo non condivisibile l’ipotesi di un cedimento strutturale. Piu` probabile invece e` l’ipotesi di un’esplosione interna all’aeromobile come sembra apparire anche dalle evidenze di alcune qualificate perizie tecniche. Altra considerazione riguarda la cabina di pilotaggio di quell’aereo, all’interno della quale, come in tutti gli aerei DC9, alle spalle del secondo pilota, erano posizionate due grosse bombole di ossigeno da utilizzare, solo in caso di emergenza, per fornire ossigeno sia alle mascherine dei passeggeri sia alle maschere dei piloti.Da non dimenticare infine che il 2 agosto 1980, esattamente 36 giorni dopo Ustica, veniva firmata con il sangue di moltissimi innocenti, la strage alla stazione di Bologna. I due tragici fatti sono fra loro correlati?  Io non sono in grado di rispondere.Quanto sopra rappresenta unicamente il mio pensiero. Non sono il difensore d’ufficio di nessuno. Questo mio lavoro vuole essere  un umile contributo alla ricerca della verita` sul caso Ustica. E` un lavoro che dedico a chi sa valutare, analizzare e comprendere con il necessario  distacco e la dovuta serenita`un evento cosi` tragico della storia d`Italia. E` anche un invito a non cedere alla rassegnazione, ad avere fiducia nello Stato, nelle sue Istituzioni e nella Giustizia. Il tempo e` sempre galantuomo.In questo triste anniversario, rivolgo ancora un doveroso omaggio alle vittime e, un particolare pensiero, e` per i colleghi  Domenico Gatti, Enzo Fontana, Paolo Morici e Rosa De Dominicis che erano i componenti dell`equipaggio titolare di quel volo. Aldo Rossi. Valternigo di Giovo (Trento) 27 giugno 2009.caccia-f104s-in-volo.jpg,    autore.jpg

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ACCADE IN TRENTINO: presentato un altro esposto-denuncia nei confronti del Sig. Riccardo Brugnara Sindaco del Comune di Giovo.

Postato su giugno 16th, 2009 da Aldo.
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Alla REGIONE CARABINIERI “TRENTINO ALTO ADIGE”

Stazione di Cembra

Via IV novembre, 6

38034 CEMBRA

ESPOSTO-DENUNCIA

 

Il sottoscritto Aldo Rossi, residente a Valternigo di Giovo in Via S. Floriano n° 3 si rivolge a codesto Comando per esporre quanto di seguito.

Il Signor Riccardo Brugnara, Sindaco del Comune di Giovo, ha autorizzato la costruzione di un muro in cemento armato sul terreno di mia proprietà P.F. 2101/2 situato nel comune di Giovo in prossimità della frazione di Valternigo.

La costruzione del suddetto muro è già stata iniziata ed in qualità di proprietario responsabile del fondo, a me, non è stata fatta alcuna notifica e non è stata presentata nemmeno la relativa documentazione di prassi.

In merito a quanto sopra, declino ogni responsabilità  per eventuali lesioni o danni a persone e cose.

Accludo alla presente una sintesi orientativa della lettera che invierò  al Signor Sindaco.

In Fede

Aldo Rossi

 

Via S. Floriano, N° 3

38030 Valternigo di Giovo                                                                 

Valternigo di Giovo, 15 giugno 2009.

  

Questo è un allegato all’Esposto-Denuncia presentato alla Stazione dei Carabinieri di Cembra il giorno 15 giugno 2009 da Aldo Rossi.

 

Sintesi orientativa del testo della lettera che invierò prossimamente al Signor Sindaco del Comune di Giovo.

 

Egregio Signor Sindaco,

 

mio malgrado, sono ancora costretto ad intervenire nei suoi confronti.

A Valternigo di Giovo, gli operai del Comune, hanno iniziato la costruzione di un muro su un terreno di mia proprietà (P.F. 2101/2)

LE CHIEDO:

1 – chi l’ha autorizzata a costruire il muro sul terreno di mia proprietà?

2 – dove sono i relativi progetti e da chi sono stati autorizzati?

3 – dove sono le necessarie licenze e autorizzazioni?

4 – dove è il parere della Commissione paesaggistico ambientale della P.A.T. ?

5 – chi ha verificato la conformità urbanistica e paesaggistica dell’intervento?

6 – dove è l’autorizzazione del Servizio forestale e Fauna della P.A.T. ?

7 – dove è la relativa perizia geologica?

8 – dove è il parere della Commissione Edilizia del Comune di Giovo?

9 – chi è il Direttore dei lavori?

10 – chi è il Responsabile della sicurezza sul cantiere?

11 – chi risponde in caso di incidente sul cantiere? Lei?

12 – chi ha sottoscritto la fideiussione a garanzia di esecuzione in conformità al progetto? 

13 – chi ha versato la cauzione per gli eventuali danni prodotti in corso d’opera?

 

La lista di cui sopra non è una mia invenzione. Essa rappresenta solo una parte della complessa documentazione che il Comune stesso pretende da chi richiede di poter fare anche la semplice recinzione di un orto!

Voi, però, vi permettete di costruire un intero muro in cemento armato, su un terreno privato, senza avvertire il proprietario, senza la prevista documentazione e senza le relative autorizzazioni.

La sua spregiudicata, arrogante e disarmante ingenuità mi impone di intimarle l’immediata sospensione dei lavori sulla mia proprietà e la sollecita messa in sicurezza dell’intero cantiere.

La riterrò  personalmente responsabile di eventuali lesioni e danni a persone o cose.

Il muro in questione dovrà essere tempestivamente demolito e il terreno interessato dovrà essere adeguatamente bonificato e riportato allo stato originario.

Aldo Rossi 

Ringrazio il Qutidiano ”TRENTINO” che, da sempre sensibile e vicino ai problemi della nostra gente, il giorno 17 giugno 2009, ha pubblicato un articolo in merito

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ACCADE IN TRENTINO: denunciato il Sindaco del Comune di Giovo.

Postato su febbraio 26th, 2009 da Aldo.
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Il giorno 20 febbraio 2009 ho presentato alla Stazione Carabinieri di Cembra (TRENTO) un esposto-denuncia contro il Signor Sindaco del Comune di Giovo. Un click sui link sottostanti  vi consentira` di leggere il testo della denuncia e acquisirne i contenuti. Il modo di fare (non fare) del Signor Sindaco,  mi e`gia` ben noto, non ho bisogno di ulteriori conferme. Qualche parola vorrei dedicarla pero`alla Comunita` del paese di Valternigo che e`direttamente interessata alla problematica da me sollevata. La gente di questa piccola frazione del Comune di Giovo -un centinaio di anime- e` onesta, laboriosa e  abituata alle dure fatiche di chi vive nelle avare terre di montagna. Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Non c`e` tempo per le chiacchere, se qualcosa non va si tace e si sopporta in silenzio. Questa  regola, prevede l`applicazione dell`antica saggezza di un codice non scritto, ma ben codificato nel DNA di questa gente abituata, da sempre, al sacrificio e alla sofferenza. Chi deve lavorare non ha tempo per protestare…<<tanto non ti ascolta nessuno!>> Sopportazione e rassegnazione dunque…SUDDITI NON CITTADINI! Il Potere, che conosce benissimo questa criticita` della condizione umana, la volge a suo vantaggio e ne approfitta. Cosi`, se sei amico del satrapo di turno, puoi permetterti anche di chiudere al traffico la via principale di un piccolo paese di montagna e penalizzarne l`intera Comunita`. Chi deve intendere intenda!

Aldo Rossi                               Valternigo di Giovo, 26 febbraio 2009.

P.S. : ringrazio vivamente il Quotidiano locale “TRENTINO” che nell`edizione di ieri, a pag. 23, ha dato voce a chi non e`  piu` disposto a subire in silenzio.

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comunicazione-al-difensore-civico.htm

comunicazione-ai-quotidiani-locali.htm

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ACCADE IN TRENTINO. Ignoranza? Barbarie? Incivilta`?

Postato su febbraio 26th, 2009 da Aldo.
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Il giorno 20 febbraio 2009 ho presentato, alla Stazione dei Carabinieri di Cembra (TRENTO), una denuncia contro ignoti per un atto di vandalismo avvenuto in un piccolo appezzamento di terreno di mia proprieta`. Con un click sui link in calce al presente articolo,  potrete leggere il testo della denuncia e vedere anche una fotografia . Il danno in se`e` irrilevante ma  l`atto denota come, in certe menti malate, vive ancora l`ancestrale errato concetto di farsi giustizia da soli, in modo semplice e sbrigativo. Un tempo era sufficiente una  spiegazione, un accordo verbale e una semplice stretta di mano. Oggi abbiamo invece bisogno di giudici, avvocati e notai. Mi ritorna cosi` alla mente un antico proverbio attribuito alla grande Saggezza Cinese che dice: <<a noi l`Etica e la Morale, ai barbari il Diritto!>> E` vero, paradossalmente, il Diritto serve solo ai barbari.

Aldo Rossi          Valternigo di Giovo, 26 febbraio 2009.

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ELEZIONI PROVINCIALI IN TRENTINO (09.11.2008) I TRENTINI E IL PRINCIPE VESCOVO

Postato su novembre 11th, 2008 da Aldo.
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Domenica scorsa gli Elettori Trentini hanno riconfermato nella carica  di Presidente della Provincia Autonoma di Trento  il Signor Lorenzo Dellai. Questa e` la volonta` popolare espressa dal voto depositato nelle urne e come tale e` sacra e va rispettata. I Trentini sono gente tranquilla, silenziosa, operosa…niente chiacchere, solo fatti concreti e soprattutto nessun cambiamento. I cambiamenti sono…o atti di coraggio o atti di incoscienza. Cambiare, infatti, non significa sempre migliorare pero` se mai si cambia mai si migliora.Io non ho votato per il Signor Lorenzo Dellai. Chi ha avuto la pazienza di navigare fra le pagine elettroniche del  mio sito web,  ne conosce anche le ragioni.Il Senatore Sergio Divina, candidato dell`opposizione, ha detto che il Signor Lorenzo Dellai ha trascorso la sua campagna elettorale girando il Trentino con una valigetta 24ore piena di denaro da distribuire alle famiglie ed alle aziende in difficolta`. Sembra pero`, aggiungo io, che il suddetto denaro sia finito molto in fretta e, altrettanto in fretta, il Signor  Lorenzo Dellai si e` preoccupato di dire, nelle sue interviste alle TV locali, che altro denaro sarebbe stato distribuito dopo la consultazione elettorale. Bonta`sua! Questo modo di fare mi ha richiamato alla memoria lo scaltro agire di un politico di altri tempi. Detto signore era aduso, prima di una consultazione elettorale, regalare ai suoi potenziali elettori 1Kg di spaghetti e una scarpa sinistra. La scarpa destra gliela avrebbe data solamente ad elezioni avvenute. Da allora, a quanto sembra, le cose non sono cambiate. Come siamo caduti in basso!La ciliegina sulla torta l`ha messa pero` l`Onorevole Walter Veltroni esimio esponente nazionale del Partito Democratico. Detto signore non piu` tardi della settimana scorsa ci aveva detto di avere vinto le elezioni in Arkansas, in Oklahoma, nello stato di New York, in Alabama, nello Utah……e in Ohio.  Ieri ha detto di averle vinte anche in Trentino. Scusate, come mai  questo signore a Roma siede nei banchi di una sgangherata e squallida opposizione?Lo stesso Onorevole Walter Veltroni ha poi aggiunto che il modello politico trentino e` un modello  da esportare nel resto d`Italia. Questo signore, mi chiedo, conosce la realta` trentina o parla solo per parlare? I  privilegi (loro li chiamano vantaggi!) e l`assistenzialismo “mirato” ( loro lo chiamano solidarieta`!),  due tipicita` inconfutabili del suddetto modello, si fermerebbero, a mio avviso, non oltre la chiusa di Borghetto ovvero qualche chilometro a sud di Trento.  Assieme al modello e al Principe dovrebbero infatti esportare anche l`intera corte di vassalli, valvassini, valvassori, giullari, menestrelli, saltimbanchi, nani, ballerine e dame di compagnia.I servi della gleba rimarrebbero necessariamente a casa. La piccola e vera e sana imprenditoria locale infatti, “antiparassitario” per eccellenza, non troverebbe posto sulle carrozze dell`allegro  convoglio perche` essa e` completamente sconosciuta ed estranea al modello da esportare.Cari Trentini, io rispetto ed ancora mi inchino innanzi alla vostra scelta. Vi auguro che sia veramente la scelta  migliore  perche`…FABER EST SUAE QUISQUE FORTUNAE…ciascuno e` artefice della propria fortuna. Altri cinque anni, quali sventurati sudditi del Principe Vescovo, saranno assai lunghi da passare! Auguri.                                                                                                           Aldo Rossi                                                    Valternigo di Giovo (Trento), 11.11.2008

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Lettera aperta al Sig. Lorenzo Dellai Presidente della Provincia Autonoma di Trento

Postato su settembre 24th, 2008 da Aldo.
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Lettera aperta al Sig. Lorenzo Dellai
Presidente della Provincia Autonoma di Trento

Signor Presidente,
          il prossimo 26 ottobre  I Trentini saranno chiamati alle urne per il rinnovo della Amministrazione Provinciale. E` giunto il tempo del redde rationem per lei, la sua Giunta e la pletora di Amministratori, Dirigenti e Funzionari della Provincia Autonoma di Trento.
In questi giorni, un misterioso e puntualissimo timer, ha innescato un feroce attacco alla sua Amministrazione e gia` si parla di  tangentopoli trentina.
Personalmente ritengo che quanto emerso rappresenti solo la punta di un gigantesco iceberg e l`evidenza di una peste ben piu` ampia e diffusa.
Turbativa d`asta, appalti truccati, corruzione, truffa, abuso d`ufficio, concussione? Lasciamo  lavorare  la Magistratura ed evitiamo deviazioni giustizialiste. 
Rimane il fatto che qualche suo stretto collaboratore pare sia stato pizzicato per aver dato qualche robusta  zampata a un tocco di  lardo.
Come ampiamente riportato dalle cronache, sembra, che la sua Amministrazione abbia da sempre favorito, con una pioggia battente di contributi pubblici, le grandi lobbies imprenditoriali e  territoriali trentine aiutando gli amici, gli amici degli amici  nonche`  i cartelli autorizzati.
Una esasperata e deviante cultura consociativa ha poi di fatto ridotto e quasi annullato la responsabilita` individuale e nessuno in questa Provincia, sia nel pubblico sia nel privato, ha mai pagato per i propri errori di gestione. L`unico a pagare e` sempre il povero Pantalone ovvero la ormai rassegnata Comunita` silente.
Il Trentino non ha come simbolo l`orso, come qualcuno, erroneamente, vorrebbe farci credere, bensi` il grazioso e super protetto panda.
La grande imprenditoria trentina, come riportato in autorevoli ambienti, non conosce il rischio di impresa. Finti imprenditori incapaci di scelte coraggiose e di guardare oltre?  Qualcuno prima o poi  dovra` rispondere anche a questa domanda.
Lei ha saputo ascoltare solo chi era in grado di fare la voce grossa e non ha mai, ribadisco mai, prestato attenzione a chi poteva solo sussurrare le ragioni della sua  sofferenza.
Sto` personalmente pagando sulla mia pelle, ormai da parecchi anni, l`arroganza, i soprusi, l`incompetenza e l`ignoranza di alcuni suoi inamovibili amministratori, dirigenti e funzionari. Verificare per credere
L`aspetto burocratico-funzionale di taluni uffici provinciali richiama alla memoria l`eccellente funzionalita`della burocrazia borbonica. I numerosi U.C.A.S. (Uffici Complicazioni Affari Semplici) sparsi sul nostro territorio ne sono una dimostrazione. Ha mai provato Signor Presidente a richiedere una licenza, a ristrutturare una casa, a bonificare un terreno, a posizionare la recinzione di un orto, a smuovere una sola pietra da un muretto a secco?  Ci provi Presidente!

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I suoi amministratori, dirigenti e funzionari cosi` zelanti nel perseguire i piccoli imprenditori, gli agricoltori e i singoli privati…dove erano quando le ruspe devastavano le nostre montagne, la Marmolada, la Paganella?
“La montagna cancellata dai barbari”. Non sono parole mie.
La sua amministrazione ha forse irrimediabilmente compromesso la nostra Autonomia trasformando il Trentino in una sorta di rigida realta` incapace di muoversi autonomamente perche` ingessata dai suoi ormai palesemente anacronistici e ingiustificati privilegi.
L`Autonomia trentina, cosi` maldestramente amministrata, ha ancora la sua ragione d`essere?
Anche a nome dei seicentomila generosi “ragazzi” che quasi cento anni fa, da tutta l`Italia, sono venuti a donare la loro giovane vita proprio qui sulle nostre montagne, le suggerisco e le consiglio…si faccia da parte Presidente. I Trentini capiranno e gli Italiani le saranno  grati.

Aldo Rossi                                                             

Valternigo di Giovo, 24 settembre 2008.

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FATTI E MISFATTI

Postato su gennaio 5th, 2008 da Aldo.
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FATTI    E   MISFATTI

CHI ?  

Taluni mestieranti della politica della Provincia Autonoma di Trento!

DOVE? 

In quella tranquilla oasi  di efficienza e di pace che è la Provincia Autonoma di Trento!

QUANDO ?  

Dal  1980 ad oggi !

COME?  

Con l’arroganza tipica di chi ha il potere!      

PERCHE’ ? 

Ditelo Voi dopo aver letto la lettera che segue e sfogliato le pagine del dossier allegato.
                    

Vi invito a leggere  la lettera che segue datata 01 agosto 2007  indirizzata al dott. Lorenzo Dellai Presidente della Provincia Autonoma di Trento. E’, purtroppo, una lettera molto lunga e dai toni inequivocabilmente molto forti. Una forma più sintetica e meno incisiva non mi avrebbe certamente consentito di trasferire, a chi di dovere, la mia esasperata costernazione e tutta la mia rabbia. Vi sembrano pochi trent’anni (!) di sopportazione e di inutile attesa? Vi sembra poco un danno di 400.000 euro? La lettera non ha mai avuto risposta.

Se avrete il tempo e la pazienza potrete approfondire poi i contenuti di detta lettera, sfogliando le circa 100  pagine del relativo dossier e leggendo anche le note a chiarimento.

GRAZIE

aldo rossi                                                     02 giugno 2008     

                                                                                                                                                                                                                    

                                                                                                                                      

QUESTO  LAVORO  E’ DEDICATO  A  MIO  PADRE E  A  TUTTI  I  PROTAGONISTI DELL’AGRICOLTURA  EROICA  TRENTINA.

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                                           FACTS and  CRIMES

It’s not so easy for me to translate in English  the Italian version of this part (and attached dossier) on my web site.

I’ve called this part :           “The pages of the Shame”
Anyway  I’ll try to do my best  giving you  a very brief synthesis in order to draw out the moral of  that  very long boring and paltry story.
The present Government in Trentino -ITALY- is politically “left oriented”….or better….
their heart  is on the left but…I don`t know way (?)… their wallet is, always, strictly on the right!
Returning to my case, I’m a living example of how  the civil rights of  a common, unprotected citizen can be arrogantly downtrodden by the political  power also in a….“civilized Country”.
The local  Public Administration (in Trentino) has caused to my small landed property, since about 30 (thirty!) years ago, an heavy damage quantified  nowadays in about more than 400.000 euro.
Initially the Authorities admitted their fault and they promised me to remedy but….passing the years….a web of promises and lies  has been built up and the heavy damage to my private property is, nowadays, still present.
A mixture of incapacity and obvious arrogance? I really don’t know but there are other examples of “good and correct administration” of  local Government.
The same Public Administration for example has used, in the past, the helicopters (about 3000 euro for each hour of flight!) just  for scaring the unruly bears  in the local natural park  Adamello-Brenta! 
But….in thirty years (!) they didn’t find “ few coins ” for  remeding the initial damage brought  to my private property!
I have no more words….but if you like to enter more deeply in this “reality show”, please, do not hesitate to contact me just leaving your comments directly on the web site. Many thanks.

aldo rossi                                                                                                                                                          02 June 2008

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Lettera al Presidente della Provincia Autonoma di Trento

Postato su gennaio 5th, 2008 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI - FACTS and CRIMES.

Valternigo di Giovo, 01 agosto 2007.

Raccomandata a.r.

Egregio Sig.
Dellai dott. Lorenzo
Presidente Giunta Provinciale
Provincia Autonoma di Trento
Piazza Dante, 15
38100 TRENTO
                                                        
Spett.le
Servizio Gestione Strade
Provincia Autonoma di Trento
Via Gazzoletti, 33
38100 TRENTO

e.p.c.

Egregio Sig.
Mellarini dott. Tiziano
Assessore all’Agricoltura, al commercio e turismo
Provincia Autonoma di Trento
Via  Romagnosi, 9
38100 TRENTO

Gent.ma Sig.ra
Borgonovo Re dott.ssa Donata
Difensore Civico
Provincia Autonoma di Trento
Via Manci/Galleria Garbari
38100 TRENTO

Egregio Sig.
Brugnara Riccardo
Sindaco del Comune di Giovo
Via S. Antonio, 4
38030 VERLA

Oggetto: Rossi Aldo – Provincia Autonoma di Trento. Dalla tragedia alla farsa.

Riferimento: Prot. N°  200/03     S106 AF/mim   08 gennaio 2004.
                     Prot. N°  4133/07   S 106 CaR        23 febbraio 2007.

1. In data 31 ottobre 2001 ho provveduto ad informare il Servizio Gestione Strade in merito alla problematica della crescita di piante ad alto fusto fra la rete di protezione della strada   S.P. 131 tronco Verla – Ville di Giovo.
Dopo un anno e mezzo (!), in assenza di un seppur minimo cenno di risposta alla  lettera di cui al precedente punto, in data 03 maggio 2003, ho provveduto a reiterare la mia richiesta. 
A questa mia seconda lettera ho avuto riscontro solo in data 08 gennaio 2004 (estremi a riferimento)  ovvero più di otto mesi dopo (!) la spedizione.
Ho atteso quindi altri quattro anni (!) ma a tutt’oggi 01 agosto dell’anno del Signore 2007 non è stato fatto ancora nulla tranne qualche sporadico intervento, effettuato d’ urgenza, a seguito della rovinosa caduta di qualche pianta sulla sottostante sede stradale a causa della neve o del vento….come, peraltro, da me  previsto e preannunciato. 
Ammesso e non concesso che la Pubblica Amministrazione non sia obbligata a rispondere a quesiti e richieste poste dal singolo Cittadino è altresì vero che la  Pubblica Amministrazione in primis è tenuta a garantire la sicurezza del Cittadino oltre che al rigoroso rispetto della proprietà privata.
In merito a questo secondo punto in particolare, la discrezionalità di qualche buontempone dell’Amministrazione Pubblica, non mi sembra sia ancora contemplata da alcuna legge.
2. Per quanto mi riguarda, l’ormai inveterato modus operandi del Servizio Gestione Strade della Provincia Autonoma di Trento, è a me ben noto. Non ho certo bisogno di conferme anche perché,  con detto Servizio, rimane tutt’ora ancora aperto un altro pesantissimo contenzioso.
L’ incuria, la trascuratezza e la palese imperizia dei responsabili che hanno eseguito e seguito nel 1980(!) i lavori di rettifica della strada S.P. N°131 nel Comune di Giovo, mi hanno già provocato, infatti, un danno personale quantificabile ad oggi in circa 400.000 (quattrocentomila!) euro. “PONTE IN PIETRA DEL 1800 COMPLETAMENTE CEMENTIFICATO!
All’inizio dell’anno 2000, visto il silenzio assordante dei Politici e dei Dirigenti responsabili, sono stato costretto a citare in giudizio la stessa Provincia Autonoma di Trento per richiedere il risarcimento dei danni da me subiti. Questa causa civile, che mi vede per ora soccombente è complessa e probabilmente troverà definitiva soluzione con una Sentenza della Corte di Cassazione.
A Voi, comunque, non farà certo onore la mia eventuale definitiva soccombenza perché, come riportato anche nella Sentenza di appello:
 “Nel caso in esame infatti, non si è in presenza di un illecito permanente, come erroneamente ritenuto dall’appellante, ma di un illecito istantaneo con effetti permanenti.” “SENTENZA
Sempre di Vostro illecito si è trattato che, seppure “istantaneo” (cavillo giuridico!), Vi riserverà, quantomeno, una condanna morale da parte di tutta la Comunità “silente”.
In merito a quanto sin qui esposto, dispongo di una quasi trentennale  bibliografia, con lettere di impegno sottoscritte e promesse mai mantenute da parte di Assessori, Dirigenti, Funzionari, Sindaci e Tecnici….parole, parole, parole….soltanto parole! “NO COMMENTS!
Emblematica e significativa è comunque la risposta data dai responsabili del Servizio Gestione Strade al Difensore Civico in data 23 febbraio 2007 ( estremi a riferimento).
In essa assistiamo a quella vile, odiosa e maramaldesca pratica dello “scarica barile”. Questa pratica è peraltro ampiamente adottata, da sempre, da chi è incapace di agire e proporre valide soluzioni o alternative.
Ebbene, dopo ventisette anni (!) di compiaciuta inadempienza, i responsabili si chiamano fuori dal gioco e scaricano le loro responsabilità sugli altri, sui sottoposti….perché il tutto “ricade nelle competenze di gestione del Comune” e….il barile comincia così a rotolare verso il basso. “NO COMMENTS!
La commedia rimane la stessa ma dovranno però necessariamente cambiare attori e comparse. Complimenti!
A giudicare dalla mole di lavoro che interessa gli uffici del Difensore Civico (suppongo che i numeri di protocollo sulle pratiche ne siano una conferma!) devo ritenere che i casi di contenzioso fra i cittadini e le Istituzioni Trentine, rapportati alla popolazione residente, siano moltissimi.
Una borgata della città di Roma o la periferia di una qualsiasi grande città tipo Milano, Napoli, Palermo, Torino, ha più abitanti dell’intera Popolazione Trentina! E’ vero, le problematiche sono diverse, ma….vogliamo confrontare anche le disponibilità economiche?
Trentino oasi di pace, di serenità, di tranquillità, di benessere e di efficienza!?
La Provincia Autonoma di Trento ha, in percentuale, un numero di  Dipendenti  Pubblici che non è riscontrabile in nessuna altra realtà sia in Italia sia in Europa.

E’ giusto che il Cittadino deva attendere mesi e mesi  per avere una risposta dalle Istituzioni Trentine?
Come viene impiegato il Personale dell’Amministrazione Pubblica in Trentino?
E’, questa, una gestione avveduta e accorta della nostra Autonomia?
Da più parti, purtroppo,l’attacco all’Autonomia, il Bene più prezioso per i Trentini, è già cominciato….anche da parte di chi, la Storia del Trentino la conosce bene.
Ma, ritornando al Difensore Civico, qualcuno, anche nel recente passato, ha tentato  di mettere silenziatore e sordina anche a questa Voce che necessariamente…. deve cantare fuori dal coro.
Mi ritorna così alla mente quanto disse un Presidente degli Stati Uniti:
“….parla sottovoce ma porta con te sempre un bastone”.
Peccato che, per ora, di quel bastone non ne possa disporre anche il Difensore Civico della Provincia Autonoma di Trento…. perché, nel mio caso e non solo nel mio caso, il suo utilizzo nei Vostri confronti sarebbe ampiamente più che giustificato.
Ribadisco ancora che con il Vostro fare maldestro nel corso di tutti questi anni, avete penalizzato e continuate a penalizzare non solo il sottoscritto, ma  anche altri proprietari che, si sono chiusi da tempo, in un eloquente e dignitoso silenzio e….come Voi dovreste ben sapere, la Gente di montagna va capita non solo per quello che dice ma anche e soprattutto per quello che non dice.
I fondi agricoli terrazzati, sostenuti da muri a secco e situati all’inizio della Val di Cembra nel Comune di Giovo in località Berte  sono stati da Voi interclusi, con “un illecito istantaneo” nel 1980! “IERI 1980
A tutt’oggi essi sono ancora interclusi, incolti e abbandonati. 
OGGI 2008
Altro che Agricoltura Eroica, qui, di “eroico” c’è solo il Vostro agire disinvolto e scanzonato! 
LETTERA AL COMMISSARIO DEL GOVERNO“  
Scusate il linguaggio necessariamente e inequivocabilmente pesante che ho usato nei Vostri confronti, ma, questa lettera, l’ho scritta sotto dettatura.
Il Cuore e la Passione mi hanno infatti dettato queste righe e, anche a nome di tutti Coloro che in quelle Terre, ora abbandonate, hanno versato per secoli  Sudore, Lacrime e Sangue….vi dico:
un cavillo giudiziario vi darà forse  ragione….ma certo non la Vostra Coscienza!

Aldo Rossi

Allegati di cui a riferimento nella presente lettera:

allegato - N°200/03  S106 AF/min 08 gennaio 2004.  pdf

allegato – N°4133/07  S106 CaR 23 febbraio 2007.  pdf

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Perchè questa lettera?

Postato su gennaio 5th, 2008 da Aldo.
Categorie: FATTI E MISFATTI - FACTS and CRIMES.

- Lettera datata 01 agosto 2007 indirizzata al Presidente della Provincia Autonoma di Trento dott. Lorenzo Dellai e al  Servizio Gestione Strade.
- Dossier  01 agosto 2007         

   Rossi  Aldo –  Provincia  Autonoma di Trento
                              Dalla tragedia alla farsa      

Perché questa lettera e questo Dossier?

La lettera che avete appena letto, così come il dossier qui in calce allegato,  si dividono in due parti, il punto 1. e il punto 2.
Entrambi i punti riguardano due diverse situazioni per le quali, nel corso di molti anni, a partire dall’ormai lontano 1980, la Provincia Autonoma di Trento (PAT), pur avendo procurato un palese, evidente e talvolta grave danno alla proprietà privata, non ha mai inteso porvi rimedio.
In particolare il punto 1. è relativo al mio più recente contenzioso con la Provincia Autonoma di Trento e risale infatti solo (!) al 2001.
Fra le maglie della rete metallica posta a protezione della strada provinciale S.P.131 detta del Vino, e in particolare nel tratto che interessa il Comune di Giovo in Valle di Cembra, sono cresciute, spontaneamente,  nel tempo, delle piante ad alto fusto (vedi foto pag.7 del dossier allegato) le quali, oltre che costituire un pericolo per la sottostante strada (vedi foto pag.8 del dossier allegato), danneggiano anche la mia proprietà, ad essa prospicente, limitandone il soleggiamento e la veduta (Paganella e Gruppo delle Dolomiti di Brenta). 

Al 31 dicembre 2007, gli interventi di bonifica promessi dalla PAT non sono ancora stati effettuati!

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Per quanto riguarda invece il punto 2. c’è da dire che nel 1980 (!) la Provincia Autonoma di Trento ha eseguito, sempre in Val di Cembra, nel Comune di Giovo, alcuni lavori di rettifica della  S. P. 131 detta del Vino….è la stessa strada di cui al punto precedente  ma in una zona diversa.
L’esecuzione di detti lavori, condotta in modo decisamente scriteriato e maldestro (vedi foto pagg.81 e 82 del dossier ….cementificazione di uno splendido ponte in pietra!), ha comportato anche la completa chiusura dell’unica strada che consentiva l’accesso ad alcuni fondi agricoli privati, situati in zona Berte.

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Detti fondi agricoli, terrazzati, sostenuti da muri a secco e coltivati a vigneto pregiato d.o.c., facevano capo, allora (1980), a 15 diversi proprietari. Ebbene, quei fondi agricoli sono a tutt’oggi 02 giugno 2008 (dopo ben 28 anni !) ancora interclusi, inaccessibili, abbandonati e incolti (vedi, per un raffronto, foto pagg.79 e 80 del dossier allegato).

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Lascio giudicare a Voi! La lettera di cui sopra non ha mai avuto un seppur minimo cenno di risposta da parte dei suoi destinatari.

Una paziente lettura delle pagine di questo dossier vi consentira` di cogliere qualche spunto di severa, costruttiva e utile riflessione.
aldo rossi                                                 02 giugno 2008.

P.s.   Per una più agevole analisi di questo mio lavoro, suggerisco di sfogliare le pagine del dossier utilizzando anche le “NOTE A CHIARIMENTO”. Dette note  riportano infatti, pagina per pagina, in breve sintesi, il contenuto del dossier stesso con l’aggiunta di qualche commento personale inteso a facilitare e completare la presentazione della  pagina cui esso si riferisce. Le pagine del dossier sono state inserite seguendo, rigorosamente, l’ordine cronologico e le date riportate sui relativi documenti, a partire dall’anno 1980  fino al mese di novembre 2007.

DOSSIER punto 1.  pdf

DOSSIER punto  2.   pdf

NOTE A CHIARIMENTO del DOSSIER punto 1.  pdf

NOTE A CHIARIMENTO del DOSSIER punto 2.  pdf

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